Saturday, 24 February 2018 - 04:01

Le api muoiono e noi ci ammaliamo. Lettera aperta alla Pro Loco di Limana dai gruppi aderenti alla campagna “Liberi dai veleni”

Ott 25th, 2015 | By | Category: Lettere Opinioni, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina
Vigneti trattati con diserbante glifosato

Vigneti trattati con diserbante glifosato

Si è da poco concluso l’appuntamento annuale con “Limana paese del miele”, organizzato dalla Pro
Loco del Comune di Limana, evento quantomai importante in un territorio che sta vivendo la progressiva difficoltà di conciliare la vocazione per la produzione del miele e l’insediamento di attività agricole intensive basate sull’uso di pesticidi.
L’utilizzo di questi prodotti mette infatti in serio pericolo la vita delle api (e di conseguenza la
sussistenza delle aziende collegate) causandone la morte, come periodicamente viene denunciato
sugli organi di stampa dagli addetti ai lavori e come anche molti studi e ricerche hanno
definitivamente verificato e confermato, stimolando la decisione dello stesso Ministero delle
Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) di istituire la rete “Beenet” di monitoraggio
permanente dello stato di salute delle api sul territorio nazionale(*).

Insomma, le api muoiono (noi ci ammaliamo) e la colpa è dei pesticidi.

Questa è una delle denunce che la campagna “Liberi dai Veleni” sta diffondendo a livello provinciale, attraverso incontri divulgativi e anche grazie ad una raccolta firme a sostegno della petizione che chiede forte e chiaro alle amministrazioni di fare scelte politiche per uno sviluppo agricolo che rispetti e tuteli la salute dei cittadini e l’ambiente della provincia di Belluno.
Il problema è iniziato proprio a Limana con il vigneto di Centore e sta dilagando rapidamente nella
Valbelluna, poiché qui il terreno è ancora fertile e costa molto poco. Il rischio è che – per il profitto
di pochi – si compromettano l’integrità ecologica di vaste aree del bellunese e la salute, che sono di
tutti.
Perciò ha suscitato stupore e dispiacere che gli organizzatori della manifestazione abbiano deciso di
non autorizzare alcuni degli stand ad esporre la petizione per raccogliere le firme contro questa
offesa al nostro territorio, proprio in un evento che vorrebbe valorizzare l’eccellenza locale legata ai
piccoli insetti.
Non è stato compreso lo scopo della campagna: impegnarsi a favore del territorio locale,
proprio a tutela della attività di tanti appassionati apicoltori e agricoltori.
Come cittadini inoltre pensiamo che un atteggiamento trasparente sia quello di permettere a
ciascuno di scegliere personalmente e in piena autonomia se firmare e sostenere o meno la
petizione, senza porre chiusure a monte.
E’ stata persa una importante occasione per fare squadra, per difendere la nostra terra, i nostri
cittadini e le imprese d’eccellenza, tra le quali sarebbe onore e vanto annoverare aziende che
riescono a produrre in modo rispettoso dell’ambiente e delle altre attività agricole.

(*) I risultati ottenuti nell’ambito della rete di monitoraggio sono pubblicati attraverso un bollettino trimestrale disponibile nel portale della Rete rurale nazionale “Sos api” (www.reterurale. it/api)

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3 comments
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  1. e come al solito, l’ignoranza bellunese, punta il dito sui vigneti e non sui campi di grano che DA SEMPRE , vengono trattati con pesticidi e diserbanti! bellunesi idioti!

  2. invece i vigneti vengono trattati con acqua e sapone vero?
    meglio essere un bellunese ignorante che un trevisano intossicato dai pestividi e, grazie ai soldi pubblici che zaia gli elargisce, incossicante!!! Quanti trattamenti vengono fatti sul mais e quanti sui vigneti?? e con che prodotti?? statevene a casa vostra trevisani!!

  3. Ma chi vi autorizza a insultarci cafoni che non siete altro… Proprio voi venite a insegnarci a lavorare ma state a casa vostra e il veleno buttatevelo sopra la vostra testa… Siete una razza di maleducati e prepotenti…VERGOGNATEVI

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