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Dipendenti negozi veneti Federdistribuzione sabato in sciopero. Cgil-Cisl-Uil: diktat inaccettabili. Federdistribuzione: aumenti di 85 euro

Mag 25th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

manifestazione CgilFederdistribuzione sta avendo un atteggiamento dispotico nei confronti del rinnovo del contratto nazionale di lavoro per le aziende che aderiscono alla sua sigla nel tentativo di “imporre un diktat inaccettabile attraverso cui costruirsi un vantaggio competitivo a danno dei propri dipendenti”. Lo denunciano le segreterie di Filcams-Cgil, Fiasascat-Cisl, Uiltucs-Uil del Veneto, proclamando uno sciopero per tutto sabato 28 maggio, e una manifestazione regionale nella stessa mattinata in piazza Barche a Mestre (Venezia).

Federdistribuzione “pretende di firmare un contratto nei fatti non vincolante, prevedendo la possibilita” di deroghe a livello aziendale su tutte le materie anche senza accordi sindacali”, accusano i sindacati, lamentando “il peggioramento degli inquadramenti, degli orari, di una serie di istituti e prestazioni di welfare” e l”introduzione “di un meccanismo di assorbimento dei premi fissi aziendali da recuperare sugli aumenti contrattuali”.
Tutto cio” mentre le trattative con altre associazioni come Distribuzione Cooperativa e Confesercenti procedono in modo “piu” strutturato” e Confcommercio ha gia” firmato il contratto e sta procedendo con gli aumenti salariali. “Tra quanto erogato ai dipendenti da aziende associate a Confcommercio e quanto propone Federdistribuzione si creerebbe un gap di 1.200 euro medie per ogni lavoratore a fine 2018” fanno sapere i sindacati. E le aziende interessate non sarebbero poche, anzi.

Il contratto negoziato da Federdistribuzione ha infatti validita” per Ali”, Aspiag (Despar ed Interspar), Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Coin, Conbipel, Conforama, Decathlon, Esselunga, Ikea, La Gardenia Beauty (Limoni), Marionaud, Leroy Merlin, Maxi supermercati, Metro, Oviesse, Pan Panorama, Penny market, Prix Quality, Unes Maxi, Unicomm, Zara.

Le esigenze della grande distribuzione sono diverse da quelle della tradizionale vendita al dettaglio, pertanto diverso deve essere anche il contratto nazionale. Questa la risposta di Federdistribuzione ai sindacati, che oggi hanno proclamato sciopero per sabato 28 maggio, nel tentativo di sbloccare l”impasse sul rinnovo del contratto nazionale. “La nostra ultima proposta prevede una componente salariale di 85 euro nel triennio 2016-2018, una nuova bilateralita” piu” efficiente in grado di garantire piu” sostegno al reddito e una procedura per individuare soluzioni che prevengano nuove emergenze occupazionali in caso di gravi crisi aziendali” continua Federdistribuzione, accusando i sindacati di non capire la differenza sostanziale tra le esigenze dei loro iscritti e quelle degli iscritti a Confcommercio.
“Negli oltre due anni a mezzo di trattative”, conclude Federdistribuzione, “abbiamo sempre avuto l”intenzione di fare un contratto che salvaguardasse il potere d”acquisto dei lavoratori, tutelasse i complessivi livelli occupazionali e fosse sostenibile per le imprese”.
(Fat/ Dire)

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