Tuesday, 19 June 2018 - 16:31

Caso Sappada. Bellot: “Non dimentico che i sappadini hanno chiesto al Senato di ricalendizzare il voto”

Apr 1st, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Raffaela Bellot, senatrice

Raffaela Bellot, senatrice

Nuove parole di sostegno dalla senatrice tosiana Raffaela Bellot ai sappadini, mentre continua a Roma il lavoro affinché il loro caso non passi nel dimenticatoio.

Il sindaco Piller Hoffer, il Consiglio comunale all’unanimità e il Comitato referendario continuano a chiedere che i rappresentanti bellunesi a Roma facciano pressioni affinché si proceda al più presto al voto in aula, così come era stato promesso dal Governo, salvo poi la repentina revoca e successivo stralcio dal calendario lavori dello scorso 16 marzo.

“Nei documenti che ho avuto modo di leggere il consigliere Marco Santoro parla di ‘politica dello struzzo’ riferendosi alla vergognosa richiesta di soprassedere e non decidere in merito al caso Sappada. Trovo l’espressione perfetta; rappresenta alla perfezione quello che è successo: si è scelto di infilare la testa sotto la sabbia, ignoranti di quanto accadeva attorno, tergiversando su una risposta promessa. Ma poi perchè? Cosa vale così tanto da calpestare quel poco di fiducia che la gente di Sappada, ma non solo, ancora poteva avere nel sistema?

E voglio condividere le riflessioni del sindaco Piller Hoffer che ricorda, a tutti quelli che si son fatti cogliere dalla visione romantica di una provincia bellunese che rischia di perder pezzi, e che invocano l’unità come valore assoluto e risolutore, che in 8 anni non c’è stata alcuna iniziativa che abbia provato a portare risposte al disagio della montagna, di tutta la montagna.

Ora rischiamo anche di vedere scatenarsi una guerra attorno ai Fondi di Confine, ma anche qui continuiamo ad assistere a splendidi esercizi di ‘politica dello struzzo’. Dove sono le risposte coraggiose? Dove sono i voti coerenti con le parole facilmente proclamate?

Si palesino. Sappada attende una risposta, e con Sappada molti altri comuni referendari. Non si violano strumenti riconosciuti costituzionalmente solo perché si è incapaci di dare quelle risposte per cui ci si è fatti eleggere. Questo sopra ogni altra cosa resta vergognosa: la politica dello struzzo.

Poi ci risentiamo se Serracchiani proclama di voler accogliere tutto il bellunese in Friuli. Ma i bellunesi dovrebbero risentirsi invece e urlare il loro disprezzo all’indirizzo di quei politici che dovrebbero rappresentare le istanze della montagna e che invece forniscono risposte solo di facciata, arrivando addirittura a boicottare i traguardi altrui.

Da parte mia sarò pronta a richiedere, ogni volta che se ne presenterà l’occasione, come già fatto nel giorno della vergogna, che il voto su Sappada venga ricalendarizzato. Ma sulla base di quella che è la mia esperienza credo purtroppo di poter dire con relativa certezza che per il momento il Governo, e di conseguenza i lavori d’aula, saranno incentrati su altri temi. Lo stop il 16 marzo è stato strategico per chi punta all’immobilità. Salvo grandi sorprese credo verosimile ritenere che il Governo non lascerà aperte possibilità concrete per calendarizzare la richiesta prima del referendum sulle riforme costituzionali.”

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