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Sabato 28 maggio a Pieve di Cadore, incontro con il generale Mario Mori. Interivista al fondatore del Ros e direttore del Sisde: “I Servizi segreti italiani sono morti l’8 settembre del ’43”

Mario Mori
Mario Mori

Sabato 28 maggio 2016 alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare de La Magnifica Comunità di Cadore, si terrà una conferenza, organizzata da Ludovico Tabacchi, con il patrocinio del Magnifico Comune di Pieve di Cadore e della Magnifica Comunità, con ospite il generale Mario Mori, fondatore del R.O.S. dei Carabinieri, direttore del S.I.S.De nonché prefetto della Repubblica, che intratterrà gli ospiti presentando il suo ultimo libro “Servizi e Segreti, Introduzione allo Studio dell’Intelligence”(Ed. Grisk, 2016). Modererà la serata Ludovico Tabacchi, giovane ragazzo di Pieve di Cadore, interessato a tematiche civili come la lotta alla mafia.

 

Generale, come nasce l’idea di pubblicare un libro sui Servizi segreti?

“All’inizio l’ho preso come un passatempo, anzi, come un’istigazione da parte di alcuni amici. Successivamente ho preso l’idea in modo più serio, cercando di dare una visione globale di quella che è la storia dei Servizi italiani, spiegando, una volta per tutte che, quello dei Servizi è un compartimento dello Stato gestito da politici che non sempre capiscono la loro necessità ed il loro utilizzo”.

Come sono nati i Servizi in Italia ?                                                        

“I Servizi nascono in maniera tormentata, come tormentata è la nostra storia. Per parlare della loro nascita bisogna partire dai Servizi degli Stati Pre-Unitari italiani che hanno poi cooperato per portare alla formazione dello Stato Italiano”.

Attualmente, come sono i Servizi italiani ?

“Nel mio libro li definisco come ‘poco più che un carrozzone burocratico con parvenze operative’. Questa definizione deriva: dalla completa incompetenza, salvo rarissime eccezioni, che il nostro governo ha in questa materia; dalle leggi spesso inadeguate; dalle polemiche sul loro utilizzo e dalla crisi che ha colpito i servizi in quanto i vari direttori, non sempre all’altezza, venivano scelti dalla politica. Nonostante questo, io sostegno che i Servizi segreti italiani siano morti l’8 settembre 1943 in quanto, dopo quella data, siamo entrati in un contesto internazionale che non ci ha più permesso di fare una politica nostra e autonoma. Lo stesso vale per i servizi che sono entrati in alleanze che hanno dettato una linea di condotta”.

Cosa dovremmo fare per “modernizzare” i Servizi italiani ?

“In Italia non dobbiamo prendere i direttori tra i grandi funzionari di Stato, che magari sono competentissimi prefetti e generali ma magari non hanno mai fatto attività di intelligence e quindi non capiscono le necessità che hanno questi di avere una formazione in materia. Quando diventai direttore del Servizio interno, la mia analoga all’MI5 britannico era la signora Eliza Manninger, la quale era entrata nell’MI5 subito dopo la laurea, facendo tutta la sua carriere all’interno del Servizio”.

 

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