Wednesday, 20 June 2018 - 09:26

Nasce a Belluno il Comitato per la difesa della Costituzione. Venerdì ore 20.30 in Sala Bianchi a Belluno l’assemblea pubblica

Apr 6th, 2016 | By | Category: Appuntamenti, Cronaca/Politica, Riflettore

fascia sindaco repubblicaSono già una trentina di persone e una decina di associazioni che hanno dato il loro assenso alla nascita a Belluno di un Comitato per la difesa della Costituzione.
Quello che sta succedendo in Parlamento, infatti, è un’operazione evidente di diminuzione di democrazia.
Che, intendiamoci, ci potrebbe pure stare se l’Italia fosse la Germania, dove i politici per la vergogna si dimettono solo per essere stati pizzicati in un copia-incolla sulla tesi di laurea di decenni prima. O se l’Italia fosse una monarchia illuminata e solida come l’Inghilterra, dove il senso dello Stato prevale su tutto.
Ma l’Italia non è questa. Gli scandali sono all’ordine del giorno, la corruzione dilaga, gli interessi personali sono anteposti a quelli generali della collettività. Non c’è più vergogna per niente. Il Parlamento è diventato un’arena dove c’è di tutto. Non c’è più autorevolezza né spessore politico. Abbiamo dei camerieri al servizio dei lobbisti e della Banca centrale europea. Affidare ancora più poteri a questa gente è da sprovveduti o da complici.
“Manca oramai solo il voto della Camera ad aprile – sottolineano i fondatori del Comitato bellunese per la difesa della Costituzione – per l’approvazione di una revisione costituzionale che riduce il Senato a un’assemblea non eletta dai cittadini e sottrae poteri alle Regioni per consegnarli al governo, mentre scompaiono le Province. Potevano essere trovate altre soluzioni, equilibrate, di modifica dell’assetto istituzionale, ascoltando le osservazioni, le proposte, le critiche emerse perfino nel seno della maggioranza. Si è preferito forzare la mano creando un confuso pasticcio istituzionale, non privo di seri pericoli. La revisione sarà oggetto di referendum popolare nel prossimo autunno, ma la conoscenza in proposito è scarsissima. I cittadini, cui secondo Costituzione appartiene la sovranità, non sono mai stati coinvolti nella discussione. Domina la scena la voce del governo che ha voluto e dettato al Parlamento questa deformazione della Costituzione, che viene descritta come passo decisivo per la semplificazione dell’attività legislativa e per il risparmio sui costi della politica: il risparmio è tutto da dimostrare e la semplificazione non ci sarà. Avremo invece la moltiplicazione dei procedimenti legislativi e la proliferazione di conflitti di competenza tra Camera e nuovo Senato, tra Stato e Regioni. Il risultato è prevedibile: sono ridotte le autonomie locali e regionali, l’iniziativa legislativa passa decisamente dal Parlamento al governo, in contraddizione con il carattere parlamentare della nostra Repubblica, e per di più il governo non sarà più l’espressione di una maggioranza del paese. Già l’attuale parlamento è stato eletto con una legge elettorale definita Porcellum. Ancora di più in futuro: con la nuova legge elettorale (c.d. Italicum) – risultato di forzature parlamentari e di voti di fiducia – una minoranza, grazie ad un abnorme premio di maggioranza e al ballottaggio, si impadronirà alla Camera di 340 seggi su 630.
Ridotto a un’ombra il Senato, il Presidente del consiglio avrà il dominio incontrastato sui deputati in pratica da lui stesso nominati. Gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Csm) ne usciranno ridimensionati, o peggio subalterni. Se questa revisione costituzionale sarà definitivamente approvata la Repubblica democratica nata dalla Resistenza ne risulterà stravolta in profondità. E’ gravissimo che un Parlamento eletto con una legge giudicata incostituzionale dalla Corte abbia sconvolto il patto costituzionale che sorregge la vita politica e sociale del nostro paese.
Nel deserto della comunicazione pubblica e con la Rai sempre più nelle mani del governo – prosegue l’appello del Comitato – , chiediamo a tutte le persone di cultura e di scienza di esprimersi in un vasto dibattito pubblico, anzitutto per informare e poi per invitare i cittadini a partecipare in tutte le forme possibili per ottenere i referendum, firmando la richiesta, e per bocciare con il voto nei referendum queste pessime leggi. Sentiamo forte e irrinunciabile il compito di costruire e diffondere conoscenza per giungere al voto con una piena consapevolezza popolare, prima nel referendum sulla Costituzione e poi nei referendum abrogativi sulla legge elettorale. Per ottenere questi referendum sulla Costituzione e sulla legge elettorale occorrono almeno 500.000 firme, per questo dal prossimo aprile vi invitiamo a sostenere pienamente questo impegno”.
Venerdì 8 aprile 2016 presso la sala Bianchi a Belluno alle ore 20.30, aperta dalla relazione del prof. Marco Giampieretti dell’Università di Padova e membro dell’Associazione Libertà e Giustizia si terrà l’assemblea pubblica in cui verrà costituito il Comitato per la difesa della Costituzione.

(rdn)

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  1. Risulta improponibile che un sistema politico inadempiente e largamente corrotto, dove le inchieste e gli scandali sono quotidiani, azzardi una revisione della Legge fondamentale dello Stato, che rimane l’unico vero, chiaro baluardo della democrazia in Italia, cui assolutamente uniformarsi per uscire dall’attuale crisi. E’ necessario creare un fronte comune, un vasto movimento di opinione in difesa dei valori costituzionali, cui aggregare tutte quelle forze politiche capaci di efficacemente rinnovare il paese sulle solide basi del dettato costituzionale. Un fronte unito di tutte le persone di buona volontà, tuttora presenti pure in alcuni grandi partiti, anche se in forma minoritaria.