Friday, 23 February 2018 - 22:29

Proteste a Limana per la presentazione della centralina idroelettrica. Piccoli: “Superato il segno. Si faccia chiarezza”

Ott 29th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Stavolta si è esagerato, travalicando i confini della giusta rivendicazione. Sono amareggiato e stupito”. A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli che così commenta i fatti accaduti in mattinata in municipio a Limana dove era in programma la presentazione del progetto di centralina idroelettrica che dovrebbe sorgere in località Praloran lungo l’asta del Piave.

“Mi auguro che si faccia luce sulle cause che hanno portato alla degenerazione di una protesta che doveva rimanere pacifica. Se dei funzionari regionali – a Limana per presentare un progetto all’interno di una procedura codificata – devono essere scortati dalla Digos, significa che si è superato il limite del confronto civile e democratico, sempre auspicabile soprattutto su un tema delicato come quello dell’utilizzo delle acque in provincia di Belluno”.

“Spero sia stato solo un episodio isolato e che il Comitato Acqua Bene Comune, organizzatore della manifestazione e da sempre noto per essere un soggetto pacifico, si assuma le responsabilità del caso e isoli eventuali responsabili”, conclude Piccoli, che solidarizza con funzionari e forze dell’ordine.

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8 comments
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  1. Bene, senatore Piccoli, siamo d’accordo che le proteste debbano rimanere civili, ma non le sembra che la regione Veneto stia esagerando con la moltiplicazione interminabile di queste centraline ? Come dicevano i nostri vecchi, anche il più bel ballo alla lunga stanca. Ed allora, sarebbe il caso che la regione si rendesse finalmente conto che si è superata ogni misura con questa mania delle centraline. Non le pare che la nostra provincia non sia sufficientemente bucata e sfruttata dalle centrali, dighe, e galleria dove fluiscono le acque del Piave e dei suoi affluenti, sfruttando ogni più piccolo salto per produrre elettricità. Ed, infine, come se non fosse sufficiente tutto questo, l’estate scorsa per la siccità si sono svuotati i nostri laghi, ad iniziare da quello del Corlo, per irrigare la pianura. E il tornaconto?
    Eugenio Padovan

  2. Chissà a chi tiene il prode.

  3. daccordo con il lettore precedente;e’ ora di finirla!

  4. Non riesco a capire il senso di molti degli interventi del senatore, che bacchetta i dimostranti, senza però entrare nel merito del vero problema che, a quel che mi risulta, la regione Veneto sta tollerando o (addirittura) alimentando.
    Si studi e si approvi una strategia ed un piano per le centraline sui nostri corsi d’acqua (si pensi anche a quella centralina che si vuole fare sui luoghi della memoria della tragedia del Vajont) senza permettere iniziative solo per interessi privati.
    E, nel caso specifico, si mediti anche sul fatto che il Piave è “fiume sacro alla Patria”.

  5. L’intervento del Senatore fa vedere solo il mondo che conosce lui. L’esasperazione dei dimostranti viene anche dal fatto che in barba alle leggi o sfruttando i cavilli messi li di proposito proprio dagli amici degli speculatori (politici in genere) la regione che persegue il detto PROFITTI PER POCHI E DEBITI PER TUTTI GLI ALTRI non si ferma neanche di fronte all’evidenza delle osservazioni fatte da chi ci tiene al territorio, osservazioni che spesso sono in sintonia anche con le direttive europee delle quali ci si fa allegramente un baffo. Grazie alla correttezza di molti attivisti le cose si limitano ad interventi accesi si ma sempre civili.

  6. La mia idea è che dovrebbe esserci un piano, almeno provinciale, per un corretto utilizzo a fini idroelettrici dei nostri corsi d’acqua ove questo è possibile e compatibile con le portate degli stessi con tutti i benefici in capo alla popolazione. Solo se siti giudicati idonei non fossero utilizzati dalla comunità per incapacità o altro si potrebbe valutare se dare la concessione a dei privati valutando il giusto compenso ai privati e non che siano loro a dare un contributo forfettario al comune interessato. Detto questo, quelli che impediscono ad altri di esporre le loro ragioni, anche se sono dalla parte del giusto, mi stanno sempre un pò sulle scatole.

  7. Sottoscrivo le parole di Piero Balzan. Aggiungo che da sempre invito i nostri amministratori a farsi promotori di progetti che coinvolgano le amministrazioni e la cittadinanza. Perché un fatto è certo. Esiste una legge, statale ricordiamolo, che avoca a sè ogni decisione in materia di centrali/ine idroelettriche, privilegiando l’offerente che da il maggior vantaggio alle casse erariali.
    Finché esiste questa legge il privato ha tutti i diritti a proporre e richiedere concessioni.
    I nostri sindaci e pure deputati e senatori, invece che protestare a parole e far nulla nei fatti, farebbero bene a porsi, decisamente, a capo di una protesta popolare e di una proposta perchè l’unità del territorio porti il massimo di utile allo stesso. Lo dissi quattro anni fa ad un incontro a Telebelluno con il sindaco Moro di Sospirolo e Angelo Caneve di EN & EN. Ma non ne seguì alcunché.
    Questo è quanto continua invece ad accadere. Colpa nostra.

  8. Bravo Tomaso Pettazzi

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