Wednesday, 20 June 2018 - 09:12

Riforma costituzionale in salsa Italicum. Marco Giampieretti: “Un Parlamento che non sarà in grado di limitare l’esecutivo”

Apr 9th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

perenzin olivotto giampierettiRiforma costituzionale bocciata per mancanza di garanzie, contrappesi. Questo in estrema sintesi la valutazione del professor Marco Giampieretti, docente universitario all’Università di Padova, avvocato, autore di vari testi di diritto costituzionale, che venerdì sera in Sala Bianchi a Belluno ha spiegato i dettagli della riforma costituzionale soggetta a referendum popolare in autunno e come andrà ad interagire con il sistema elettorale cosiddetto Italicum.

Con il professor Giampieretti, sul tavolo dei relatori, c’erano Lucia Olivotto vicesindaco di Belluno e il sindaco di Feltre Paolo Perenzin.

“Il bicameralismo perfetto del 1948 ha dimostrato i suoi limiti per le lungaggini nel produrre le leggi delle due camere, che hanno sostanzialmente gli stessi compiti – ha detto in premessa Giampieretti – questo ha determinato uno scivolamento del potere legislativo dal Parlamento al governo tale che oramai si legifera per decreti d’urgenza saltando l’iter parlamentare. Due sono le soluzioni alternative per dare efficienza al sistema legislativo. Un monocameralismo con abolizione del Senato, peraltro già proposto dai costituenti comunisti 70 anni fa. E il bicameralismo differenziato, dove le due camere si occupano di materie diverse.

Dipende da come vengono eletti questi rappresentanti”, ha sottolineato Giampieretti.

“Negli Stati Uniti d’America i senatori sono eletti in modo diretto dai cittadini, sono pochi, molto conosciuti, estremamente autorevoli nel Congresso. Mentre nella proposta italiana del bicameralismo differenziato, di è deciso di comporre il Senato (art.57) in modo preoccupante. Con 5 senatori nominati dal presidente della Repubblica e gli altri 95 in rappresentanza delle Regioni, scelti dai consigli regionali, quindi con elezione indiretta di II° grado, tra i consiglieri regionali o i sindaci. In un paese come il nostro – ha detto il docente – dove la politica ha forti problemi di autorevolezza, è come creare un’ulteriore barriera tra cittadini e loro rappresentanti. Nella versione successiva della riforma, si è deciso di creare un listino di candidati consiglieri regionali poi destinati al Senato, con regole piuttosto ambigue. Questi senatori, non retribuiti, continuerebbero a fare i consiglieri regionali e i sindaci, e si avrebbe un Senato composto in modo casuale, molto poco attento e preparato e di scarsissima autorevolezza. La camera dei deputati avrebbe quindi i maggiori poteri tra cui quello di dichiarare lo stato di guerra”.

La camera dei deputati sarà eletta con il nuovo sistema elettorale dell’Italicum, che prevede la ripartizione dei 630 seggi su base proporzionale con correttivi di carattere maggioritario e la soglia di sbarramento del 3%.

Succederà che la minoranza che otterrà più voti, grazie a un forte premio di maggioranza e all’eventuale ballottaggio (nel caso il partito più votato non raggiunga il 40% al primo turno), otterrà 340 seggi su 630.

Insomma, avremo un Senato ombra, con un premier che ha in mano i deputati in pratica da lui stesso scelti nelle liste elettorali. Con gli organi di garanzia, presidente della Repubblica, Corte costituzionale, Csm, depotenziati e subalterni.

“Un Parlamento di figuranti che ratifica ciò che vuole il governo”.

“L’Italicum e la riforma costituzionale infatti – ha spiegato il professor Giampieretti – sono nati su di disegni di legge governativi portati avanti a colpi di fiducia. O così o tutti a casa. L’opzione di minacciare di porre la fiducia è un cannone puntato contro il Parlamento”.

“Da studioso delle regole – ha concluso Giampieretti – il potere tende ad espandersi da solo, come sosteneva Montesquieu, e non ha bisogno di essere rafforzato. E qui avremo i contro-poteri politici, il Parlamento, che non sarà in grado di limitare l’esecutivo”.

(rdn)

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2 comments
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  1. Nella veste attuale la Costituzione recita cge il potere legislatyivo spetta al Parlamento, ma di fatto succede il contrario ovvero come ha spiegato il professor Giampieretti il Parlamento ratifica quanto “legiferato” dal Governo. Cosa succederà se passa la riforma Renzi? Tutto fa pensare ad una dittatura strisciante.

  2. errata corrige cge = che