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Laika” di Ascanio Celestini e sarà presentato al Teatro Comunale di Belluno in prima regionale il 19 dicembre alle ore 21:00

Dic 16th, 2015 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Sabato 19 dicembre ore 21 Laika di Ascanio Celestini arriva al teatro Comunale di Belluno in prima regionale per aprire la 2° edizione della Stagione Teatrale Belluno Miraggi.

teatro comunale interni“Laika è bellissimo. È struggente, strampalato, arruffato, indignato, divertente, commovente”. Così il critico teatrale Andrea Porcheddu lo introduce in una sua recensione. Laika è il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, che ha debuttato a novembre al Romaeuropa Festival e che si è subito conquistato entusiastiche recensioni dalla critica e grande successo di pubblico.

 

Lo spettacolo

“Oggi ci chiediamo chi sia e cosa sia Gesù, abbiamo bisogno di comprendere che tipo di domande ci farebbe lui a noi. E visto che la Chiesa non ci dà una risposta, cerchiamo di trovarla per conto nostro”
Ascanio Celestini.
Con questo nuovo spettacolo, Laika, Celestini dà voce al mondo delle periferie attraverso una figura narrante, un Gesù improbabile, cieco, chiuso in un appartamento che si affaccia sul parcheggio di un supermercato da dove si vede accampato un barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni, un Gesù che si confronta coi propri dubbi e le proprie paure, in dialogo con la fisarmonica di Gianluca Casadei e con un Pietro che ha la voce pura di una bambina, Alba Rohwacher.
Pietro passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. Questa volta Cristo non si è incarnato per redimere l’umanità, ma solo per osservarla. Però Dio l’ha fatto nascere cieco e gli ha messo accanto uno dei dodici apostoli come sostegno.
Il vero nome di Pietro è Simone. La radice ebraica shama significa ascoltare. Dunque Simon Pietro è colui che ascolta. È anche un uomo del popolo che non capisce bene ciò che gli sta accadendo, è spesso affrettato nelle reazioni. I Vangeli ce lo mostrano quando corre verso Cristo che cammina sulle acque per poi finire tra le onde. Ma è anche il più materiale, per ciò è chiamato Kefa che in aramaico significa pietra: è lui che paga il tributo, lui che rinnega tre volte, lui che darà vita alla Chiesa.
Nell’appartamento questo Cristo contemporaneo non vuole che entri nessun altro, ma è interessato a ciò che accade fuori. Soprattutto vuole sapere del barbone, non per salvarlo dalla sua povertà, ma per fargliela vivere allegramente. Come se il mondo fosse il parcheggio davanti alla sua finestra. Il mondo in mille metri quadrati di asfalto osservati da un paradiso-monolocale pochi metri al di sopra. Il barbone è un nordafricano scappato dal proprio paese. Durante lo spettacolo sentiremo la sua voce registrata. La voce di un vero emigrante arrivato in Italia su un barcone.
Ma anche la voce di Pietro è registrata. Sarà la voce di una donna, dell’attrice Alba Rohrwacher.
Anche la scena sarà scarna e senza gli oggetti che siamo abituati a vedere in un appartamento. La cecità del personaggio è resa anche attraverso una realtà che giunge sulla scena attraverso i suoni, ma non si materializza in maniera naturalista.
La scelta della cecità è legata all’immagine ancestrale del cieco che acquista la vera vista perdendola. È Edipo, ma anche il personaggio di Carver in Cattedrale. È anche la cecità psichica che secondo William James “consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’incapacità di comprenderle”.
Insomma non il Cristo che è vero Dio e vero uomo, ma un essere umanissimo fatto di carne, sangue e parole. Non sappiamo se si tratta davvero del figlio di Dio o di uno schizofrenico che crede di esserlo, ma se il creatore si incarnasse per redimere gli uomini condividendo la loro umanità (e dunque anche il dolore), questa incarnazione moderna non potrebbe non includere anche le paure e i dubbi del tempo presente.

“Con la crisi delle ideologie nate dall’illuminismo e concretizzatesi soprattutto nel ‘900 anche le religioni (in quanto visioni totalizzanti e dunque ideologiche) hanno subito un contraccolpo. L’ebraismo ha trovato una patria mescolando le incertezze religiose alle certezze nazionaliste, anche l‟islamismo è diventata una religione di lotta e di governo, mentre il cristianesimo si trova a vivere la sua fase più contraddittoria con due Papi viventi uno accanto all‟altro, ma con due volti contrastanti: il rigido teologo e il prete di strada.
A distanza di un paio di millenni ci troviamo ora a rivivere le incertezze del cristianesimo delle origini, frutto dell’ebraismo e seme dell’islam.
 Queste incertezze vorrei che passassero in maniera obbligatoriamente grottesca e ironica nel personaggio che porterò in scena: un povero Cristo che può agire nel mondo solo come essere umano tra gli esseri umani. Uno che sente la responsabilità, ma anche il peso di essere solo sul cuor della terra:
vuoi vedere che la trinità è una balla e alla fine salterà fuori
 che Dio sono soltanto io?
ASCANIO CELESTINI

Dopo lo spettacolo, seguirà il consueto incontro con l’artista.

Per maggiori informazioni sulla stagione visitate il sito www.slowmachine.org, per prenotare potete telefonare al 328 9252116 o scrivere alla mail biglietteria@slowmachine.org. Costo dei biglietti: platea e prima galleria 22 € intero 18 € ridotto, loggione 15 € intero e 12 € ridotto. Le riduzioni sono riservate ai giovani fino ai 30 anni e agli over 65. Fino al 19 dicembre sarà inoltre ancora aperta la campagna abbonamenti all’intera stagione: platea e prima galleria Intero 95 € e Ridotto 80 € / Loggione: Intero 70 € e Ridotto 55 €. La biglietteria è aperta in via Rialto, 6 a Belluno dal giovedì al venerdì nei seguenti orari: Gio/Ven: 17:00 – 19:00 e Sab 10:30 – 12:30 / 17:00 – 19:00

CREDITS

Uno spettacolo di Ascanio Celestini
con Ascanio Celestini
 e Gianluca Casadei alla fisarmonica
e la voce fuori campo di Alba Rohrwacher
Produzione Fabbrica s.r.l., Coprodotto da Romaeuropa Festival

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