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Sessant’anni fa cessava la linea ferroviaria Bribano-Agordo

Feb 17th, 2016 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

ferrovia bribano-agordoLa linea ferroviaria Bribano-Agordo (28,9 Km in un’ora e un quarto) entra in servizio l’11 gennaio 1925 con tre coppie giornaliere di treni. Oltre ai convogli merci per il trasporto di minerali, legname, prodotti caseari e uindustriali, con 6 coppie di treni al giorno nei periodi di punta. Una linea a binario unico, a scartamento normale, con pendenze massime del 31 per mille e raggi di curva minimi di 150 m. con locomotori a trazione elettrica a 2200 volt, in corrente continua. Verrà dismessa dopo ternt’anni, il 16 novembre 1955 tra le proteste della popolazione.

Di questa tratta ferroviaria se ne comincia a parlare nel 1887 a seguito della legge emanata il 27 aprile del 1885 che prevedeva la costruzione di mille chilometri di ferrovie. Il sindaco di Agordo, anche a nome di altri 18 comuni del Regno e di 13 comuni del Trentino e Tirolo presenta la domanda al ministero dei lavori pubblici affinché la ferrovia già in esercizio Treviso-Belluno venga prolungata fino ad Agordo. La richiesta è corredata da un accurato studio dell’ingegner Carlo Pezzè che diede alle stampe un opuscolo di oltre 100 pagine dal titolo “Studi economici sulla ferrovia Belluno-Agordo” (Milano, Tipografia del Riformatorio, 1886). La pubblicazione è suddivisa in tre parti. La prima contiene una serie di dati statistici sul traffico di tutta la Valle dl Cordevole, che nella parte Sud è soggetta al Regno d’Italia e a Nord all’Impero Austrio-Ungarico. La seconda parte è dedicata alla dimostrazione e alla verifica dei dati riportati. E la terza parte tratta accuratamente la stima degli introiti. L’autore, oltre un secolo fa, giunge alle conclusioni che sembrano scritte oggi. E cioè, che se prima di costruire una ferrovia si fossero fatti degli studi severi, non si sarebbero sprecati tanti milioni per linee che servono solo al personale di servizio e ai mercanti di carbon fossile. L’ingegner pezzè dimostra nel suo studio, quanto la ferrovia sarebbe proficua, considerata la ricchezza dei boschi del Cordevole, con gli animali e i loro prodotti, le miniere che “ora sono in decadenza – sottolinea Pezzè nel 1886 – per la difficoltà dei trasporti. Tutti prodotti che si esportano da quelle vallate alle quali poi è necessaria l’importazione di ben 5/6 delle granaglie necessarie ogni anno. Attraverso 4 diversi metodi di calcolo, Pezzè va a determinare il reddito lordo chilometrico della linea Belluno-Agordo e lo fissa in 11.600 lire. A tutto ciò – fa notare l’ingegnere agordino – si deve aggiungere la grande importanza militare che avrebbe questa ferrovia prima di tutto perché è una linea di confine e poi perché con la costruzione iniziata dei forti nella valle del Cordevole, il bacino di Agordo aperto da tre lati ad una eventuale invasione, è destinato a diventare un campo trincerato. Inoltre – prosegue Pezzè – c’è la grande importanza turistica che ogni anno di più sta assumendo la stupenda conca di Agordo che sarebbe maggiormente visitata se fosse raggiungibile per ferrovia. E in tal caso, le ingenti somme di denaro che nell’estate finiscono in Svizzera, resterebbero nei nostri paesi.
C’è inoltre un altro progetto a firma dell’ingegner Roberto Paganini che adottando il progetto del “terzo tipo economico” con curve limitate ad un raggio minimo di 150 metri e pendenze massime del 20 per mille, porterebbe il costo della linea a 6 milioni riducendo il costo medio per chilometro a 200mila lire e il reddito netto per chilometro a 3.660 cioè al 2% circa sul capitale investito per la costruzione.

Il progetto è sostenuto sulle pagine del Corriere della Sera del 7 aprile 1887 a firma di Ottone Brentari, che sostiene: “La linea Belluno-Agordo sarebbe come la Belluno-Perarolo non solo di grande interesse, ma anche di non poca importanza nazionale. e resta dunque da sperare che tanto l’una che l’altra siano prese in considerazione tra quei mille Km di linee da costruirsi. Anche perché la provincia di Belluno non possiede ora che 44 Km di ferrovia”.
Seguiranno nel 1907 altri due progetti: la Bribano-Agordo a scartamento ridotto e la Belluno-Agordo a scartamento normale. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interrompe l’iter che riprende nel 1919. Poi nel 1921 la Saif (Società Anonima Industriale Ferroviaria di Milano controllata dalla Montecatini, proprietaria delle miniere di pirite di Valle Imperina), presenta la domanda di concessione per la tratta Bribano-Agordo che ottiene l’anno successivo. I lavori della ferrovia iniziano nel giugno del 1922 e terminano nell’autunno del 1924 a cura della Società Anonima Bellunese Costruzioni Civili. Finché negli anni ’50 la crisi del settore nell’estrazione della pirite portò alla chiusura della tratta ferroviaria.

(rdn)

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One comment
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  1. Veramente l’anniversario era il 16 novembre 2015.
    vabbe che va di moda la ferrovia….