Thursday, 14 November 2019 - 03:23
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

La Leopolda? Mia sorella…

Dic 16th, 2015 | By | Category: Prima Pagina

Enoteca MazziniMi siedo, come il mio solito nell’angolo vicino alla finestra: da qui vedo fuori nella piazza e, se allungo il collo, sbircio le vette in alto nel cielo, se alzo gli occhi, vedo la TV del bar, allungo la mano destra e trovo i quotidiani appesi alla parete con quel sistema che da sempre ho visto nelle osterie e nei bar.
Nella pagina della politica interna leggo delle news su Firenze: mi soffermo sulla convention della corrente di maggioranza del PD. Non finisco di stupirmi di ciò che avviene, ministri che ridicolizzano le prime pagine dei quotidiani, risatine ironiche, parodie dell’avversario. Energia che pare positiva, ma che rimbalza a pochi metri contro il pessimismo dei creditori imbrogliati: il gruppo di pensionati, risparmiatori, investitori truffati e rimasti a bocca asciutta senza i risparmi di una vita.
Sto china sugli articoli, confronto i quotidiani quando entra M*, noto personaggio naif del paese che mi conosce da tempo e si avvicina a salutarmi. Scruta cosa sto leggendo e esclama esterrefatto: “La Leopolda? Ma che succede? Cosa ci fa mia sorella Leopolda sulle prime pagine dei giornali?” Lo guardo stupita, ma divertita. Cerco di spiegare di che si tratta, chi organizza, perché si chiama così. M* è deluso, si incupisce e aggiunge: “ Boh…mi piaceva che si parlasse di mia sorella, si meriterebbe un bell’articolo. Lei ha sempre lavorato, povera Leopoldina, ha faticato tutta la vita e anche adesso che ha oltre settant’anni, si accende la stufa con i ciocchi che si porta dalla legnaia, non teme neppure il gelo di questi giorni…”
“Eh no, mi spiace, non è così…Qui si tratta di gente che dice di far le cose in grande e di cambiar l’Italia, di lavorare per tutti noi!” “Appunto, ma che vengano qui a vedere davvero chi lavora, povera la mia Leopolda, che vive con 600 euro di pensione e se non ci fossi io che l’aiuto un po’, non arriverebbe a fine mese…”.
Il mio sorriso è ora un ghigno che si trasforma in tristezza. Leopolda o non Leopolda, qui in montagna nessuno ha santi in paradiso, tutti si danno da fare, lavorano duro in tutte le stagioni. La montagna per chi ci è nato e non ci viene da turista è fatica e sudore, soprattutto nei piccoli paesi. Ma nessuno si tira indietro. Credo che sia questa davvero la miglior forma d’aiuto per l’Italia; chissà che anche lungo l’Arno lo riconoscano.

Bruna Mozzi

Share

Comments are closed.