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Mose. Mozione in Senato per garantire il futuro dell’opera

Giu 8th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

veneziaMassimo Cacciari l’aveva definito “Un’opera inutile” quello delle dighe mobili del Mose, perché in presenza di un aumento del livello del mare di 50-60 cm “sei sempre sotto”. Tesi condivisa dal Premio Nobel Rubbia. Eppure c’è chi in Parlamento spinge per il completamento dell’opera.

Il Consorzio Venezia nuova (Cvn), a cui e” stata affidata la realizzazione del Mose, il sistema di dighe mobili studiato per salvare Venezia dall”alta marea, è controllato da un’amministrazione straordinaria decisa dall’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) in virtù di “recenti fatti di frode fiscale e presunte tangenti e finanziamenti illeciti ora al vaglio dei competenti organi giudiziari”. Nonostante il controllo straordinario da parte dell’Anac, il Cvn “dovrebbe rispettare quanto disposto dal nuovo codice degli appalti e ricorrere a procedure di evidenza pubblica nella selezione degli affidatari, sia per le attività ancora da realizzare al fine del completamento delle opere, sia per la successiva loro gestione nelle more del passaggio di quest”ultima ad altro soggetto”.

Lo chiede una mozione “contro la corruzione negli appalti nelle grandi opere pubbliche” presentata in Senato da nove senatori democratici. La mozione chiede inoltre che il governo si impegni ad adottare “ogni iniziativa necessaria” a completare il Mose entro il 31 dicembre 2018, ovvero la scadenza indicata nell”ultimo cronoprogramma, e che venga individuata una “soluzione di governo per il futuro dell”infrastruttura” e delle “risorse necessarie al suo funzionamento e alla sua manutenzione”.

Alcune responsabilita” del Cvn rispetto ai ritardi nella realizzazione del Mose e al lievitare dei costi dell”opera sono gia” state appurate, ma recentemente l”amministrazione di Venezia ha comunque affidato la manutenzione al Consorzio senza effettuare una gara. Decisione allora contestata dal senatore veneziano Felice Casson (Pd), e ora anche da altri senatori democratici di diversa provenienza geografica. (Fat/ Dire)

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