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Pat Cesiomaggiore verso la completa operatività

Apr 11th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Gianni De Bastiani

Gianni De Bastiani

Martedì scorso, 5 aprile, il Consiglio Provinciale ha ratificato l’approvazione del Piano di Assetto del Territorio del Comune di Cesiomaggiore. Dopo la pubblicazione sul BUR della deliberazione del Consiglio provinciale il PAT diventerà a tutti gli effetti operativo.

Lo comunica il consigliere delegato Gianni De Bastiani

Ora il Comune di Cesiomaggiore potrà valutare con il Piano degli Interventi le priorità su come attuare i principi e le previsioni contenute nel Piano che si incentreranno su alcuni principi condivisi anche in fase di confronto con il territorio, ovvero favorire: le prime case di abitazione, il recupero degli edifici esistenti, la ricettività complementare ed il piccolo commercio, gli interventi di interesse pubblico anche in cooperazione con i privati, il consolidamento delle aree urbane, il miglioramento della viabilità anche di quella ciclo-pedonale.

La prossima tappa sarà l’approvazione del documento programmatico del Piano degli Interventi, documento che verrà gestito dal Comune in piena autonomia.

Quando e come nasce il PAT di Cesiomaggiore
l’iter è partito a fine 2007 e si è sviluppato fin dall’inizio con un forte approccio partecipativo. Infatti
si è deciso, prima di redigere il documento preliminare, di acquisire dalla popolazione le
manifestazioni di interesse e le osservazioni per il miglior uso e disciplina del bene comune per
eccellenza, ovvero il territorio ed l’ambiente in cui vive la comunità.
Il Sindaco Balen, dato che si tratta di formalizzare un lavoro già fatto dalla precedente
amministrazione, mi ha assegnato il compito di portare a termine il lavoro curando i vari
passaggi procedurali fino all’adozione del PAT da parte del Consiglio comunale. Dopo la sua
adozione, nei successivi 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione sul sito web e sull’Albo
Pretorio on Line del Comune, i cittadini hanno tempo per promuovere eventuali osservazioni.
Dopo l’acquisizione delle osservazioni, il PAT, insieme alle osservazioni e alle controdeduzioni
del Consiglio comunale, viene trasmesso alla Provincia per la sua approvazione.
come si è realizzata la partecipazione dei cittadini alla stesura del PAT
Sono stati effettuati incontri pubblici prima della stesura del PAT in cui sono stati esposti alla
cittadinanza i principi ordinatori della pianificazione e le modalità con cui interagire con
l’amministrazione e dopo la sua stesura per illustare i contenuti prima dell’approvazione. Sono
stati illustrati modalità, principi ed obiettivi del nuovo strumento urbanistico attraverso due articoli
pubblicati sul notiziario comunale, inviato a tutte le famiglie del Comune. E’ stato attivato lo
“sportello informativo” del P.A.T. svolto nel corso della redazione del PAT, in cui i cittadini hanno
potuto interagire individualmente ed in modo diretto con l’Amministrazione ed il progettista del
Piano sia per tematiche di carattere generale sia, come è successo in massima parte,
relativamente a problematiche di carattere puntuale e personale connesse al nuovo Sono state
raccolte richieste e contributi scritti per tutta la durata del processo di Piano. La partecipazione
istituzionale ha interessato i comuni contermini e la Provincia di Belluno per poter interagire sulle
tematiche comuni individuate dal Piano territoriale provinciale.

Quali sono i principali obiettivi del PAT
favorire il mantenimento e lo sviluppo delle coltivazioni e delle attività agricole esistenti
finalizzate alle produzioni di tipo tradizionale e le attività connesse al fine di valorizzare l’intera
filiera di produzione;
tutelare l’occupazione del territorio da parte degli insediamenti produttivi circoscrivendola ad
attività di servizio alla popolazione e di mantenimento o di trasformazione di prodotti locali;
sviluppare forme di ricettività turistica diffusa a bassa intensità che coinvolgano l’intero territorio
comunale, sviluppando eventualmente forme differenziate di offerta in funzioni delle diverse
realtà ambientali;
consentire a residenti e turisti una fruizione ricreativa e turistica più estesa delle realtà esistenti
anche attraverso nuove possibili iniziative di valorizzazione dell’ambiente, sia a scopo ricreativo
che sportivo ed escursionistico;
valorizzare il patrimonio edilizio tradizionale attraverso il recupero dei centri storici e degli
elementi ed oggetti di peculiare valore storicoarchitettonico, culturale e della tradizione locale
sparsi sul territorio comunale, favorendo la consapevolezza delle qualità del proprio territorio da
parte della popolazione residente, la sua promozione e conoscenza presso un’utenza più vasta
e forme anche innovative di recupero e riutilizzo;
mantenere e rafforzare gli attuali standard di qualità della vita per residenti determinati dalla
tranquillità ambientale e sociale dei luoghi, nonché dalla preservazione delle esistenti e peculiari
risorse ambientali e paesaggistiche del territorio.

