Saturday, 23 June 2018 - 19:37

Passaggi obbligati. Sabato a San Pietro di Feletto la presentazione del libro di Giorgio Vazza, artista bellunese

Apr 3rd, 2016 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Sabato 9 aprile 2016 alle ore 17.30 presso la Barchessa dell’Antico Eremo Camaldolese in Rua di Feletto a San Pietro di Feletto (Treviso) verrà presentato “Psassaggi obbligati”, il libro dell’artista bellunese Giorgio Vazza, personale testimonianza di quanto vissuto ancora bambino a Longarone il 9 ottobre 1963.

Giorgio Vazza

Giorgio Vazza

L’evento, organizzato dal Comune di San Pietro di Feletto e dall’Assessorato alla Cultura, affiancherà alla presentazione vera e propria dal libro, curata dall’Arch. Remigio Feltrin, un’installazione di disegni che rappresenta solo una piccola parte delle centinaia di schizzi da lui realizzati prima e contemporaneamente alla scrittura di Passaggi obbligati.

È proprio con il disegno infatti che inizia il viaggio di Vazza nella memoria, nei suoi ricordi di bambino. Un segno essenziale, morbido e deciso allo stesso tempo, che riesce a mantenere una vitale leggerezza anche nelle immagini più sofferte dei volti segnati dal dolore o dei corpi travolti dalla forza dell’acqua.

Attraverso il segno prima e la parola poi, i ricordi affiorano alla memoria. Il bambino di allora dialoga con l’artista di oggi, in un continuo gioco di sguardi, in una perenne lotta tra una doppia necessità: ricordare e dimenticare. La curiosità e il bisogno di spiegazioni del bambino si confrontano con la scelta sofferta di dare voce o meno a una memoria intima, nell’amara consapevolezza che per andare avanti, per sopravvivere, è necessario trovare un nuovo senso alla vita di chi rimane.

E il pensiero dell’artista va proprio a loro, a quelli che restano, nelle loro diverse solitudini e “a quelli che nel corso del tempo non sono stati ascoltati, ma fatti tacere”.

In Passaggi obbligati i ricordi si fanno segno, immagine e poi parola. È una memoria che si libera, foglio dopo foglio, e con la leggerezza del segno ci accompagna in un liberatorio volo finale.

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