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Il premio “Radici 2016” a Francesco De Pellegrin

Mag 14th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

Nell’ambito dell’affermata manifestazione “Radicele –I sapori della primavera” organizzata dalla Pro Loco Zumellese, giovedì scorso oltre 260 persone hanno partecipato alla quinta cena delle Associazioni Zumellesi. Associazioni, come ha detto il Presidente della Pro Loco Zumellese Fabio Comel nel portare il saluto agli intervenuti, che sono la forza trainante delle tante manifestazioni che si svolgono in zona e sono a supporto di varie attività anche di solidarietà e di aiuto agli anziani, ai bisognosi, alle attività pubbliche.
Nel corso dell’incontro è stato assegnato il sesto Premio RADICI -l’eccellenza dei saperi e sapori- a una persona molto conosciuta e apprezzata: Francesco De Pellegrin.
Se l’annuncio del suo nome è stato se per il premiato una sorpresa inattesa e inaspettata, in quanto gli organizzatori avevano tenuto riservato sino alla fine il nome del vincitore, tant’è che De Pellegrin è stato chiamato all’ultimo momento mentre svolgeva attività di sorveglianza e di custode del Palazzo delle Contesse in quanto era in corso un convengo, per tutti i presenti è stato un momento di gioia sfociato in una vera e propria ovazione di approvazione.
Il -Premio “Radici” L’eccellenza dei saperi e sapori. – è nato con la finalità di segnalare e dare merito pubblico a chi con capacità, impegno e ingegno ha saputo valorizzare con il lavoro e l’operato nei vari settori produttivi, -interpretando sia la cultura, la tradizione locale, l’estro, la creatività e l’imprenditorialità,- diventando attore del rinnovamento e dello sviluppo locale e nella Provincia di Belluno.
Nondimeno, il Premio si rivolge anche agli zumellesi che residenti o emigranti all’estero o in altri luoghi, hanno fornito prova di capacità professionale e imprenditorialità e si sono distinti nei vari campi e settori dando anche lustro al loro Paese di origine.
Il premiato di questa edizione l’emigrazione l’ha vissuta sin da bambino, infatti è una persona che la valigia se l’è portata appresso per tanti anni.
Francesco De Pellegrin nasce a Treviso nel 1937 da dei genitori che si erano incontrati e sposati a Roma l’anno prima per lavoro.
Sempre per lavoro i genitori emigrano a Pantelleria, dove nasce suo fratello Luciano, ma la tranquillità famigliare fu scossa dai bombardamenti del 1940 che li costrinse a fuggire. Si racconta che, suo padre dopo averli caricati su una zattera, ritorna indietro per prendere i loro bagagli, ma al loro posto trova solo una grande buca di una bomba.
I genitori, rientrati nella piccola frazione di Tremea, presero in affitto una casa dove Francesco e suo fratello dormivano su un “Paion de fojole” e il privilegio dell’epoca, come dice il premiato, era che dopo ogni raccolta del granoturco avevano un “Pajon novo”.
Compiuti i quattordici anni, inizia il “pellegrinaggio” lavorativo di De Pellegrin che va a lavorare con il papà in Calabria come “bocia” nell’officina del cantiere dove costruivano una diga.
Terminata quest’opera, si trasferiscono in Toscana a costruire un’altra diga e questo difficile tirocinio gli fornisce, però, varie conoscenze del mestiere tanto da diventare un meccanico tutto fare molto apprezzato.
Negli anni seguenti lavora in vari cantieri nel Veneto e poi decide di emigrare in Svizzera nel Canton Vallese dove conosce una bella “Bellumata” e così nel 1963 si decide di sposarsi. Per vari anni lavora nel Canton Glarona e fra un lavoro e l’altro trova il tempo per avere tre figli maschi.
Furono ani molto duri di lavoro e di risparmi, tant’è che sua moglie gestisce nei cantieri la KANTINA, cioè la mensa e il dormitorio, facendo anche da mangiare la domenica, ma per loro, al fine di risparmiare, a casa mangiavano pane e latte.
Nel 1967 è fondata ufficialmente la Famiglia Bellunesi nel Mondo di GLARUS e il nostro ne diviene Consigliere e l’anno seguente nella veste di Vice Presidente è accolto dal Presidente Leone e da Andreotti.
Il suo impegno lavorativo fu apprezzato a tal punto che il suo “Paron”, il datore di lavoro, affinché non rientrasse in Italia per seguire i lavori della casa che stava costruendo, si faceva carico di venire ogni tanto a Mel per sovraintendere e vedere, a nome suo, come proseguivano i lavori della costruzione.
Finita la casa e andato in pensione, rientra in terra zumellese dove diventa punto di riferimento di tante persone ed amici. Proverbiale è stata la sua abilità nel sistemare le Vespe e i Ciao. Di lui si dice che: “ L’usa l’elettrodo come an penel e al laoro no se sbrega pi.”
Ma ciò che lo ha sempre contraddistinto nella sua vita è stata la sua ironia e simpatia che esprimeva. Qualcuno lo ha appellato come un guascone sempre pronto a fare festa e scherzi di ogni genere.
Il Premio è stato consegnato dal Presidente della Pro Loco Zumellese Fabio Comel alla presenza del Sindaco di Mel Stefano Cesa che ha affermato come tante attività che si realizzano sul territorio siano frutto della generosa disponibilità dei volontari e che Francesco De Pellegrin ne è un esponente esemplare.
A fare da corona alla premiazione non poteva mancare il Presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona che ha ricordato come Francesco, noto a tutti con l’appellativo di “Checo”, sia un fulgido esempio di tanti nostri emigrati che hanno permesso il sostentamento della popolazione nel periodo precedente l’industrializzazione della provincia di Belluno e in seguito rimasti, come sono, riferimenti e testimoni importanti in varie nazioni della capacità imprenditoriale e lavorativa dei bellunesi.

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