Sunday, 24 March 2019 - 17:33

Il punto G non esiste, parola di Samantha

Gen 3rd, 2016 | By | Category: Prima Pagina, Sensualità, erotismo e dintorni, Società, Associazioni, Istituzioni

samantha“E’ una bufala, il punto G non esiste! C’è l’affinità, la complicità, la sensualità, la complementarietà. Solo così una donna raggiunge l’estasi. L’orgasmo femminile non è meccanico, non dipende dal frizionamento di una o l’altra parte. Nasce dalla testa e arriva alla vagina. Il punto G è nel cervello”.
Lo dice Samantha, nome d’arte per proteggere la sua doppia vita. Quella pubblica, di una donna normale che ha una famiglia, lavora, si interessa di arte e va alle mostre. E quella privata, o meglio segreta, da , ovvero dominatrice, oltre che scrittrice di racconti erotici ispirati dal silenzio delle valli delle Dolomiti, dove è solita trascorrere i suoi week-end da alcuni anni.
Chi è la mistress, una donna sadica che veste con stivaloni, tuta in pelle con borchie e frusta?
“No, non necessariamente, nel mio caso è una dea da adorare che veste una tutina in rete che riveste l’intero corpo”.
E chi sono i tuoi adoratori?
“Nel gergo si chiamano , uomini inginocchiati, sottomessi, con il divieto di alzare lo sguardo. Esseri striscianti, che nella vita pubblica possono ricoprire anche incarichi di prestigio, ma nel privato si trasformano in larve”.
Stiamo parlando, insomma di quelle 58 sfumature sessuali censite sotto la sigla LGBT, che comprende lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Ma in un’altra lista, la LGBTQQIAAP le inclinazioni sessuali sono ancora più numerose, con queer, questioning, intersex, asexual, allies, pansexual e c’è chi sostiene che ancora non siano tutte codificate.
Insomma, un mondo parallelo, invisibile e discreto, con ruoli sempre coscienzienti.
Cosa vogliono da te i tuoi slaves?
“Io sono una dea, esercito solo un ruolo di sottomissione psicologica. A volte e se richiesto anche fisica, con l’uso dello strapon (il fallo artificiale ndr)”.
E nei tuoi confronti?
“Possono tutt’al più vedere i miei seni, ma non possono toccarli. Il loro ruolo attivo è circoscritto a piedi e cosce che possono solo leccare”.
E per fare questo pagano?
“Io lo faccio per diletto, per soddisfare la mia subconscia volontà di supremazia sull’uomo. Chi lo fa per mestiere chiede 250 euro a incontro, con pratiche più estreme dove gli slaves diventano degli autentici bidet”.
Queste situazioni mi ricordano un po’ il film di Pasolini Salò 120 Giornate di Sodoma.
“Sì, ma quel caso si trattava di master, ossia uomini di potere che sottomettevano uomini e donne”.

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