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Treno Belluno-Padova. Laura Puppato: “Orario invernale è colpo al cuore del Veneto settentrionale”

Dic 14th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Laura Puppato

Laura Puppato

“Il nuovo orario conferma tutte le nostre preoccupazioni sul destino della linea ferroviaria Belluno-Padova. Così come fatto ora determinerà la morte dell’intero sistema ferroviario Padova-Calalzo, con il declassamento di tutto il territorio a nord di Montebelluna. Chiedo con forza l’intervento dell’Assessore regionale ai trasporti perché riveda questa scelta, ed è tempo che anche i consiglieri e i sindaci leghisti tolgano la casacca verde e si facciano portatori del diritto dei cittadini di avere un sistema di trasporto pubblico se non efficiente e funzionale, almeno rispettoso delle persone”. 

Questa la reazione di Laura Puppato, senatrice del Pd, alla pubblicazione dei nuovi orari di Trenitalia per il Veneto.

“Il nuovo orario evidenzia l’illogicità trasportistica ai massimi livelli, al punto da rendere evidente l’assenza di una volontà positiva di mantenimento della tratta. Infatti gli unici treni diretti mantenuti tra i due capoluoghi sono ad orari intermedi privi di senso logico, con arrivi a Padova alle 10.34 o alle 15.34, orari senza connessione alcuna con le ore di punta, quando tutti gli studenti e i lavoratori che dalla Pedemontana vanno a studiare e a lavorare a Castelfranco Veneto o a Padova” spiega la senatrice. “Il tempo per il cambio di tutti gli altri treni a Montebelluna è di una decina di minuti e l’esperienza ci dice che vi è ampio margine per perdere la coincidenza del nuovo stop ordinato a Montebelluna per chi arriva da nord, come già verificatosi spesso a Bassano del Grappa, che funge da rottura di cambio tra Padova e Trento – ha riferito ancora – il risultato sarà che a Montebelluna ci saranno treni fermi ad attendere l’arrivo della coincidenza e un piccolo ritardo in qualsiasi punto della tratta si ripercuoterà da Belluno a Padova”. “Infine, se e quando i viaggiatori arriveranno a Padova, potranno vedere partire i collegamenti ad Alta Velocità per Roma, Bologna o Milano – ha aggiunto – perché la cosa più incredibile è che i treni AV partono esattamente all’orario in cui arrivano i regionali da Montebelluna, così che l’utilizzo del treno verrà ulteriormente scoraggiato”.
“La situazione è grave, Regione e Trenitalia hanno confezionato un bel regalo di Natale a migliaia di cittadini che, da un giorno all’altro, si vedono di fatto estromessi dalla rete ferroviaria nazionale, sia regionale che AV.

Spero di sbagliarmi, ma l’obiettivo qui mi sembra abbastanza chiaro, ovvero rendere via via meno attrattiva la linea, fino a portarla alla sua definitiva chiusura” ha concluso.

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2 comments
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  1. Ma allora, quando la situazione è quella descritta dalla senatrice Puppato, con quale faccia e credibilità il Zaia ci viene a raccontare la favola del collegamento internazionale a nord di Calalzo ? Forse crede che i bellunesi siano fessi per credere che un sistema ferroviario si costruisca sulle promesse demagogiche e non sulla logica ed onestà dei progetti. Infatti, il declassamento citato dalla Puppato, costituisce l’anticamera della dismissione delle linee. Se non è così lo facciano sapere in primo luogo in presidente e a ruota i suoi assessori, trai quali vi è il bellunese Bottacin. Sveglia !!!

  2. Prima dell’avvento della seconda repubblica all’inizio degli anni novanta, avevo la consapevolezza che se pagavo le tasse in cambio lo Stato mi forniva una serie di servizi essenziali come Ferrovie, Poste, Ospedali e sanità, Istruzione, Energia elettrica, Telefonia, ecc. ecc. Oggi non è più così, perché la gran parte dei servizi che erano pubblici sono diventati privati, dalle autostrade alla Telecom, dalle Ferrovie (Italo) alle Poste e alla Sanità, ( se devi fare una visita urgente o delle analisi ti conviene ricorrere alla Sanità privata oppure nel pubblico aspettare mesi e mesi pagando ticket che a volte sono superiori al costo delle prestazioni). Nelle ferrrovie con il passaggio del trasporto locale alle Regioni abbiamo visto il degrado totale del materiale rotabile e dei tempi di percorrenza e nell’indifferenza della maggior parte delle istituzioni locali, così mentre nelle fortunate città della bassa è possibile andare da Padova a Roma (536 Km.) in 2 ore e 53 minuti, da Belluno a Roma Tni, (650 Km.) servono 6 ore e 10, sono solo altri 114 Km. ma come dice Laura Puppato si arriva a Padova mentre parte la Freccia Rossa e bisogna attendere altri 60 minuti; non ci voleva molta intelligenza per fare di meglio allo stesso costo viste le pesanti soluzioni adottate con l’ultimo orario, ma “quei da Beun i ga ia neve, i ga i fonghi e anca e tegoine salvareghe, che i se contenta!”