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Giovedì 19 maggio presentazione del libro “La villa del bandito”. Alla Libreria Sansoviniana a Venezia

Giovedì 19 maggio, alle 17, nell’ambito de “Il Maggio dei libri”, la Biblioteca Nazionale Marciana, organizza nella sua sede monumentale (Libreria Sansoviniana, Piazzetta San Marco n. 13/a, Venezia) la presentazione del volume di Vincenzo Mancini, La villa del Bandito, Vicenza, in edibus, 2015. Saluto di Maurizio Messina, direttore della Biblioteca Nazionale. Interventi di: Marino Zorzi (già direttore della Biblioteca Nazionale Marciana), Claudio Povolo (Università Ca’ Foscari, Venezia). Sarà presente l’autore.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Vincenzo Mancini, La villa del Bandito, Vicenza, in edibus, 2015
Tra le prime zone interessate dall’espansione del patriziato veneziano nella Terraferma, la Riviera del Brenta può vantare un’impareggiabile densità di dimore signorili e palazzi. Tra quelle lasciate andare in rovina all’inizio del XIX secolo la più misteriosa, intrigante è sicuramente la villa Contarini-Tron e da ultimo Duodo sorta al centro di una lingua di terra nell’acuta svolta del fiume Brenta tra Stra e Dolo nella località di Paluello. Incredibilmente cancellato dalla storia e dalla memoria, il complesso edilizio continua invece a esistere in carte, disegni e documenti d’archivio riscoperti e ricollegati dall’autore in una ricostruzione inedita. Le sue vicende s’intrecciano con quelle di uno dei proprietari, un patrizio prepotente e violento sottoposto poco dopo la metà del Seicento a condanna e bando dal Consiglio di Dieci a causa di un brutale quanto oscuro assassinio perpetrato tra le calli veneziane. La fosca trama del caso criminale ha suggerito all’autore un originale esperimento letterario che unisce un classico saggio scientifico e un bozzetto narrativo, nel quale sono fatti rivivere e recitare personaggi e caratteri balzati fuori a tutto tondo dalla documentazione storica. Ecco entrare in scena bravi, meretrici, spie, frati gaudenti, bounty killer, monache e altri pittoreschi rappresentanti della società secentesca a Venezia e nei domini della Serenissima. Il meccanismo narrativo non è diverso da quello di un moderno romanzo storico in forma di giallo con in più l’autenticità del dato archivistico.

Vincenzo Mancini, storico dell’arte e studioso della cultura veneta formatosi a Padova, ha tenuto corsi universitari e lavora da tempo presso l’Istituto di Storia dell’arte della Fondazione Giorgio Cini. È autore di numerosi saggi, articoli e monografie sull’arte e il collezionismo a Venezia e a Padova al tempo della Serenissima. Ha curato la realizzazione di convegni e mostre. A Padova ha curato la mostra “Le Muse tra i libri. Il libro illustrato veneto del Cinque e Seicento” nelle collezioni della Biblioteca Universitaria di Padova, tenutasi nel 2009. È specialista nello studio della civiltà della villa veneta con all’attivo libri, saggi e contributi scientifici sull’argomento. È cocuratore della monumentale opera Gli affreschi nella Ville Venete dal XVI al XIX secolo in cinque tomi, oltre che direttore di una collana di guide sulle ville venete.

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