Tuesday, 23 January 2018 - 11:38

Federico Stragà torna con un nuovo album in uscita a fine 2016. L’artista bellunese riapre l’antica polemica, musica ispirata, impegnata e commerciale

Apr 18th, 2016 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni

federico-straga-001A 16 anni dal tormentone “L’astronauta” che gli diede grande popolarità nell’estate del 2000, il cantautore bellunese Federico Stragà annuncia il ritorno sulle scene con un nuovo album a cui sta lavorando e che uscirà a fine di quest’anno.  Il nuovo lavoro discografico comprenderà anche l’ultimo singolo del 2015 “Che cos’è l’arte?”.

«Nei prossimi mesi entrerò in studio per registrare il nuovo disco – dichiara Federico Stragà -. In queste settimane sto lavorando ai testi, ma non ho ancora pensato al titolo dell’album. I brani saranno in parte autobiografici e tutti realmente ispirati».

A proposito di ispirazione, il musicista riapre una vecchia discussione, che negli anni ’70 divideva gli appassionati tra la cosiddettta musica “impegnata” e quella “commerciale”. Un distinguo probabilmente fittizio, allora come oggi, posto che entrambi le produzioni di album e cd dei due generi musicali, siano essi ispirati, impegnati, melodici, rock… alla fine finiscono nei medesimi canali commerciali. Ed è il mercato a decidere, sia pure con le forzature del caso, chi premiare.

Ebbene, Stragà lancia un appello ai colleghi cantautori e dice: «Non bisogna dimenticare il motivo iniziale per cui si è scelto di fare musica. Scrivere canzoni realmente ispirate, e non confezionate ad hoc per scalare le classifiche, è una scelta etica per chi fa il mio mestiere. Oggi il mondo musicale è accecato dall’abbaglio dei talent show che sfornano talenti che i giovani fino ai 25 anni considerano idoli non per la musica che fanno, ma per il mito creato attorno al format televisivo del momento. Le loro canzoni passano, così, più facilmente in radio e il posto tra i big di Sanremo è assicurato».

Federico Stragà parla dell’attuale panorama musicale ma anche dei giovani, i social e conclude: «Noi artisti possiamo provare a sconfiggere questo sistema ricordando sempre il motivo originale per cui abbiamo cominciato».

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