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Crollo dei prezzi del latte. Herbert Dorfmann: “Fondi europei e accantonamento della produzione per uscire dalla crisi”

Dic 2nd, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

dorfmannIl crollo dei prezzi del latte al centro dell’incontro tenutosi nel Bellunese tra l’europarlamentare Herbert Dorfmann e i rappresentanti del comitato di crisi del latte, coordinato dall’allevatore feltrino Gianni Slongo.

Durante l’incontro, organizzato dal movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, Slongo ha snocciolato i numeri della crisi del settore in provincia: “Mediamente, nel 2015, si sono persi 8-10 centesimi di euro al litro, il cui costo si aggira sui 40 centesimi; la perdita è stata quindi del 20% e per quest’anno nel Bellunese è stimata in circa 3,5 milioni di euro”.
A causare il crollo dei prezzi, non solo la fine delle quote latte: “Dal 2012 a inizio 2015 – ha spiegato Dorfmann – in tutta Europa si è registrata una situazione positiva per il mercato del latte, che ha portato ad un deciso aumento della produzione; non va poi dimenticata la frenata dell’export, legata all’embargo russo. Sono fattori che stanno mettendo in grosse difficoltà gli allevatori che lavorano in aree ad alto costo di produzione, come quelle della montagna bellunese”.
“Se non si interviene in tempi brevi, – è stato l’appello di Slongo – molte aziende chiuderanno. Una stalla è un presidio ambientale per il territorio, anche sotto il profilo idrogeologico: il 95% della superficie agricola utilizzata in provincia di Belluno (46500 ettari) è mantenuta e curata dagli agricoltori, soprattutto allevatori. Bisogna ragionare a livello di regione alpina, anche transfrontaliera, per risolvere la questione di questa crisi nell’area montana, e lo Stato può intervenire nelle aree marginali con manovre straordinarie”.
Aiuti significativi al settore sono in arrivo dell’Europa, come spiega Dorfmann: “E’ stato avviato un programma dell’Unione Europea a sostegno del mercato del latte: gode di un finanziamento di 500 milioni di euro a livello comunitario; di questi, 25 milioni sono destinati all’Italia. E’ stata anche introdotta la possibilità dell’ammasso privato, cioè di un immagazzinamento provvisorio del prodotto per toglierlo dal mercato”.
Questi gli interventi nell’immediato, ma per l’europarlamentare altoatesino bisogna ripensare anche agli interventi sul lungo periodo: “Serve un’attenzione maggiore verso queste aziende da parte della politica comunitaria. Si può e si deve cominciare ragionando sulla ridistribuzione dei pagamenti diretti agli agricoltori, previsti dal primo pilastro della Politica Agricola Comune”.

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