Wednesday, 24 January 2018 - 03:32

Crisi del latte. Dorfmann: “Marchio di qualità e revisione della Pac”

Apr 13th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

dorfmannProdotti di qualità, con un marchio che li renda riconoscibili, e azioni politiche forti per rendere più equa la ripartizione dei fondi del primo pilastro della politica agricola comune europea: queste due delle strade illustrate dall’europarlamentare Herbert Dorfmann agli allevatori bellunesi nel corso di un incontro in Sala Affreschi, a Palazzo Piloni.

A illustrare le difficoltà del settore nel Bellunese, il consigliere provinciale Ezio Lise e Gianni Slongo, coordinatore del comitato allevatori bellunesi, che ha consegnato all’eurodeputato una lettera (in allegato) per il presidente della Commissione Europea per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, l’irlandese Phil Hogan. “Nel documento – ha spiegato Slongo – ci sono riassunte tutte le nostre iniziative e proposte avanzate a Regione, Governo e enti locali, ma che stanno aspettando risposta. La situazione è catastrofica: le aziende si stanno impoverendo, ma non vediamo la fine del tunnel”. Gli ha fatto eco Lise: “L’azzeramento delle quote latte ha causa gravi problemi a livello nazionale, soprattutto nei territori di montagna, dove i costi di gestione e produzione sono più alti. Servono interventi mirati per la montagna, e questo ragionaento va fatto a livello europeo”.
Su questo tema, chiara la posizione di Dorfmann: “Il mercato del latte è complicato in tutta l’Unione Europea, con prezzi molto bassi; in questo momento, stiamo intervenendo con il ritiro del prodotto del mercato, ma servono misure strutturali, soprattutto per la montagna. Ci sono già buoni strumenti, soprattutto nel secondo pilastro della PAC, ma bisogna introdurne altri per supportare i territori montani”.
Primo obbiettivo, un riequilibrio dei fondi del primo pilastro: “Per quanto riguarda i contributi diretti, abbiamo pagamenti molto alti nelle zone di alta produzione; serve una distribuzione più equa: non è possibile che in montagna si prendano 100 euro a ettaro quando nelle zone di pianura si arriva a 500/600 euro per ettaro”.
L’altro punto di forza è la qualità dei prodotti: “Esiste a livello europeo il marchio Prodotto di montagna; – spiega Dorfmann – un marchio ancora poco utilizzato, ma che può essere sinonimo di prodotto di qualità sul mercato. Puntare sulle denominazioni è la soluzione giusta per la montagna, bisogna dare un’identità al prodotto. Nel nuovo regolamento per la promozione dei prodotti alimentari abbiamo dato a chi produce prodotti con denominazione d’origine priorità nell’accesso al fondo, fondo che abbiamo aumentato da 50 a 200 milioni di euro”.
“Entro poche settimane – ha concluso Dorfmann – il commissario europeo dovrebbe presentare un nuovo piano latte. Escludo che si possa tornare al sistema delle quote, mentre un ruolo interessante potrebbero giocare le grandi e piccole cooperative nella gestione della quantità: gruppi di allevatori, con sostegno pubblico e privato, che regolano la produzione al loro interno, sull’esempio di quanto già sta accadendo a livello europeo nel settore ortofrutta”.

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