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Calo di presenze alla messa di mezzanotte. Sarà il “freddo dell’informazione”

Dic 25th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

avarizia fittipaldiLa messa di mezzanotte, la vigilia del Natale, è generalmente un appuntamento irrinunciabile che riempie le chiese. Un’occasione per stringere la mano e fare gli auguri ad amici e conoscenti che non si incontra di frequente.
Quest’anno, però, in alcune chiese del Bellunese, non c’era il solito pienone. Alcuni posti a sedere erano addirittura rimasti liberi. Ed era pure una bella serata, con il cielo stellato, e una temperatura accettabile per la stagione.
A mia memoria non ricordo una situazione simile. E allora mi chiedo cosa sia stato a far disertare il tradizionale appuntamento quest’anno.
Dei fatti nuovi per la verità ci sono stati.
Penso, ad esempio, agli scandali del Vaticano svelati nei due libri “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi e “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi, usciti lo stesso giorno, il 5 novembre 2015. Libri che certamente hanno avuto un effetto dirompente oltre che esteso. Infatti Nuzzi è seguito dall’elettorato del centrodestra (scrive su Libero), mentre Fittipaldi è seguito dal popolo del centrosinistra (scrive su l’Espresso).
Come non ricordare, ad esempio, l’attico di 296 metri quadrati del cardinal Tarcisio Bertone, quando Papa Francesco vive su 50 metri quadrati.
Come non ricordare le intercettazioni telefoniche pubblicate dai giornali, con le conversazioni della
lobbista Francesca Chaoqui e monsignor Vallejo Balda dove lei dice “Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire, Silvana viene a casa tua a trombare. Ok?”
Come non ricordare le spese pazze del cardinale australiano George Pell, che in sei mesi, da luglio 2014 a gennaio 2015 spende 501mila euro per il mantenimento di se stesso e del suo ufficio di 3 persone, 7.292 euro di tappezzeria e 47.000 euro di mobili.
Vescovi che ordinano abiti su misura per migliaia di euro, viaggiano solo in business class e pagano affitti da 2.900 euro mensili.
Eppoi lo Ior, la banca vaticana, e i 4 fondi di beneficenza. Fittipaldi racconta che nel biennio 2013/2014 il fondo della Commissione cardinalizia del cardinal Santos Abril y Castello, con un saldo attivo di 425.000 euro non ha versato un cent per i poveri. Il fondo per le opere missionarie con un saldo attivo di 139.000 euro, ne ha dati solo 17.000. Il fondo per il finanziamento delle ‘Sante Messe’, con un saldo attivo di 2,7 milioni di euro ha dato ai sacerdoti di tutto il mondo 35.000 euro. Eppoi ancora il famoso attico del cardinal Bertone, la cui ristrutturazione è costata circa 200.000 euro pagati con i soldi della Fondazione Bambino Gesù che si occupa dei bambini malati.
Sì, avete letto bene, i soldi destinati ai bambini malati per ristrutturare l’attico al cardinale!
Insomma, non è proprio un gran biglietto da visita quello presentato quest’anno a chi magari fatica ad arrivare a fine mese. La “Chiesa dei poveri” pare non abbia sofferto della crisi economica e tuttavia chiede ai fedeli prova di solidarietà.
E sull’apertura totale all’immigrazione?
Siamo certi, come ha osservato sarcasticamente qualcuno, che stiamo aiutando davvero quelli più bisognosi?
Ecco, non credo di dovermi dilungare oltre. Io credo sia questo “freddo dell’informazione” ad aver lasciato a casa chi gli altri anni non si perdeva la messa di mezzanotte.

Roberto De Nart

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4 comments
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  1. Concordo con l’analisi espressa, a Cavarzano pochissima gente rispetto al solito…. personalmente credo anche che queste funzioni religiose siano diventate troppo lunghe e piene di fronzoli inutili…. bisognerebbe secondo me ritornare alle Sacre Scritture, al Vangelo soprattutto! spogliare la Messa da tutta quella coreografia che ha stufato… prediche comprese…

  2. Era ora che la gente si svegliasse!

  3. mi risulta che molti hanno preferito la Santa Messa del giorno di Natale, per paura di ritrovarsi dei ladri in casa al momento del rientro ovvero trovare la casa stessa svaligiata. nonostante le tante chiacchere sulla sicurezza e diminuzione dei furti. La gente noin si sente sicura.

  4. La verità forse sta nel mezzo.