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Piste multietniche

Feb 7th, 2016 | By | Category: Prima Pagina

alleghe piste sciIeri ho deciso di salire in montagna con un paio di amiche, le sole che ho trovato libere questo w-e, senza problemi di mariti da seguire o figli da accudire.
Ci siamo organizzate per una escursione sulla neve: si prevede sole. Di certo torneremo con quel velo di abbronzatura da far invidia alle colleghe al rientro al lavoro. Sulle piste c’è molta gente: nonostante la neve sia sparata artificiale, si scia bene e ci divertiamo. Siamo qui già da tre ore e si sta avvicinando il momento della pausa in baita: forse la più gradita tra un vin brulé ed una fetta di torta alle carote. Qui a M* la fanno benissimo e non rinuncio mai al bis. Le amiche sono in perenne dieta e si trattengono.
Siamo sedute sulla terrazza del bar al sole; sdraio al posto giusto, crema n25 (per chi ha già un po’ di colore) e relax completo.
Mentre parlottiamo del più e del meno e ridiamo di chi è rimasto tra lo smog della città, vedo con la coda dell’occhio sulla pista vicina sfrecciare un gruppo di ragazzi e ragazze e …dopo poco un paio di donne con il velo e vestito lungo. Sembrano due suore con tanto di tonaca in toni bianco e nero. Resto allibita, il passaggio è stato così veloce che non ci voglio credere; però mi guardo bene dal parlarne con le amiche. Chiedo loro se per caso io sia già al secondo bicchiere di vin brulé (qualche volta me ne lascio tentare), ma mi dicono di no, che non ho nemmeno terminato il primo. Mi consolo, ma a ripensarci poi mi chiedo come sia possibile quanto ho visto: penso alle due suore – chi o cos’ altro possono essere? – sfrecciare sugli sci. Me ne sto ancora in silenzio fingendo di rispondere ad un messaggio in whatsapp, mentre le amiche parlano parlano e mi paiono lontane.
Solo quando si avvicina una coppia per accomodarsi sulle sdraio vicine al mio, rientro nella realtà e decido di chiedere alle amiche se hanno visto quanto ho visto io poco prima. Esterrefatte mi dicono che no, non hanno visto nulla.
Eppure, penso tra me e me, le ho viste di sicuro.
Ci alziamo dopo una mezzoretta, un po’ anchilosate, ma intere, ci avviamo a riprendere sci e racchette e ripartiamo. La sciata continua piacevole e la prendiamo con calma. A* si ferma spesso, in astinenza dalla sigaretta, M* le fa compagnia, china sul cellulare sempre in contatto col marito, che è da sua madre coi ragazzi, L* è l’unica che mi segue nella sciata, anche se si lamenta che son troppo veloce per lei.
Dentro di me penso che da un momento all’altro potrei rivedere le due sciatrici in gonna lunga e velo: negli occhi ho ancora nitida la scena.
Neanche a farlo apposta, quando scendiamo al parcheggio e stiamo rimettendo le pedule leggere per risalire in auto e rientrare in pianura, vedo da lontano le due signore di prima. Non distinguo bene: sospetto (forse lo spero!) che magari sia uno scherzo di carnevale e che da un momento all’altro si tolgano il vestito lungo e ne escano due aitanti giovanotti in vena di scherzi. Ma ora che sono più vicine, le vedo bene: sono proprio due signore orientali con tanto di tunica fino ad oltre il ginocchio e il velo. Visibili solo il volto e le mani. Parlano una lingua che non conosco, immagino l’arabo, ma potrebbe essere anche altro.
Le indico con garbo alle mie amiche, che si voltano e sorridono: pensano ad uno scherzo. Solo quando arrivano i mariti coi figli ci convinciamo che sono proprio due signore mediorientali. Hanno un Van molto grande con vetri scuri: vi salgono per ultime dopo gli adulti maschi e i ragazzi e l’auto si avvia chissà verso quale meta.
Ci guardiamo stupite e poi sorridiamo: le piste non sono più quelle di un tempo, anche qui come in città, tante etnie, tanti colori, tante lingue. Staremo a vedere…

Bruna Mozzi

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