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Depositato il Ddl Bellot a sostegno della zootecnia di montagna. Tre mesi di tempo perché diventi legge

Mag 7th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore
Raffaela Bellot, senatrice

Raffaela Bellot, senatrice

Feltre, 7 maggio 2016 –  Presentato questa mattina nella Sala Consiliare dell’Unione Montana a Feltre il disegno di legge di iniziativa della senatrice Raffaela Bellot (Fare!) “Disposizioni per la remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali della zootecnia di montagna”.

Il Ddl è indirizzato con specificità agli operatori che agiscono nelle provincie interamente montane confinanti con Paesi esteri, così come identificate nella 56/2014, meglio conosciuta come Legge Delrio e riconosce agli imprenditori agricoli professionali, che conducono allevamenti nelle suddette zone, di costituire con le loro attività estensive un servizio ecosistemico e ambientale (ai sensi art.70, comma 2, lettera f, legge 28 dicembre n.221).

In attuazione di questo riconoscimento la senatrice tosiana Bellot prevede con il suo Ddl che si applichi la remunerazione secondo i parametri ammessi dal regolamento UE n°1408/2013, indicando sia utilizzato come parametro di riferimento le unità di bovino adulto per ettaro di superficie agricola utilizzata.

Il Ddl Bellot è già stato depositato dalla senatrice bellunese, che invita a questo punto tutti i colleghi parlamentari a sottoscrivere e sostenere il disegno di legge “Sostenere le attività che contribuiscono al mantenimento del decoro e delle economie di montagna deve essere un impegno trasversale rispetto al quale, mi auguro, nessuno dei miei colleghi si farà fermare da logiche di partito. Abbiamo tre mesi di tempo. Fare fronte comune è lo strumento più potente che abbiamo per dare risposte capaci di frenare la costante erosione dei fondi a disposizione delle nostre province. La zootecnia estensiva che caratterizza i nostri pascoli riveste un ruolo fondamentale di presidio e di mantenimento del territorio. Un territorio curato e sicuro sono fondamentali per il mantenimento della sicurezza in montagna e dei flussi turistici. Dobbiamo utilizzare tutte le risorse utili per frenare lo spopolamento delle nostre terre ed agire per contrastare una pesante situazione di crisi che vede in grave sofferenza le aziende operanti nelle zone montane.”

Il Ddl Bellot nasce come iniziativa per trovare strumenti veloci e immediatamente applicabili, capaci di arginare il costante aggravarsi delle condizioni del settore primario, che pesano in modo più incidente nelle zone montane, dove i costi di produzione del latte sono anche maggiori che altrove. Diventa inoltre risposta concreta ad un odg che la senatrice ha presentato in sede di discussione della Legge Delega sulla “”Competitività del settore agricolo”, che impegna il governo ad introdurre misure d’urgenza rivolte al sostegno degli imprenditori agricoli titolari di aziende zootecniche operanti nelle province interamente montane e confinanti con Paese stranieri di cui all’art.1, comma 3, della Legge 56/2014, accolto dal Governo la scorsa settimana.

Durante la stesura del testo la Bellot ha lavorato in continuo confronto con il Comitato degli Allevatori Bellunesi, per dare forma ad un intervento tempestivo e riconosciuto efficace da coloro che poi ne dovranno beneficiare. Ora si auspica che gli indirizzi contenuti nel Disegno di Legge possano trovare rapida approvazione al fine del recepimento nei decreti legislativi attuativi che il Governo dovrà adottare per dare attuazione alla 221/2015.

L’iniziativa è stata accolta con plauso durante la presentazione, fortissimo l’appello anche di Serenella Bogana, intervenuta in qualità di membro della Giunta Unione Montana Feltrina,che ha sottolineato l’urgenza che il bellunese impari a fare squadra. “Deve essere chiaro in politica e all’opinione pubblica che è vero che ci sono nominalmente leggi che tutelano la specificità, ma sono tutt’ora priva di effetto e applicabilità diretta. Manca nel Bellunese la capacità di fare squadra, dobbiamo imparare a unirci per chiedere risposte che non siano solo pacche sulle spalle. Richiamo nel futuro di non aver più alcun territorio da difendere.”

Un ringraziamento accorato al lavoro della senatrice lo ha voluto testimoniare Gianni Slongo, presidente del Comitato Allevatori Bellunesi: “Per la prima volta abbiamo potuto vedere una testimonianza di politica attiva, abbiamo avuto modo di confrontarci con una persona umile, fortemente impegnata nel suo mandato, che ha cercato di comprendere davvero le nostre necessità e che ha lottato con noi per trovare una soluzione.”

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