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Sappada in Friuli Venezia – Giulia. De Menech: “Senza impegni concreti tutto il Bellunese potrebbe abbandonare il Veneto”

Feb 2nd, 2016 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Roger De Menech, deputato Pd

Roger De Menech, deputato Pd

«La vicenda di Sappada impone una svolta nelle politiche a favore della montagna sia da parte del governo centrale sia da parte del governo regionale. Senza impegni concreti, puntuali e sostanziali, iniziative come quelle legittimamente prese dai cittadini di Sappada sono destinate a moltiplicarsi. Tutto il Bellunese potrebbe decidere di abbandonare il Veneto». Il deputato Roger De Menech riflette così dopo il voto favorevole al passaggio del comune bellunese al Friuli Venezia Giulia avvenuto oggi in commissione Affari Costituzionali.

«Il tema del Bellunese nel suo complesso e della montagna più in generale vanno rimessi al centro delle agende politiche, a Roma e a Venezia», afferma De Menech. «Da quanto osservato in questi mesi, sono convinto si possano realizzare grandi obiettivi coltivando la collaborazione tra le istituzioni e garantendo l’affidabilità dei soggetti chiamati ad attuare le decisioni. E’ quanto stiamo facendo, per esempio, per rendere strategico il fondo dei comuni confinanti e farne un motore di sviluppo e non uno strumento di mera assistenza. Tuttavia, sono consapevole che qualsiasi misura ha bisogno di tempo per mostrare i propri frutti. Anche per questo chiedo di aumentare attenzione, sforzi e iniziative. E’ urgente sollevare i cittadini e gli amministratori della montagna da quel sentimento di abbandono che, di fronte ad una prolungata mancanza di risposte, li spinge a cercare soluzioni estreme».

«Il rispetto della volontà popolare non è in discussione», prosegue il deputato. «Ma proprio per questo, bisogna guardare al Bellunese nel suo insieme. Il referendum con cui i cittadini di Sappada hanno chiesto il distacco dal Veneto e il passaggio al Friuli è stato preceduto e seguito da consultazioni identiche in molti altri comuni della provincia. Queste iniziative sono il grido d’allarme di persone, imprese ed enti locali per i quali risulta impossibile continuare a sopravvivere in condizioni di drammatica disparità. Se non avremo il coraggio di rimuovere i fattori che determinano un malessere diffuso e radicato in tutta la montagna veneta, non riusciremo a prevederne, né tanto meno a prevederne gli effetti».

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5 comments
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  1. Date a Cesare quel che è di Cesare.
    A onor del vero il Bard diceva questo anni fà.
    Voce nel deserto, anzi accuse da destra a sinistra di voler scassare il territorio.
    Poi invece venne Delrio che per davvero iniziò l’opera di distruzione.
    Prima che i Comuni avviino ancora i referendum (specie quelli chi li hanno già tenuti) passeranno anni.
    La Provincia intanto perde pezzi (CCIAA, Prefettura a breve, Poste a singhiozzo, ecc.) e non durera fino ad allora.
    Il crollo sarà esponenziale e penso si sia giunti al punto di non ritorno.

    Una domanda a chi sa tutto: continuando a perdere popolazione, a quanti deputati avremo diritto?
    E poi: avremo ancora un senatore?

  2. Ma non hanno firmato per far tornare elettiva la provincia? Che si aspetta?

  3. Per quello che hanno fatto gli onorevoli di Belluno, sinceramente, meglio forse che non ce ne sia nessuno. Per il resto è lampante la situazione. Un po’ come in tutti gli enti locali. Piuttosto che fare qualche cosa di serio dal punto di vista legislativo (autonomia, derimere una volta per tutte la questione delle autonomie, ecc. ecc) e scontentare qualcuno, è meglio aspettare che le cose vadano avanti per inerzia, così …. nesuno è colpevole.

  4. I politici bellunesi, ecco la nostra vera sventura! Meglio non aver rappresentanti a roma che questi nemici del popolo e del territorio!

  5. Caro Roger, ci sono persone normali e di buon senso che dicono le cose che non vanno e indicano soluzioni. Poi ci sono persone e, soprattutto, partiti che sono stati e sono al governo proprio per attuare le soluzioni indicate. Tu ed il tuo partito siete fra questi. Se invece di fare continuate solo a dire cosa bisognerebbe fare tanto vale che torniate tra la gente comune e lasciate il governo del paese a qualcun altro.