Saturday, 23 June 2018 - 09:53

La nostra atavica sudditanza ci porterà all’estinzione * di Eugenio Padovan

Apr 26th, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina
Eugenio Padovan

Eugenio Padovan

“La Serenissima approva alcuni capitoli fatti dalla Scuola dell’arte della lana (siamo nel 1466 e si tratta della lunga agonia della produzione lanifera), la Serenissima vieta al Castellano di Castelnuovo di Quero di tenere una barca pel passaggio della Piave (anno 1467), Donato Tomitano ottiene dalla Serenissima che gli ebrei siano cacciati da Feltre ( 1470) “…

Sono pochi passi tratti dal secondo volume della Storia di Feltre di Cambruzzi e Vecellio. Passando oltre le motivazioni, le ragioni, i torti che sono alla base di tali provvedimenti un dato balza all’occhio: è il ricorso sistematico da parte nostra, ad una autorità superiore (per lo più la Repubblica Serenissima) ed esterna al nostro territorio, per ogni questione, seppur piccola, da regolare. Una subalternità presente ancor oggi e che ha contraddistinto anche altri ambiti della nostra provincia e presunte autonomie, da Venezia, come quella cadorina.

Per farla breve e tentare di spiegare la nostra irrilevanza, anche in situazioni ed episodi recenti, per non dire quotidiani come quello della trasmissione “Ulisse” condotta da Alberto Angela e andata in onda lo scorso sabato, si tratta di capire la ragione e soprattutto la nostra abitudine alla sottomissione, la delega perpetua senza controllo e al mugugno dietro le quinte. Senza doverlo ripetere, le poche righe riferite alla “Storia di Feltre” spiegano ampiamente da dove possano avere origine i nostri comportamenti quotidiani allorquando è fondamentale, per la nostra sopravvivenza, farci sentire ed affermare la nostre caratteristiche, potenzialità ed unicità. Affermato tutto ciò è necessario chiederci, come bellunesi, se la nostra condizione di “sudditi” impotenti ed incapaci a reagire a qualsiasi sopruso sia irreversibile o vi siano ancora margini per una rivalsa della nostra dignità.

Altre volte su queste colonne mi è capitato di fare delle proposte, inascoltate, in particolare quella della convocazione degli Stati Generali della Cultura Bellunese. Infatti, almeno questo settore dovrebbe sentire, percepire, il grave pericolo che stiamo correndo, anzi, il processo che da tempo ci sta coinvolgendo, quello dell’estinzione.

Eugenio Padovan

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15 comments
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  1. Concordo! e sarà solo colpa nostra.

  2. Caro Eugenio, parole da sottoscrivere.
    A proposito degli Stati generali della Cultura Bellunese, anche altri nostri amici si erano dichiarati disponibili alla loro attuazione. Che fine hanno fatto?
    Ma soprattutto: “Chi ti ha risposto?”

  3. Caro Tomaso,
    se non ci diamo una mossa e mostriamo di avere personalità e capacità di sostenere e valorizzare le nostre risorse, il nostro destino è segnato e si chiama estinzione.Per quel che riguarda gli stati generali, proposti lo scorso anno anche, per fare un esempio, alla presidente di quel che rimane della provincia, sono rimasti lettera morta. In compenso , sempre a livello di uffici e competenze, ho scoperto la scorsa settimana che il comparto che si occupava dei progetti europei, è stato smantellato e gli addetti destinati ad esaminare le pratiche e richieste per la realizzazione di ulteriori centraline elettriche. Davvero un disastro considerata la professionalità e capacità degli esperti che operavano da vent’anni in quel settore transfrontaliero. Che dire , caro Tomaso, soltanto che siamo degli incapaci e quelli delle deleghe perpetua, senza controllo alcuno. E’ chiaro, in ogni modo, come io non demorda affatto.

  4. Credo che i margini per un recupero ed una riaffermazione della nostra identità culturale ci siano ancora; è un’operazione lunga, ma qualche segnale positivo c’è, ed è un segnale che non viene dalla politica o dalle istituzioni, ma dalla gente comune: tanto resto piacevolmente colpito nel vedere persone che lasciano da parte, per un giorno, il proprio orticello e si battono contro una centralina, un elettrodotto, o contro l’invasione del Prosecco o a difesa un servizio pubblico o per salvaguardare una semente antica, tanto resto allibito nel constatare giorno per giorno l’inadeguatezza e arretratezza dei nostri rappresentanti politici e delle istituzioni locali, autoreferenziali, divisi da appartenenze politiche ma quel che è peggio incapaci di ascoltare le richieste che vengono dal basso… E’ ora per una sorta di “rinascita” culturale e identitaria bellunese… credo ci siano tante personalità, associazioni e movimenti disposte a dare il proprio contributo e credo anche ci sia tanta voglia di cultura e identità locale… inascoltata…

