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Caso Rivamonte. Piccoli: “Rivedere l’impostazione dei Fondi. Nell’Agordino si rischia la guerra tra poveri”

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Massima solidarietà al sindaco di Rivamonte Agordino e ai suoi concittadini. L’esclusione dal Fondo per i Comuni di confine dimostra come vi sia la necessità di nuove regole, pena la creazione di nuove disparità. Si rischia una guerra tra poveri nello stesso comprensorio, in questo caso l’Agordino”.

Così il senatore Giovanni Piccoli commenta le parole del sindaco di Rivamonte Agordino Valter Todesco pronunciate durante l’ultimo consiglio comunale nel corso del quale si è evidenziato come pesi sempre di più l’impossibilità di accedere al Fondo per i comuni di confine così come succede per i municipi limitrofi di Gosaldo e Voltago.

“Un bilancio di lacrime e sangue”, sintetizza Piccoli, “dove si avverte terribilmente l’assenza di un sostegno capace di lenire i sempre minori trasferimenti statali”.

Piccoli ha telefonato al primo cittadino per manifestare la propria solidarietà: “La situazione di Rivamonte è emblematica e paradossale, ma soprattutto non può e non deve diventare la norma. Servono aggiustamenti al Fondo per i Comuni di confine: penso che lo stesso presidente del Comitato per la gestione dei fondi debba prendere per mano la questione”.

“La risoluzione di casi specifici come quello di Rivamonte non può prescindere da una programmazione più generale delle aree montane”, sottolinea Piccoli. “L’Agordino, per esempio, è un territorio con una propria innegabile specificità che – nonostante la presenza ancora accentuata di un tessuto manifatturiero – soffre uno spopolamento sensibile e una fuga dei giovani. E’ chiaro che eventuali politiche di sviluppo e rigenerazione devono essere portate avanti da un territorio compatto dove tutti siano sullo stesso piano”.

“Proprio per questo il Governo deve mettere gli enti locali nelle condizioni di promuovere le giuste sinergie e ragionare in termini strategici. Allo stato attuale gli strumenti amministrativi e finanziari per fare programmazione territoriale sono sempre più inesistenti e la Delrio è stata la pietra tombale su ogni ragionamento di sviluppo”, conclude Piccoli.

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