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No al gioco d’azzardo. Sabato lo Slotmob a Cesiomaggiore, Belluno e Pozzale di Cadore

Mag 6th, 2016 | By | Category: Appuntamenti, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

giocoDall’alba al tramonto per dire tre volte no al “gioco” d’azzardo. Anche in provincia di Belluno arriva la mobilitazione nazionale “SLOTMOB” per valorizzare associazioni ed esercizi commerciali che hanno rifiutato o dismesso slot machine e affini, promuovere le buone relazioni e il “buon” gioco, quello senza investimento né perdita di denaro, e diffondere una conoscenza approfondita del fenomeno, che sta diventando una serissima piaga sociale, anche nella nostra provincia.

Gli appuntamenti bellunesi in programma sono tre, a Cesiomaggiore, Belluno e Pozzale di Cadore. Al Sunrise cafè di Busche, che ha tolto le macchinette da dicembre, si batte un record: sarà infatti il primo appuntamento della mobilitazione a livello nazionale, dalle 5 alle 7, con l’arrivo alle 6 dell’assessore del Comune di Feltre Pelosio, il sindaco Balen di Cesiomaggiore e il dott. Gallio responsabile del SerT dell’Ulss2. Il secondo appuntamento è dalle 10.30 alle 12.30 al centro Piero Rossi di Belluno con il dottor Alfio De Sandre, direttore del dipartimento per le Dipendenze dell’Ulss 1, la presentazione della mostra di vignette “Azzardo: non chiamiamolo gioco! Un sorriso contro l’azzardo”, alcuni amministratori e i nostri rappresentanti politici. Si termina dalle 17 all 19 all’unico locale del paese, il bar Saetta di Pozzale di Cadore, che ha tolto le slot dalla gestione precedente dando sempre più spazio al gioco vero e alla musica. Sono attese Luana Canova, referente regionale dello Slotmob, il sindaco di Pieve di Cadore Maria Antonia Ciotti, amministratori dei Comuni di Longarone e di Santo Stefano di Cadore e ancora De Sandre. In tutti e tre gli incontri sarà proiettato il video della conferenza stampa nazionale.

Nei luoghi della mobilitazione è possibile sottoscrivere una lettera, indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per lanciare una sfida e un appello a chiudere il ricatto dalle lobby oscure dell’azzardo, in cui lo Stato è immerso fino al collo: dei quasi 90 miliardi di fatturato 2015 (84,5 nel 2014), 8,95 sono stati incassati dallo Stato, entrando nel conteggio del Pil nazionale.

Il coordinamento bellunese formato da Marco Rossato (Amici delle Scuole in rete), Milena Nart (Vivi Sedico) e Cristina De Donà (Movimento politico per l’unità), è nato il 21 marzo. In meno di un mese è riuscito a coinvolgere oltre una ventina di Comuni della provincia e altrettante associazioni sostenitrici.

IL FENOMENO NELL’ULSS 1

Non esistono dati certi sull’entità del fenomeno in provincia. I Comuni sanno il numero di postazioni, sa soltanto quante sono. I SerD conoscono soltanto i casi pervenuti, ma il fenomeno sommerso è ben più allargato.

Nell’Ulss 1 esistono due gruppi psicoeducativi a Belluno e Auronzo. Non è previsto un intervento sul singolo, visto che serve condivisione e una gestione pratica di passaggi e percorsi. Nella sede dei Vigili urbani si riunisce il primo gruppo di auto-mutuo aiuto per famiglie con problemi, sono confluite da tutto il territorio. Vista l’affluenza, due mesi fa è stato aperto il secondo gruppo ad Auronzo. Le persone attualmente coinvolte sono una trentina. «Il problema riguarda più gli uomini di mezza età, ma le donne sono in crescita», precisa De Sandre, «ma preciso che sono dati relativi ai nostri accessi e che il fenomeno del gioco d’azzardo on line è totalmente sconosciuto. Siamo il terzo paese al mondo per volume di gioco dopo gli Stati Uniti e il Giappone. E con nell’ultima legge finanziaria è previsto l’incremento di 10 mila postazioni in tutta Italia. Chiudono i negozi ma proliferano questi di finto divertimento. Chi sceglie di rinunciare agli introiti derivanti dal gioco d’azzardo fa una scelta etica, non economica».

«Lo chiamiamo gioco anche se non lo è», denuncia De Donà. «questo è soltanto un primo passo». Rossato precisa che «Slotmob è un movimento civile nato nel 2013 con l’aiuto di alcuni accademici economisti ed ha l’obiettivo di rimettere in discussione la materia, anche dal punto di vista legislativo, in modo democratico e partecipato. È una festa ma soprattutto un momento di cittadinanza attiva, in cui vogliamo chiedere alle persone da che parte vogliono stare». «La mostra “Un sorriso contro l’azzardo” è stata presentata a Bruxelles e a Roma ed è stata ideata dalla Exodus di Don Mazzi che si occupa delle dipendenze», precisa Nart, «in 35 cartonist italiani hanno realizzato 60 vignette che stanno portando in giro per l’Italia». E che domani sarà visitabile a Belluno.

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