Tuesday, 19 November 2019 - 07:43
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Arte tra i fiori: aperta a Lentiai la mostra di Bernardi, Bellotto, Busana, Dalle Mule e Vergerio

Dic 9th, 2015 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

mostra quadri LentiaiSi è aperta a Lentiai, presso la floricoltura Mondo Verde, la settima edizione di “Arte tra i fiori”. Certamente il contesto è accattivante in quanto le opere d’arte sono inserite armoniosamente fra i fiori e le piante delle serre. Un numeroso pubblico, fra il quale c’era il Sindaco di Lentiai Armando Vello, ha fatto da corona all’inaugurazione che è stata coordinata dal poeta Edoardo Comiotto il quale ha fatto notare le figure degli artisti presenti, le loro storie personali, i percorsi formativi, i premi e i riconoscimenti ricevuti.

Comiotto, introducendo la figura dell’artista Marco Bellotto, ha ricordato le sue varie esperienze compiute sin da giovane a Bolzano e poi a Venezia dove si avvicinò ad artisti dal calibro di Licata e Finzi. Diplomatosi alle magistrali, insegna alle elementari e per Marco si apre un lungo percorso di approfondimento dell’arte primitiva e istintiva con i ragazzi. Personalità eclettica ha contribuito nel fondare gruppi artistici, organizzare simposi, mostre d’arte, etc. Per Comiotto il tratto pittorico dell’artista: ” E’ un segno che sfugge, che esce dal quadro giacché contiene varie simbologie che racchiudono una religiosità spirituale, quasi un parallelo con l’arte africana che ha più volte approfondito. Per Marco il segno che compie ha una sua sacralità e quest’atto creativo rimane poi fissato sulla e nella tela. Queste opere ti aiutano a riflettere e a meditare. Se guardiamo i suoi quadri con questa chiave di lettura, ne rimarremo stupiti.
Walter Bernardi ha espresso sin dal periodo giovane il suo estro creativo con raffigurazioni paesaggistiche. La sua propensione artistica è affinata e formata negli anni Settanta con la frequentazione della scuola di Mosaico Artistico a Venezia. Anni fondamentali che gli consentono di venire a contatto diretto sia con l’arte del passato e con le innovative tendenze artistiche del periodo. Numerose le sue partecipazioni a mostre, fiere, scambi culturali sia in Italia sia all’estero. Gli insegnamenti e l’esperienza veneziana, uniti agli approfondimenti e alle maturazioni artistiche successive, gli permettono di spaziare dal figurativo, al paesaggio, al mosaico all’astratto. La sua arte è in continua evoluzione, in una continua metamorfosi dove il tratto mescola velature di paesaggi con l’informale. “In questa mostra troviamo volutamente da un lato un Bernardi leggibile con dei quadri che comunicano direttamente il senso della sua appartenenza alla Valbelluna con una pittura fresca e comunicativa, dall’altro un artista diverso che propone che con opere astratte che hanno un fondo armonico, e con l’inserimento di macchie di colore contrastanti, crea movimento, sconvolgimento nella staticità del quadro. Tali contrasti sono accentuati dai colori caldi che sono contrapposti a quelli freddi, creando squilibrio e nel frattempo equilibrio nell’opera. Ed ecco che forme statiche diventano dinamiche con sprazzi di luce e di colore. Dialogo di colori e di forme, di trasparenze e di richiami, riconducibile senza ombra di dubbio ad una dimensione tutta personale, vissuta ed esperita nella e con la natura. Emozioni trasformate in colore vivido e dialogante.”

Isidoro Busana a soli diciassette anni colleziona oltre settanta vittorie nel ciclismo veneto e nazionale, Questo suo importante background sportivo lo segna anche in campo artistico. Un legame con la bicicletta che è evidente nel suo studio-laboratorio che ha a Trichiana dove convivono assieme biciclette e quadri, due sue passioni che sono unite dal sapere tenere duro anche quando non si è in testa alla corsa. Inizia la sua avventura pittorica seguendo le indicazioni del padre, poi impadronitosi sull’uso delle tecniche e del colore, intraprende la sua strada artistica.
Con modestia e caparbietà, intraprende un percorso di ricerca pittorica che gli ha permesso di approfondire varie tecniche. “Busana è passato dalla pittura del classico paesaggio, un critico d’arte direbbe “vedutismo veneto”, ad uno può onirico dove da sfondi sfumati o decolorati, emerge una sfumata figura umana quasi a significare che la lettura del quadro deve essere di chi si pone davanti all’opera. E’ ciò che ci propone in questa esposizione: paesaggi, vedute, scorci onirici ricchi di suggestioni e di emozioni.”
Guardando le opere di Federico Dalle Mule si direbbe che sono frutto di un artista già navigato tanto sono curate e ben tratteggiate, invece è un giovane promettente che, seguendo gli insegnamenti di alcuni maestri, si misura con l’arte dell’acquerello, tecnica non semplice. Questa tipologia di pittura richiede esperienza e soprattutto idee ben chiare su quello che si vuole realizzare poiché se si sbaglia, bisogna buttare il lavoro.
Federico riesce con i suoi acquerelli a dare luce alle sue opere con tratto sicuro ottenendo dei risultati lusinghieri. Delle opere esposte certamente colpirà il Vecchio con la barba e l’acquerello di due occhi che escono letteralmente da un burka, penetranti, interroganti, dove l’ombretto, forse a significare qualcosa, si sbava.
Franco Vergerio, nato a Lentiai, dove ora vive e lavora, emigra da bambino con i genitori a Genova. A ventitré anni, insofferente al sicuro lavoro d’ufficio che lo vede impiegato come disegnatore tecnico, abbandona questa città e ritorna al suo paese natale. Fu una scelta non facile giacché incontra varie difficoltà economiche che lo costringono a ritornare al tavolo di lavoro tecnico che lascia dopo un paio d’anni. Certamente la scelta non fu indolore perché fece il contadino nell’azienda agricola dello zio e d’estate il malgaro. Questo drastico cambiamento di vita e il contatto con la natura gli fecero scoprire l’amore per l’essenzialità delle cose, l’arte e per la scultura. Poi, dopo diciassette anni, abbandona l’attività agricola e si dedica a tempo pieno alla scultura, campo nel quale si afferma per la sua creatività e peculiarità. Ha esposto in varie manifestazioni artistiche, in simposi d’arte e ha partecipato in vari concorsi ottenendo ottimi e importanti risultati. Pur lavorando sapientemente vari materiali, predilige il legno che padroneggia con maestria.
“Le sue sculture lignee sono levigate, pulite. Le figure femminili sono sinuose, provocanti. Spesso le composizioni lasciano intravedere tensioni o enigmi che però trovano sempre un’armonica composizione, un equilibrio fra vuoti e pieni. La linearità della scultura è molto piacevole, ti porta ad accarezzarla, a coglierne l’essenza e la loro intima voce. E come nella spazialità dei suoi cavalli, ci viene voglia di abbandonare le briglie per una libertà, da lui sempre ricercata, verso l’equilibrio, l’armonia e la bellezza.”
La mostra rimarrà aperta sino al 7 febbraio 2016.

Share

Comments are closed.