Wednesday, 22 November 2017 - 00:59

Voto contrario di Fare al Def 2016. Bellot: “”Poche certezze, pericolosamente ottimista”. E rilancia in Aula un appello per le risorse a sostegno delle specificità

Apr 27th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“Le misure previste mancano di un approccio pragmatico”. Lo ha detto la senatrice tosiana Raffaela Bellot intervenedo in Aula al Senato questa mattina durante la discussione del Def 2016.

Raffaela Bellot, senatrice

Raffaela Bellot, senatrice

“Non è possibile allo stato attuale – ha proseguito la parlamentare bellunese –  valutare se questo programma di Governo possa essere credibile rispetto alla reale decrescita del debito. ISTAT e Ufficio parlamentare di bilancio si sono già espressi con perplessità in merito. È nebuloso il passaggio su rilancio della crescita, dell’occupazione e sulla riduzione del debito. Basta tagli lineari, si applichino invece costi standard perarrivare al superamento della spesa storica necessario per l’abbattimento degli sprechi.

Questo DEF (Documento economico e finanziario) manca una spending review reale ed efficace. Si sovrastimano gli incassi da privatizzazioni e mancano indicazioni su misure alternative per reperire capitali. Si rimarca la lotta all’evasione fiscale e si dimentica che è necessario ripensare in modo strutturale l’intero sistema fiscale, per arrivare ad una riduzione della tassazione. Gli Enti locali sono strozzati dalle nuove forme di parità di bilancio. Non c’è chiarezza nella politica e nella stabilità degli incentivi, si scoraggiano investimenti esteri. Infine, manca un riscontro reale tra il dichiarato successo dell’attuale politica occupazionale e i dati che parlano di un crollo del 74% dei contratti stabili, con un aumento di soluzione a voucher e contratti occasionali.”

Enti locali. “L’abbandono del Patto di stabilità interna, che poteva dare respiro, ora con il pareggio di bilancio  – ha detto la senatrice Bellot – vede i Comuni in difficoltà, specialmente i piccoli Comuni, con nuovi limiti imposti dall’autonomia finanziaria. Non sono più in grado di sopportare tagli. Penso ai Comuni montani, ai Comuni della mia Provincia, del bellunese, che devono far fronte all’erogazione di servizi necessari e dovuti verso una popolazione sempre più anziana. Meno risorse per maggiori e più capillari servizi. Servono le necessarie risposte a famiglie e imprese per fermare lo spopolamento delle aree montane, la cui specificità è riconosciuta anche dalla legge n. 56 del 2014, legge Delrio, che riconosce le specificità per quelle aree interamente montane confinanti con Paesi esteri. Chiedo per questo che il Governo dia le necessarie risorse perché la parola specificità riprenda significato e dignità”.

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