cosa fa il PAT per la prevenzione dai rischi e dalle calamità naturali?
Ha individuato le aree esondabili ed a maggiore pericolosità idraulica, le aree interessate da
pericolosità geologica, le aree soggette a pericolosità per rischio di fenomeni valanghivi, le
iniziative relative al rischio sismico. E’ stata in particolare verificata con apposita relazione
idraulica la compatibilità delle previsioni di piano con la sicurezza idraulica del territorio,
subordinando, ove necessario, l’attuazione di talune previsioni ad adeguati interventi di
mitigazione e riduzione del rischio idraulico.

come viene tutelato il paesaggio di interesse storicoculturale ed agrario
Ha fatto la ricognizione delle caratteristiche e tipologie dei vari tipi di paesaggio ed ha introdotto
norme per la salvaguardia delle attività agrosilvopastorali
ambientalmente sostenibili e dei
terreni a vocazione rurale. Sono state introdotte apposite tutele per la salvaguardia dei valori
antropologici, archeologici, storici e architettonici presenti nel territorio. Tutti gli elementi
significativi del paesaggio di interesse storico e gli immobili da tutelare sono stati individuati e
schedati con appropriate normative.

cosa prevede per i fabbricati rurali
Consente il riutilizzo dei fabbricati rurali non più funzionali all’attività agricola e di quelli
abbandonati, incentivandone il recupero con usi e modalità sostenibili e soprattutto rispettosi
delle qualità architettoniche originali e tipiche. Si privilegia il recupero dei fabbricati dismessi
verso un utilizzo rivolto al segmento del turismo di visitazione, enogastronomico,
connesso ai percorsi ciclabili esistenti ed in genere ad un turismo diffuso su tutto il territorio comunale e ad
alta sostenibilità. Viene facilitata la realizzazione di accessori agricoli di taglio ridotto per la cura e
manutenzione delle aree prative e boschive, con particolare interesse per quelle di
peggiore accessibilità rispetto ai centri abitati.
Sono state individuate e delimitate come aree di urbanizzazione consolidata diffusa gli
agglomerati edilizi presenti in zona agricola definendo per essi, nel rispetto della legislazione
vigente, specifiche normative di tutela ed intervento.
Le nuove attività agricole, in particolare da parte dei giovani imprenditori, sono favorite con la
definizione di criteri e modalità per la realizzazione di nuove unità edilizie abitative e di servizio
strettamente destinate all’attività agricola, favorendo quelle rivolte alla coltivazione e
trasformazione dei prodotti tradizionali con modalità sostenibili o biologiche.

come vengono valorizzate le tante frazioni e centri minori di Cesiomaggiore
I centri storici minori rappresentano una rete insediativa di particolare importanza dal punto di
vista storicoarchitettonico e paesaggistico. Tale rete è costituita, oltre al nucleo principale di
Cesiomaggiore, dai centri di Fianema, Soranzen, Toschian, Can, Cullogne, Cesiominore, Pullir,
Menin, Marsiai, Calliol, Anzaven e Pez.
In tutti vi è l’esigenza di adeguate politiche urbanistiche di sostegno e privilegio ai recuperi edilizi
per risolvere i problemi connessi all’elevato frazionamento fondiario e dalla necessità di servizi di
base (piazzette, aree di sosta, attività commerciali minori, ecc.). L’elevata disponibilità di aree di
nuova edificazione nella strumentazione urbanistica comunale ha consentito alla domanda di
rivolgersi in gran parte al nuovo edificato che garantiva meglio gli standard qualitativi richiesti dal
mercato.
L’inversione di questa dinamica rappresenta una priorità fondamentale del PAT. Occorre infatti
preservare un prezioso patrimonio di valore storicoarchitettonico, ma nel contempo anche un
patrimonio sociale non ricostruibile.
Su questo punto vengono individuati alcune linee di intervento così riassumibili: forte iniziativa
pubblica che anche con strumenti urbanistici attuativi favorisca l’intervento dei residenti nel
recupero dei volumi esistenti; interventi pubblici di dotazione di servizi e di arredo urbano e
iniziative per favorire la realizzazione di autorimesse plurime interrate; integrazione delle aree di
completamento con l’area di centro storico per la creazione di nuove identità urbane;
subordinazione della nuova edificazione nei nuclei in oggetto al recupero dei relativi centri storici,
anche con meccanismi perequativi.
Per ogni aggregato storico sono disciplinati la gamma degli interventi possibili (gradi di
protezione), quelli comunque necessari alla tutela degli elementi di pregio (norme puntuali),
nonché le condizioni per le possibili variazioni al grado di protezione.
Sono anche definite norme ed indirizzi per la soluzione dei problemi della circolazione nonché
degli spazi di sosta e di parcheggio per gli autoveicoli, da realizzarsi preferibilmente al di fuori del
contesto del centro storico individuando, ove del caso, le nuove viabilità.
L’esperienza in questi anni di amministrazione suggerisce di puntare anche al mantenimento ed
al recupero dei percorsi storici sia pubblici che privati, anche al fine di valorizzare gli usi
economici dei centri e la riappropriazione pedonale degli stessi, con particolare attenzione agli
spazi collettivi quali piazzette, aree verdi minori, ecc..

