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lunedì, Giugno 1, 2020
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Sostanze tossiche negli alimenti, soprattutto uova e pesci. 5 Stelle: tutta la verità sui Pfas nel “Venetoleak”

“Un’anticipazione proveniente dalla Regione Veneto conferma quello che diciamo da due anni: ci sono sostanze tossiche e probabilmente cancerogene in alcuni alimenti distribuiti in tutta Italia, a causa dell’acqua inquinata da sostanze chimiche che arriva a circa 400 mila veneti nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo. Dopo la terra dei fuochi, abbiamo la terra dei Pfas: dai verbali fuoriusciti emergono dettagli inquietanti”.

5-stelle-beppe-grillo-130x130A sostenerlo, nella nota che segue, sono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti e Manuel Brusco (M5S Veneto),  Enrico Cappelletti (M5S Senato), Sonia Perenzoni (M5S Montecchio Maggiore).

Questa potrebbe essere la peggior catastrofe ambientale d’Italia. Un’emergenza che i funzionari stessi della direzione Tutela ambiente della Regione definiscono “non sotto controllo”.

Al tavolo della riunione riservata, coordinata dalla Dott.ssa Russo c’erano diversi funzionari tra i quali la Dott.ssa Giovanna Frison (Direttore della sezione prevenzione e sanità pubblica), Giorgio Cester (Direttore della sezione veterinaria e sicurezza alimentare). Come apprendiamo dalle parole dei partecipanti, “parte della popolazione veneta è stata esposta ed è esposta ai Pfas” e “non è stato dato seguito ad azioni di tutela della salute per le persone che hanno mangiato e stanno mangiando alimenti con concentrazioni critiche” (soprattutto uova e pesci).

La Regione Veneto e alcune sue agenzie dopo le denunce del M5S e delle associazioni hanno condotto analisi sulla presenza delle sostanze tossiche negli alimenti – la cui fonte principale è l’azienda chimica di Trissino, la Miteni -, ma queste analisi non valgono nulla.

L’assessore veneto alla Sanità Coletto aveva dichiarato che i dati relativi alle analisi del sangue della popolazione e degli alimenti erano già “all’attenzione dell’istituto Superiore di Sanità”, ma come vediamo dai verbali ha detto il falso: l’unico riscontro formale nelle mani delle autorità sanitarie sulla situazione degli alimenti sarebbero i dati forniti lo scorso 6 novembre “attraverso una tabella sintetica non firmata né datata”, i quali non sono stati inviati all’istituto superiore della sanità – come emerge dal verbale finora segreto -Perché quei dati non sono stati trasmessi agli organi competenti? Si vuole forse insabbiare la tremenda realtà?

Ci chiediamo inoltre perché il direttore della Sezione alimentare Cester, nel suo ruolo di ufficiale di autorità regionale competente «a seguito delle informazioni sui dati da lui stesso definiti critici sugli alimenti non abbia dato seguito ad azioni conseguenti».
In un passaggio, la Russo chiede a Cester se sia consapevole del «conseguente danno economico e di immagine che ne può derivare per la Regione Veneto». Noi aggiungiamo, soprattutto: è consapevole dei danni alla salute che tener nascosta questa vicenda sta causando a innumerevoli persone? Cester parla perfino di diossine negli alimenti! In quali? Non abbiamo nessuna notizia in merito. Ce lo devono dire, non possono coprire anche questo.

Siamo stati i primi a combattere contro questo disastro per salvare la vita a 400mila veneti e a chissà quanti italiani in generale, dato che scopriamo che questi alimenti sono già venduti su tutto il territorio italiano. Pretendiamo dalla Regione tutta la verità. Se qualcuno ha insabbiato qualcosa ne pagherà le conseguenze.
Come MoVimento 5 Stelle bbiamo finanziato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e a al Tar Veneto contro l’innalzamento dei limiti di presenza di queste sostanze da parte dell’Iss.
Il nostro portavoce in Senato Enrico Cappelletti ha presentato ai Ministri della salute e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare un’interrogazione al riguardo, chiedendo che i cittadini siano informati dei pericoli a cui sono esposti. Ragionamenti economici e di responsabilità politica non possono e non devono prevalere rispetto all’interesse prioritario della difesa della salute. Anche perché Zaia su questo fronte non muove un dito. Anzi, per ridurre l’impatto di questi veleni, tenta di aumentarne le soglie.
Sonia Perenzoni, consigliera comunale di Montecchio Maggiore che ha portato all’attenzione di tutti noi il problema già due anni fa, ha chiesto i risultati sul biomonitoraggio, annunciando anche un’azione penale.
Il consigliere regionale veneto Manuel Brusco ha presentato un’interrogazione che chiede al governo regionale come mai le cinque aziende sanitarie interessate dall’indagine abbiano operato in tempi diversi e perché dalla data dell’ultimo prelievo, effettuato a fine giugno, siano passati quattro mesi prima che arrivassero le prime analisi. Il consigliere chiede inoltre di sapere se allevatori e agricoltori sono stati informati delle concentrazioni di Pfas contenute nelle uova di gallina, nel pesce, nei bovini e nel pollo. E soprattutto se questi prodotti siano tracciabili. Gli agricoltori e gli allevatori sono parte lesa in questa storia.
Chiediamo inoltre tutti gli allegati di questo verbale e la documentazione inerente, mentre alcuni nostri parlamentari hanno chiesto accesso agli atti per conoscere quali siano le evidenze in possesso dell’Iss.

 

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