Wednesday, 26 September 2018 - 02:24

Cattolicesimo, sessualità, scuola, famiglia, in alta quota tra le cime illuminate

Apr 10th, 2016 | By | Category: Prima Pagina

alba tofana dolomitiOggi coi miei amici la conversazione è stata più impegnata, ma anche più strana del solito; L* sin dal primo caffè del mattino si è messo a commentare le news sul testo del papa (la Amoris Laetitia) che stava leggendo sul suo inseparabile ipad, M* gli dava corda chiedendogli con curiosità (simulata) e un fare stupito e incuriosito, A* era la sola a mostrare scetticismo e ad un certo punto a sbottare in uno stizzito: “Non se ne può più…siamo in vacanza, dimentichiamoci per un po’ la politica e il resto, vengo in montagna per non pensare a nulla, ossigenarmi e ammirare il paesaggio!” e mentre parla indica le cime illuminate dal sole che paiono osservarci da lassù e invitarci a salirvi. Oggi la giornata promette bene e si farà un bel trekking.

Eppure quanto ha commentato il mio amico L* mi rimugina dentro e non riesco a fare a meno di pensarci: sarà che l’argomento è delicato e che la questione coinvolge come spesso, – forse come sempre – tutti noi, ma ne voglio parlare un po’.

Il papa con il suo nuovo testo sulla gioia dell’amore mi stupisce ancora una volta: in alcuni passaggi in particolare con l’affermazione di accettare anche le famiglie cattoliche che al loro interno hanno un errore, fa fare alla Chiesa passi da gigante verso l’accoglienza dei divorziati, verso la sessualità più libera, verso una dimensione dell’amore che accoglie l’eros. Parla di educazione sessuale e di urgenza di inserirla in famiglia e nelle strutture educative. Senza il pudore, possiamo ridurre l’affetto e la sessualità a ossessioni che ci concentrano solo sulla genitalità, su morbosità che deformano la nostra capacità di amare e su diverse forme di violenza sessuale che ci portano ad essere trattati in modo inumano o a danneggiare gli altri: così suona il paragrafo 282 nel capitolo 7, dedicato all’educazione dei figli. Penso che anche alcuni adulti, a volte pure avanti negli anni ne avrebbero bisogno!! Decido di parlarne con la mia amica con la quale sto passeggiando su un sentiero per ora semipianeggiante. Il fiato è ancora buono, l’andatura tranquilla, l’umore giusto.

Lei che fa l’insegnante da oramai 30 anni mi dice che la scuola dovrebbe prevedere questa disciplina, ma le difficoltà su questo fronte sono ancora molte. Chi dovrebbe insegnarla? Una nuova figura di docente? Quello di scienze? Ma la sessualità non è mera biologia. E poi le famiglie: bisognerebbe prima sentire se sono davvero d’accordo.

Verissimo” – le ribatto. E il discorso continua su questo tono, interrotto solo talvolta dall’intromissione degli amici maschi che ci rivolgono qualche battuta e poi ritornano a parlare di automobilismo e del campionato da poco ricominciato.

Ritorno alla conversazione con l’amica e le chiedo cosa pensi sull’affermazione del papa che “in nessun modo possiamo intendere la dimensione erotica dell’amore come un male permesso o come un peso da sopportare per il bene della famiglia, bensì come dono di Dio…” Certo – mi dice – il Papa fa il suo dovere, difende anche l’aspetto più esteriore ed emozionale dell’amore, quando sia una nobile integrazione dell’affetto coniugale, ne fa il sano presupposto all’interno della famiglia…ma purtroppo io credo che raramente sia così nelle famiglie: aumentano i divorzi e i casi di violenza in famiglia o per lo meno le denunce…”

Poi la sera, sono andata a vedermi un po’ di dati dal rapporto ISTAT per il 2014: nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.335. In media ci si separa dopo 16 anni di matrimonio, ma i matrimoni più recenti durano sempre meno. Le unioni interrotte da una separazione, dopo 10 anni di matrimonio, sono quasi raddoppiate passando dal 4,5% dei matrimoni celebrati nel 1985 all’11% osservato per le nozze del 2005..

Altro che amore in famiglia come ipotizza il nuovo testo papale!! Forse la realtà è più prosaica di quanto compare nel testo e stride con quanto accade sempre più di frequente di omicidi in famiglia o tra ex. Vorrei parlarne di più e coinvolgere anche i maschietti del gruppo, ma ci stanno avvisando che hanno avvistato la meta del sentiero: la solita baita ben fornita di salumi e buon vino. La sosta piacevole, l’atmosfera leggera ci distraggono e almeno per qualche ora il pensiero si ferma alla bellezza del paesaggio e alla affabilità degli amici e dell’ospite che ci fa divertire con le sue battute sul governo e sul meteo. E i problemi della famiglia e della scuola? Li affronteremo lunedì.

Bruna Mozzi

Share

Comments are closed.