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A Villa Buzzati San Pellegrino l’anteprima della mostra “Relazioni possibili” di Luigi Manciocco

Si svolgerà nella casa natale di Dino Buzzati, Villa Buzzati San Pellegrino (in via Visome a Belluno), l’anteprima della mostra “Relazioni possibili” di Luigi Manciocco.
L’evento, che si intitola “Miracolosa in Villa Buzzati”, avrà luogo nel Granaio della Villa il 14 maggio 2016 dalle ore 16.30.
Al saluto introduttivo di Valentina Morassutti (presidente dell’Associazione Culturale Villa Buzzati), seguiranno gli interventi di Federica d’Angelo (dottoressa in Filologia Moderna), Angela Madesani (curatrice della mostra “Relazioni possibili”) e Luigi Manciocco (artista multimediale e antropologo, autore della mostra).
L’esposizione vera e propria, allestita nel Cubo di Botta, sarà inaugurata subito dopo, alle ore 18,00 al Palazzo Crepadona e rimarrà aperta dal 14 maggio al 8 giugno 2016.
Durante l’anteprima, l’artista presenterà un suo “multiplo”, denominato “Miracolosa”: una piccola ape placcata in oro, insetto caro a Santa Rita da Cascia. L’operazione artistica di Manciocco, infatti, mette insieme una pluralità di suggestioni che, da Buzzati a Yves Klein, passano attraverso Santa Rita (e i “Miracoli di Val Morel” che a questa Santa si ispirano sia pure con le fantasiose e ben note modalità buzzatiane).
Quelle evocate da Luigi Manciocco nel suo lavoro di artista sono atmosfere rarefatte e altamente significanti che sfociano nella mostra “Relazioni possibili”, ma che, come ideale punto di partenza, non potevano trovare migliore scenario del celebre Granaio dove Buzzati, fin dall’infanzia, visse e tradusse in arte i suoi pensieri, le sue paure e le sue più azzardate fantasie.
Dino Buzzati conobbe e frequentò Yves Klein. Scrisse su di lui nelle pagine culturali del Corriere della Sera e partecipò persino a una delle azioni più “concettuali” del grande artista francese famoso per i suoi intensissimi blu: l’azione consisteva nello spargere autentica polvere d’oro nelle acque della Senna, con evidente richiamo all’immaterialità e imprendibilità dell’arte, idea centrale in tutta l’opera di Klein la quale, come scrive Bruno Corrà «porta proprio alla smaterializzazione dell’opera oggetto e introduce a una dimensione pressoché sciamanica».
Klein, educato fin da bambino al culto di Santa Rita, nel 1961 (un anno prima della morte) lasciò in forma anonima un suo ex voto (che in realtà è una straordinaria opera d’arte) nel convento di Cascia, luogo della Santa. Alcuni anni dopo, Buzzati avrebbe costruito intorno alla figura di questa stessa Santa, detta “degli impossibili”, i suoi “Miracoli di Val Morel”, un piccolo grande capolavoro del Novecento, dove arte e scrittura si fondono in originale commistione. Una triangolazione, quella che tiene insieme Buzzati, Klein e Santa Rita, che «potrebbe dirsi surreale», come nota la curatrice Angela Madesani; e della quale a Villa Buzzati avremo un’interessante anteprima.

ASSOCIAZIONE CULTURALE
VILLA BUZZATI S.PELLEGRINO – IL GRANAIO

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