Thursday, 21 November 2019 - 21:20
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Sanità. Bellot: “Servizi sulla base della particolare conformazione del territorio montano”

Feb 12th, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità
colle tosi bellot negroSi è tenuta questa sera, venerdì 12 febbraio al Centro Giovanni 23mo di Belluno, la conferenza pubblica “Riforma della sanità veneta: come cambierà la sanità di montagna” indetta su iniziativa della senatrice Raffaela Bellot.
Presenti in sala sindaci del bellunese e alcuni dirigenti delle Ulss interessate, oltre a diversi impiegati nel settore sanitario e cittadini in cerca di risposte chiare alle fasi di transizione che stanno caratterizzando la sanità locale.

Dopo una breve introduzione di Leonardo Colle, che ha moderato la serata, ha aperto gli interventi il consigliere regionale Giovanna Negro testimone diretta dei lavori in Regione in qualità di membro della V commissione.

Sono seguite le parole della senatrice Raffaela Bellot spese con forza, come le è tipico, per porre l’accento sulla questione del diritto della cittadinanza di vedersi garantiti dei servizi, non su mera base numerica, ma alla luce della particolare conformazione del territorio montano. Sempre la Bellot non ha risparmiato nemmeno una lucida analisi delle ripercussioni delle politiche attualmente in corso, evidenziando ripercussioni a carico della qualità della vita del cittadino che in montagna vive (o vorrebbe vivere) ma anche a carico di tutta la sopravvivenza e crescita del comparto turistico.

A tutela della specificità si è speso anche l’intervento di Flavio Tosi, che con cognizione di causa, in virtù del suo passato ruolo di assessore regionale alla Sanità.

Gli interventi della serata

Giovanna Negro

Giovanna Negro

Giovanna Negro (consigliere regionale, commissione politiche socio sanitarie). Voglio concentrare l’attenzione su tre aspetti, che da soli bastano a valutare come non rispettosa di qualsiasi territorialità Azienda Zero. Il primo è l’attuale figura dirigente, con pieni poteri, nominata dal Presidente e che sceglie in autonomia anche i controllori da nominare. La funzione ufficiale di questa scelta è la necessità di risparmiare, ridurre i costi, ottimizzare i bilanci, ma di fatto aliena il legame necessario tra sanità e cittadinanza, senza produrre un significativo risparmio economico. In secondo luogo questa riforma lasciare alla politica il ruolo di facciata ma accentraad un funzionario indipendente la responsabilità di scelta e la completa gestione delle scelte. Viene perso completamente il contatto con la realtà e i cittadini.Se passa l’abitudine di una politica che non sa ascoltare ed è autoriferenziale, noi tutti che facciamo questo mestiere abbiamo fallito. Infine, ma non meno allarmante, c’è una gravissima mancanza di progettualità condivisa.Personalmente ritengo che si debba chiedere a gran voce una definizione chiara degli obiettivi e che questi debbano essere condivisi, che il Consiglio Regionale deve continuare a svolgere il ruolo attuale nel processo decisionale in materia sanitaria, infine che perprendere decisioni si valutino i flussi di utenza e non le provincie in modo astratto”

Raffaela Bellot, senatrice

Raffaela Bellot, senatrice

Raffaela Bellot (senatrice) “La montagna è un sistema complesso. Se guardo questa riforma non posso fare a meno di ribadire dei concetti che dovrebbero essere basilari: è necessario tutelare la qualità della vita dei cittadini, che nell’ottica in corso rischia di diventare sacrificabile in nome della statistica. In Regione hanno impostato uno stile centralista, in cui tutto viene deciso a Venezia, da una figura che estromette completamente il Consiglio Regionale e con esso la voce del territorio, che per mandato dovrebbe rappresentare a tutela degli interessi dei propri cittadini.
Secondo questa impostazione le istanze del territorio non hanno più la possibilità di avere voce. Ci tolgono la possibilità di parola. Che per quel che riguarda la montagna significa richiedere con forza che ai dati statistici di presunto risparmio si vadano ad incrociare variabili umane come il fenomeno dello spopolamento, la difficoltà dei collegamenti, l’innalzamento dell’età media, la garanzia di un intervento tempestivo in un territorio che, sulla carta si vede riconosciuta per legge una specificità propria, ma a cui di fatto si nega la possibilità di crescere.”

flavio tosiFlavio Tosi (segretario nazionale FARE!)  “La cosa che stupisce è che c’è pochissimo dibattito sul territorio su quanto questa manovra peserà sulle realtà locali. La trasformazione è pesantissima, profondissima, andrebbe dibattuta in modo diffuso. I sindaci dovrebbero avere un ruolo primario in questo. Non è accorpando le ULSS bellunesi che risolverà le problematiche della spesa sanitaria. È giusto puntare ad avere realtà virtuose, ma non è smantellando un sistema che ha sempre dimostrato di essere efficiente, che si arriverà a questo obiettivo.

Azienda Zero delocalizza la decisione sanitaria, che è invece il più grande tema di discussione della Regione. Perchè? Che è un iter decisionale delicato, in ci sono passaggi di confronto e dove le assemblee dei sindaci e con le ULSS hanno giocato fino ad ora un ruolo fondamentale. Azienda Zero elimina tutto l’iter decisionale che ha sostenuto sino ad oggi la discussione regionale sul tema sanità. Il pericolo è che portando il potere decisionale fuori dalla Regione si vada a fare una rivoluzione dove non serve. Si intervenga allora sulla parte burocratica, logistica e organizzativa. Ben vengano i costi standard, siintervenga per evitare sprechi e ottimizzare i servizi, ma smantellare, accentrare, esautorare le conferenze dei sindaci, farm mancare l’interazione diretta con il territorio è la cosa più sbagliata che si possa fare. L’augurio è che da parte dei sindaci ci sia una presa di posizione, per fare in modo che si migliori, che si portino correzioni ma che non si arrivi a smantellare quello che oggi è un ottimo servizio. Già riconosciuto virtuoso”

Leonardo Colle

Leonardo Colle

Leonardo Colle (segretario provinciale FARE!).  “ Spendo una parola per il lato meno trattato fino ad oggi del depotenziamento della sanità di montagna. Mi riferisco alla questione dei presidi ospedalieri delle vallate, che sono funzionali non solo alle necessità di chi vive a due ore di strada da Belluno, ma anche strategici per lo sviluppo turistico della parte alta della provincia. La presenza di punti di pronto intervento vicino alle località turistiche è un indice valutato da chi sceglie una vacanza di medio-breve periodo. Noi abbiamo i unti di soccorso e la Regione li sta smantellando e depotenziando. L’augurio che personalmente voglio esprimere è che ci si ricordi che i servizio pubblico deve avere il coraggio di gestire ospedali di periferia, anche se sono in perdita.”

 

 

Michele Balen (sindaco di Cesiomaggioe e ULSS “Un plauso all’iniziativa. È troppo tempo che la politica non fa più politica. Mi pare di vedere che qui si riparte correttamente. Si ricomincia ad aprire il dibattito vero, ci si ricorda di parlare con la gente. Siamo molto preoccupati per il futuro del servizio sanitario, soprattutto nell’alta bellunese. Così come siamo preoccupati che tra poco tocchi Feltre. E quel che è peggio è che di sicuro non si parla di crescita. La logica della metropolizzazione non è l’ottica da seguire.”

Share

Comments are closed.