  5. Basterebbe pochissimo: dimissione in blocco di tutti i sindaci e altro che autonomia avremo.
    Ma mi pare che manchi il coraggio e la careghetta è troppo preziosa…

  6. Buongiorno, faccio parte di una fondazione culturale attiva sul territorio. Avevo letto tempo fa un articolo relativo a questi Stati Generali della Cultura, e mi ero detto che sarebbe bello parteciparvi. Tuttavia non ho trovato contatti a cui scrivere e poi non ho più sentito parlarne, probabilmente anche per colpa del sottoscritto che nel frattempo se ne era scordato: è ancora possibile partecipare?

  7. @cleber. Anche la tua proposta è nota da molto tempo e la ritengo valida e spiazzante, un vero e proprio aut aut.
    Purtroppo non è solo questione di careghetta; come diceva Don Abbondio, “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare” .

  8. @Tomaso
    E ti dirò di più: basterebbe scrivere una semplice mail a ogni Sindaco dove gli si chiede se è disponibile o meno ad aderire alla proposta.
    Se lo facesse un giornalista poi può farci anche un bell’articolo invece di parlare sempre e solo della Sagra dei Per o della rotatoria di Quero.

  9. Per chi è interessato all’organizzazione degli Stati Generali della Cultura ( dame proposti anche lo scorso anna nel corso del convegno “Quando comandava la spada” yenuto al Castello di Zumelle E riproposti successivamente anche da altri partecipanti alla giornata di studi zumellese, con molti interventi su diverse testate giornalistiche) io sono a disposizione il mio recapito telefonico è il seguente: 3406018582, oppure mi potete trovare anche su facebook ed ancora mi potete scrivere alla seguente mail:eugeniopadovan416@gmail,com.
    Buona serata

  10. Salve mi sento di portare una frase sempre in auge: fate sempre quello che avete sempre fatto ed otterrete sempre quello che avete sempre ottenuto. I vecchi bellunesi hanno paura forse perché sono sempre stati sottomessi e minacciati se solo pensavano di ribellarsi quindi la sottomissione è parte del dna dei Bellunesi vecchi. I giovani si stanno svegliando e si stanno ribellando ..si uniranno e formeranno gruppi attivi ed autonomi …ma dall’alto della voce dei vecchi capofamiglia anche un po ignoranti eccheggia ancora: Paga senza fare domande che altrimenti ti portano via tutto! Lavora come un mulo per 2 lire che così sarai in pace col mondo… laorar ghe vol!! Tasi e laora ..fatti sfrutare e taci che potrebbe andare peggio. La disgrazie dei giovani sono i vecchi ottusi ed ignoranti. La diagrazia dei giovani italiani è essere nati in italia. Ma le cose stanno cambiando, lotteremo per la nostra indipendenza e libertà … autonomia economica autonomia legislativa … guardatevi intorno e rendetevi conto in che mondo viviamo e i responsabili chi sono? La mafia è al potere da sempre ed è talmente capillare che ad oggi liberarsene è davvero un’utopia… Giovani unitevi il potere è nelle mani di ognuno di noi ..se ci uniamo vinceremo. Grazie.. hasta la victoria ! Siempre!!

  11. @Simona
    i giovani del 68 avevano il tuo stesso entusiasmo e la stessa voglia di cambiare
    i disastri che hanno prodotto li state pagando voi di questa generazione; hanno migliorato la loro condizione lasciando a questa generazione e la prossima il compito di pagare il conto.
    Con questo non dico che tutto va bene poichè quella generazione che dettiene tuttora il potere continua imperterrita su quella strada,
    cambiare e importantissimo questa situazione è insostenibile, attenti a non fare gli stessi errori.
    personalmente vedo nel sistema svizzero il meno pericoloso, autonomia vera poche competenze agli amministrattori del pubblico bene, ma sopratutto meritocrazia del fare e non del dire

  12. Bravo Eugenio. Vedo che il tuo intervento ha smosso un pò le acque stagnanti di questa provincia. Sarà dura smettere con le scemenze ed avviare un vero confronto. Per quelli della nostra generazione ho poche speranze ma vedo che qualche giovane dà segnali di vitalità.

  13. ancora con sto’ confronto…. è 25 anni che ci confrontiamo….

  14. Ah, scusa Cleber, mi sono perso questi ultimi 25 anni di intenso confronto.

  15. Piero, allora ci dirai tu quando inizia questo “vero confronto”.
    Grazie in anticipo