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Le carcasse dei cani morti all’Apaca saranno oggetto di studio all’Università di Padova

In concomitanza con la chiusura del servizio del canile sanitario, l’Apaca opta per la donazione dei corpi al Dipartimento di Biomedicina dell’Università di Padova. Scelta coerente con le finalità dell’Associazione.

apacaEra da tempo che se ne discuteva, ma la soppressione del servizio di ritiro delle carcasse dei cani da parte del Servizio Veterinario dell’Ulss ha accelerato la decisione. E’ così che, qualche giorno fa, il Consiglio Direttivo dell’Associazione Apaca ha deciso che i corpi dei cani che moriranno in rifugio saranno donati alla didattica e alla ricerca.
Si tratta di una scelta coerente con le finalità animaliste e solidali che Apaca persegue, perché la cessione delle spoglie al Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università degli Studi di Padova è un atto di responsabilità sotto molti aspetti: risponde ai principi della bioetica, contribuisce a creare alternative concrete alla vivisezione, è un gesto di solidarietà verso il mondo animale.
Nonostante le nuove tecniche a disposizione (esercitazioni con video-trainer o con simulatori e modelli) anche la Facoltà di Veterinaria, al pari di quella di Medicina e Chirurgia, continua, infatti, a sostenere l’importanza delle dissezioni anatomiche nel curriculum formativo degli studenti, dissezioni che, ovviamente, non dovrebbero mai originare da soppressioni intenzionali di animali, né dalla vivisezione.
Quando il Consiglio Direttivo di Apaca ha preso in esame la questione non ha potuto che far riferimento alla donazione del corpo umano post mortem a fini di studio e di ricerca, una scelta ancora “rara” in Italia, ma che in altre legislazioni europee è addirittura sostenuta dal silenzio-assenso. Le considerazioni sono, infatti, assai simili: come per la donazione del corpo umano, anche per le spoglie del cane bisogna accettare e far prevalere la convinzione che si tratta di un gesto che si ispira al principio di solidarietà e che trova un fondamento indiretto anche nel dettato costituzionale che promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, in questo caso, in ambito veterinario.
“E’ stata una decisione ponderata e consapevole – sottolinea Tamara De Cian, presidente di Apaca – e noi vogliamo pensare che anche i nostri cani siano d’accordo con questa scelta solidale, perchè donando il loro corpo alla didattica e alla ricerca riscattano fino in fondo la condizione di rifiutati e di emarginati a cui li ha costretti un’umanità egoista e indifferente. Ovviamente, chi volesse avere informazioni più precise su questa scelta può chiamarci o visitare il nostro sito.”

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