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sabato, Agosto 15, 2020
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Conflitto d’interesse e metodi di affidamento degli incarichi. La denuncia dei Comitati civici: il Comune di Belluno affida il Piano di valutazione strategica agli stessi professionisti che hanno effettuato per Terna lo studio di incidenza ambientale

Simulazione dell'elettrodotto
Simulazione dell’elettrodotto

Curiose coincidenze sul progetto Terna nel Bellunese. Dopo le concessioni edilizie per ampliamenti di stazioni elettriche rilasciate prima dell’autorizzazione al progetto, i commissari della VIA nazionale che invece di valutare le criticità dettano le soluzioni. Dopo la bocciatura in consiglio comunale di Belluno dell’addendum C, con progetto ripresentato qualche mese dopo e imposto con l’accorciamento di due o tre tralicci, nonostante la posizione contraria della Regione Veneto alla “razionalizzazione”, che sembra non avere nessun valore, e nonostante il parere della VIA regionale, un tempo dato per determinante ma adesso che dovrebbe essere a favore dei territori non serve a nulla.

“Ebbene, dopo tutto questo –  fanno sapere i Comitati civici della Valbelluna –  negli ultimi giorni si è toccato l’inverosimile. Abbiamo scoperto che il Comune di Belluno ha affidato l’incarico diretto (ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e art. 5 del Regolamento comunale previsto per importi sotto i 40.000 euro) a dei professionisti esterni per costruire il piano strategico VAS (Valutazione ambientale strategica) e per le analisi ambientali necessarie per predisporre il nuovo PAT”.

“Il paradosso  – sottolineano i Comitati civici – è che a vincere l’incarico per elaborare il Piano strategico di valutazione ambientale VAS al Comune di Belluno, è la stessa ditta che ha fatto lo studio di incidenza ambientale per il progetto Terna nel Bellunese. E dunque, a redigere e valutare le future infrastrutture e definire i corridoi energetici saranno sempre i medesimi professionisti, una volta per conto di Terna e l’altra per conto del Comune di Belluno”.

Perplessità che inducono i Comitati civici della Valbelluna a chiedersi con quale metodo siano stati selezionati i professionisti a cui affidare gli incarichi del Pat di Belluno e come mai nessuno abbia notato il conflitto di interessi.

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