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Anche un po’ di Apaca nell’ultimo libro di Panariello

apacaC’è anche un po’ di Apaca nell’ultimo libro di Giorgio Panariello dedicato ai cani. Anzi, ci sono i cani di Apaca e c’è soprattutto la testimonianza d’amore di Sandy Fiabane, fiera volontaria del rifugio e da un anno nel consiglio direttivo dell’Associazione.

Uscito il 9 febbraio in tutte le librerie, “So che ci sarai sempre-Lettere d’amore ai cani della nostra vita” riporta 52 lettere “raccolte – come spiega Giorgio Panariello nella breve prefazione – attraverso un appello social lanciato dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Ne sono arrivate a migliaia. Sono tutte scritte da persone comuni tranne la prima, che è mia.”

E una di queste lettere è stata scritta al proprio cane Pippo, trovatello di 12 anni, da Sandy Fiabane, ventiseienne di Limana, laurea in Filosofia e linguaggi della modernità, una grande passione per il giornalismo e per i cani abbandonati ospiti del rifugio Apaca. Sandy ha letto l’appello della Lega Nazionale per la Difesa del cane ed ha inviato la propria lettera alla Mondadori che l’ha selezionata tra le migliaia pervenute e pubblicata nel libro che la casa editrice milanese ha lanciato in questi giorni in tutte le librerie d’Italia.

Nella lettera, Sandy racconta del suo “innamoramento” per Pippo, ma anche della decisione di dedicarsi a Violina, una meticcia di 10 anni raccolta proprio nel rifugio di Apaca: e nel tentativo di “spiegare” a Pippo le ragioni della scelta, racconta delle tante vite sfortunate che incontra nei giorni in cui si reca in canile.

Pensieri e riflessioni che sono evidentemente piaciuti, tanto da inserirli tra le Lettere d’amore di questa “raccolta” firmata Panariello, della cui vendita beneficerà la Lega Nazionale per la Difesa del Cane.
sandy fiabane con caneEcco un brevissimo estratto della lettera:
“”…Sai, al mondo ci sono tante creature proprio sfortunate.

C’è Maya, preso e lasciato ormai tante volte forse perchè nessuno ha la delicatezza che un animo travagliato come il suo richiede; c’era Chris, un cane da caccia che non serviva più, morto tra le mie braccia, ormai rassegnato alla vita, dopo tanti anni di canile nonostante tanta bontà elargita; c’è Nebbia, il grande gigante buono, tanto grande quanto dolce (…)

Io do loro quello che posso, un po’ del mio tempo e un po’ del mio amore, l’unica cosa che abbiamo illimitata e totalmente gratuita.

(Sandy Fiabane)”

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