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martedì, 31 Marzo, 2020
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Centraline idroelettriche del Piave. Il Movimento 5 Stelle esprime solidarietà alle associazioni in protesta e al sindaco di Belluno

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Solidarietà alla protesta delle associazioni e alla posizione assunta dal sindaco di Belluno contro le centraline elettriche sul Piave arriva dal Movimento 5 Stelle regionale e dal deputato Federico D’Incà. Che – sottolineano in una nota –  “si impegnano quotidianamente per fermare questa deturpazione”.
“Servono fatti, non parole – afferma l’onorevole D’Incà – . Sono numerose le nostre iniziative per sollecitare la Regione e salvare il nostro territorio. Personalmente ho presentato diverse interrogazioni parlamentari sullo sfruttamento idroelettrico nella provincia di Belluno e sulle centrali mini idroelettriche. Abbiamo inoltre presentato delle osservazioni che invitano ad applicare il divieto di realizzazione di impianti nei siti non idonei individuati per legge, di effettuare il controllo degli impianti di mini-idroelettrico per contrastare la loro proliferazione selvaggia e garantire il deflusso minimo vitale delle acque e il loro uso razionale”.
Il consigliere regionale Simone Scarabel, presente lo scorso venerdì a Santo Stefano di Cadore con gli amici del M5S di Belluno, nella serata organizzata dal comitato bellunese Acqua Bene Comune, commenta: “Anche in Regione stiamo portando avanti queste battaglie. Ho presentato mozioni ed interrogazioni, basandomi su quelle presentate in parlamento da D’Incà e scritte dal parlamentare assieme ai portavoce dei Comuni bellunesi, contro le nuove concessioni alle centraline e la tutela del territorio, ad esempio per la situazione del lago Cadore. Mi auguro di trovare piena convergenza da parte di tutte le forze politiche nell’interesse dei cittadini”.
“Noi faremo la nostra parte e ci auguriamo che anche PD e Lega facciano la loro – continua Scarabel – questi incentivi selvaggi al “mini” idroelettrico rischiano di dare il colpo di grazia alla montagna e ai fiumi bellunesi, Piave in primis. Un fiume Sacro alla Patria non può subire questo accanimento. Senza gli incentivi, questi impianti non si ripagherebbero, se investissimo un terzo di questo denaro pubblico, per incentivare il turismo o per incentivare il risparmio energetico, faremmo un investimento migliore sia per l’ambiente che per l’economia locale. Certo, i pochi privati che stanno aspettando le loro redditizie concessioni non saranno d’accordo, ma noi non siamo al servizio degli interessi di pochi, bensì del bene comune”.

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