come vengono coinvolti i privati per il recupero dei centri storici
Attraverso l’utilizzo di accordi di tipo pubblico/privato; la perequazione ed i crediti edilizi da
concretizzare in aree di espansione a fronte dell’impegno dei privati di intervenire per il recupero
del patrimonio storico, per la demolizione di volumi incongrui, per la mitigazione e/o riduzione di
volumetrie acquisite e per la contemporanea realizzazione di opere, servizi e spazi di rilevante
interesse pubblico.

come viene valorizzato il sistema produttivo e turistico del Comune
Si punta molto su territorio, tradizione, qualità dell’offerta enogastronomica per attrarre un target
turistico in costante crescita. Questo sistema consente di mantenere il senso della comunità,
delle tradizioni, del mantenimento dei luoghi, contrastando i fenomeni di omologazione
innescatisi negli ultimi decenni.
Vengono privilegiati interventi per adeguare la viabilità e la dotazione di idonei spazi a parcheggio
e dei necessari servizi per rafforzare le strutture esistenti e facilitare l’accessibilità e la fruizione
da parte dei minori e dei giovani, delle famiglie, degli anziani ed in genere degli utenti
svantaggiati. Sono ritenuti importanti anche nuovi itinerari minori che consentano di mettere in
rete l’intera offerta di attività ed iniziative di attrattiva turistica finalizzata anche al coinvolgimento
dell’offerta prodotti locali e delle attività commerciali esistenti.
come sono affrontati i problemi delle attività artigianali e produttive
Vengono confermati i necessari adeguamenti alle zone artigianali di Busche, Pez e
Cesiomaggiore, finalizzate essenzialmente alla disponibilità diaree per attività a carattere
artigianale di servizio, e comunque in stretta coerenza con il principio dello “sviluppo sostenibile”,
senza prevedere nuove ulteriori aree.
Vengono comunque favoriti:
necessari ampliamenti ed interventi sulle attività esistenti, finalizzati anche ad un
adeguamento complessivo rispetto alle tematiche del risparmio energetico, della sicurezza,
della riduzione dell’impatto ambientale e paesaggistico;
gli insediamenti di attività connesse alla lavorazione, trasformazione, commercializzazione dei
prodotti locali;
gli insediamenti di attività artigianali di servizio ai residenti e di manutenzione del patrimonio
edilizio.
Per il commercio non vengono previste ulteriori necessità rispetto alla dotazione esistente per
quanto concerne le medie strutture, per le quali la domanda dovrà essere soddisfatta nell’ambito
dei attività esistenti.
Il PAT considera come strategica la valorizzazione della rete commerciale minore sia in
funzione del mantenimento del sistema residenziale esistente e per il ruolo polifunzionale nei
centri minori.
quali sono le scelte più importanti per la viabilità e trasporti
Il PAT prende in considerazione anche il sistema stradale e dei trasporti prevedendo in
particolare:
a) la modifica della viabilità principale connessa al superamento della frazione di Busche
recependo il tracciato della futura strada a scorrimento veloce della Valbelluna;
b) l’adeguamento e la messa in sicurezza della strada provinciale n.12 (pedemontana) in
particolare in corrispondenza dei numerosi centri attraversati, quali Cesiomaggiore e Can;
c) la modifica della strada provinciale n.36 in corrispondenza degli abitati di Pez (prevedendo un
nuovo asse principale verso la strada Val Cornera) e di Dorgnan (con lo svincolo della frazione);
d) l’adeguamento e la messa in sicurezza della viabilità di maggior transito turistico – quali la
viabilità per Val Canzoi con la previsione di adeguate attrezzature di supporto ed interscambio
(parcheggi, piazzole di scambio ed inversione, ecc.).
f) l’adeguamento delle viabilità minori, in particolare per quanto concerne gli incroci con le strade
provinciali e statali e per le aree a parcheggio;
g) l’adeguamentosistemazionemanutenzione della rete secondaria di accesso ai centri minori
e le necessarie strutture di supporto (parcheggi secondari, zone di scambio ed inversione, ecc.).
Non da ultimo alcune per la valorizzazione del sistema ferroviario, sia in rapporto alla funzione di
futura metropolitana di superficie per utilizzo prioritario da parte dei residenti, sia in funzione
turistica connessa anche al cicloturismo: si prevede infatti il potenziamento della stazione di
Busche e la previsione di una fermata aggiuntiva a Pez, anche attraverso la realizzazione delle
necessarie attrezzature di interscambio, il tutto ovviamente in sinergia e coordinamento con gli
enti competenti in materia.

 
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