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martedì, Luglio 14, 2020
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In libreria. “Saga dei regni Tramontani” di Federico Velluti

Dove sono i regni Tramontani che racchiudono mondi segreti e misteriosi? Nella mente del loro autore, il feltrino di Lusa, Federico Velluti, di mestiere retauratore. Dalla sua fervida fantasia è uscita la lunga “Saga dei regni Tramontani” editi dalla libreria bellunese Campedel con la stampa di Antiga.

Federico Velluti
Federico Velluti

Vicende intricate di magie e sortilegi, rapimento della maga buona Ausonia, intrighi di esseri malvagi, signori di manieri foschi, animali gentili e intelligenti. Un universo che sembra soltanto fantasia. Ma che è, a ben guardare, una metafora della vita. Spiridione signore di Sassouragano chiede ai suoi interlocutori, che lo invitano a rispettare il senso dell’onore, che cosa sia l’onore. E, con realismo, osserva che l’onore è una puerile invenzione degli uomini. I quali lo invocano quando gli fa comodo. Perché – osserva sempre il cinico personaggio – la natura ha altre leggi che prevedono la vittoria dei più forti sui più deboli. E i più forti sono anche i più malvagi.
Velluti, invece, condurrà i suoi personaggi buoni alla vittoria quando possono vedere “l’alba che sorse sulle vaste estensioni portando con sé una luce radiosa che investì ogni cosa col suo flusso benefico…a salutare un nuovo giorno”.
L’autore, che ha saputo concretizzare fiumi fantasmagorici di nomi, padroneggia il linguaggio che si dipana attraverso valli nebbiose, fiumi di ghiaccio, turriti castelli immersi nel buio, penetra nel regno oscuro di Talpoi in affascinanti descrizioni.

Tutto irreale? No, l’autore avverte nella premessa che “chi si accosta con modestia al mistero dell’inconoscibile potrà capire che il confine tra l’irreale e il reale è molto labile. Le popolazioni del passato animavano ogni fenomeno della natura dandogli voce e rivestendolo di una meritata sacralità. Ho ricercato questa sacralità in tutte le cose che ho amato, anche se molto spesso le ho velate di ironia”.
Alla fine – nella favola – vince il Bene della maga Ausonia con i suoi amici sugli intrighi dei malvagi. Che è, però, soltanto una speranza. La vita percorre altre strade. Ma senza illusioni, amore e speranza che vita sarebbe? E, poi, Platone non diceva che i veri infelici sono i malvagi perchè compiono il male? Allora evviva i buoni che sono gli sconfitti della vita, ma saranno premiati nel regno dei cieli. O in quello dei Tramontani, come vuole Velluti. Cui va una lode per aver saputo dare corpo, con sagacia descrittiva, al suo (ma non solo) mondo di esseri fantastici che assomigliano, metaforicamente, a chi incontriamo ogni giorno.

Sante Rossetto

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