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Ritirati gli emendamenti in Regione sulla legge per il riordino delle funzioni amministrative delle province: evitata una nefandezza * intervento di Sergio Reolon

Ott 27th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Sergio Reolon

Sergio Reolon

La decisione, assunta di comune accordo fra il gruppo del PD e l’assessore Bottacin, di ritirare, in assenza di una intesa unitaria, gli emendamenti, riguardanti la nostra Provincia, alla legge “disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative delle Province” in modo da poter approfondire l’argomento e farne un provvedimento separato, va nella giusta direzione ed evita, almeno per il momento, che il consiglio regionale scriva una brutta pagina che avrebbe ri-confinato la Provincia di Belluno alla periferia di una Regione che guarda a ben altri orizzonti rispetto all’area dolomitica.
Come riconosciuto nello Statuto della Regione e fissato nella legge regionale 25/2014, nonché dalla legge nazionale c.d. Delrio, la collocazione geografica del bellunese rende questo territorio meritevole dell’affidamento di ampi strumenti di autogoverno, La legge approvata rimanda il problema , ma non ne pregiudica una positiva soluzione.
Se vogliamo salvare la montagna abitata, e se non è abitata e quindi curata, la montagna frana a valle, prima i suoi abitanti e poi il territorio, la strada da percorrere va decisamente nella direzione opposta al centralismo regionale.
Nelle realtà alpine le Province sono un Ente fondamentale, insostituibile. L’unico Ente, abbastanza grande e però vicino al territorio, in grado di dare peso e sostanza alle inderogabili esigenze di autogoverno. Invece la testa ed il cuore della Regione Veneto sono saldamente incardinati nella pianura padana. Poi c’è il lembo periferico, che però è il 20% del territorio regionale, della provincia di Belluno, dove la gente è scarsa, non ha peso politico- elettorale ed è sempre tentata dalla voglia di andarsene.
Da molti anni i Bellunesi chiedono una diversa attenzione da parte di Venezia anche attraverso i tanti referendum che vi sono stati con i quali si chiede il distacco dal Veneto. Abbiamo ai nostri confini l’esempio e la concorrenza, delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, uniche realtà dell’arco alpino di parte italiana nelle quali la montagna è veramente considerata. Perchè la testa ed il cuore stanno lì: nel territorio montano.
Con l’art.15 dello statuto e con la legge 25 il consiglio regionale, nella passata legislatura, ha saputo dare un concreto segnale di voler cambiare direzione, di voler finalmente considerare in modo diverso la Provincia di Belluno dentro in Veneto.
Ora è auspicabile che il consiglio regionale recuperi quello spirito e quella unità che era stato possibile raggiungere e definisca un provvedimento in linea con lo statuto e con la legge 25.
E’ anche auspicabile che tutte le istituzioni bellunesi, a cominciare dall’ente Provincia, ritrovino passione e combattività per essere protagoniste nella stesura del testo che il consiglio dovrà approntare.
Ma è altrettanto necessario che il parlamento ed il governo facciano la loro parte in coerenza con quanto previsto dalla legge Delrio per le tre Province interamente montane. Non basta fare la norma, è anche necessario dotare gli Enti delle necessarie risorse.
La strada potrebbe essere quella di lasciare alle tre Province, a differenza di tutte le altre, l’intero ammontare dei proventi dalla r.c. auto e dalle iscrizioni al pubblico registro automobilistico, che oggi devono riversare in parte allo stato, nonché quelli provenienti dalla sovrattassa sui consumi elettrici oltre i 200 kv.
Le casse dello Stato non se ne accorgerebbero nemmeno e la Provincia di Belluno comincerebbe ad essere effettivamente dotata di reali strumenti di autogoverno.

Sergio Reolon

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2 comments
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  1. Dopo tutto sto politichese, che si fa? L’eliminazione delle Provincie è una legge statale, anzi, a dirla tutta sono già state eliminate, eventualmente si dovrebbero chiamare aree vaste. Nel frattempo gli impiegati continuano a girarsi i pollici ah ah in attesa di un orizzonte che continua ad essere sempre più lontano.

  2. C’è bisogno di portare a casa risultati concreti… di chiacchiere ne abbiamo avute abbastanza sia dal governo centrale che dalla regione….che i risultati vengano da Venezia o da Roma a me importa poco; ognuno dovrebbe fare la sua parte senza alibi… ma se i ns. rappresentanti politici continuano a sprecare energie per farsi le scarpe l’un l’altro con articoli e comunicati stampa altisonanti, scaricando le responsabilità dei risultati assolutamente insoddisfacenti fin qui raggiunti sugli avversari, anteponendo personalismi, ripicche e vanità all’interesse comune, senza la minima capacità di fare squadra… allora penso che, se ci ritroviamo nello stato miserevole in cui siamo, è in buona parte colpa nostra.