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Treni Belluno-Padova. L’Associazione TreniBelluno dà un giudizio positivo ai nuovi orari di Trenitalia in vigore del 13 dicembre

Ott 23rd, 2015 | By | Category: Riflettore, Società, Istituzioni

binari-galleriaL’Associazione TreniBelluno dice basta a veti e giudizi sfavorevoli pregiudiziali che si ritorcono contro chi usa il treno come mezzo di trasporto e non come mezzo di polemica politica.

Considerate le ultime novità che Trenitalia ha introdotto nell’orario dei treni che andrà in vigore il 13 dicembre 2015, non può che esprimere un giudizio complessivo molto positivo sulle novità stesse e sull’impianto dell’orario.
I quattro nuovi collegamenti veloci Belluno-Padova e Padova-Belluno, con tempi di percorrenza che non si vedevano da anni sono in orari adeguati per treni veloci, non alle 5 del mattino o a mezzanotte, come in passato. Questi vanno ad aggiungersi alle tre coppie di treni Belluno-Calalzo e ritorno, ora fatti da automotrici, che saranno invece assicurate da un Minuetto, mezzo più moderno e adatto anche al trasporto biciclette. Da ricordare inoltre il nuovo diretto Venezia-Calalzo e ritorno ogni sabato e domenica e il nuovo diretto Vicenza-Padova-Calalzo e ritorno ogni domenica, sempre con Minuetto e bici a bordo, ottimi anche per i pendolari nel pomeriggio della domenica.
Resta il nodo del cambio, non più obbligato ma effettivamente molto frequente, a Montebelluna per la relazione Belluno-Padova e ritorno, che però riteniamo un sacrificio non certo insopportabile se verrà ripagato con treni più puntuali e affidabili, considerata anche la nuova relazione Treviso-Belluno via Feltre, che sarà sicuramente utile e frequentata.

Per l’associazione Trenibelluno
Mattia Centeleghe
trenibelluno@alice.it – www.trenibelluno.it

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8 comments
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  1. Prendo atto che per Trenitalia , scusate Trenibelluno, e’ meglio avere treni diretti e “veloci” nelle ” fasce di morbida” piuttosto che negli orari di punta utili a studenti e lavoratori bellunesi e alle coincidenze con quelli di lunga percorrenza ( Roma, Milano,….). Inoltre che è un grande successo avere la puntualità’ assicurata con l’aumento dei tempi di percorrenza (roba vecchia: il trucco per assicurare la puntualità è, da sempre, aumentare i tempi di percorrenza previsti dall’orario. Nel senso che sono sicuro di arrivare in orario se ne aumento i tempi previsti).

  2. Parlo a nome dell’Associazione “ancheaBellunoèItalia”, anche se al momento sono io l’unico associato, per contestare le ultime novità introdotte da Trenitalia con il prossimo orario invernale; sono in possesso di molti orari ferroviari dal 1964 ai giorni nostri e vedo, ad esempio, che il primo treno la mattina nel 1964 partiva alle ore 4,52 ed arrivava a Padova alle ore 7,07, faceva una fermata in più rispetto ad oggi e a Montebelluna venivano aggiunte due automotrici per compensare il maggior afflusso di viaggiatori, per tale motivo la sosta a Montebelluna era di cinque minuti, a quei tempi la linea aveva velocità molto più ridotte ed era gestita con la Dirigenza Unica che prevedeva operazioni di distanziamento dei treni più complesse, compreso il giro scambi in bicicletta nelle sedi d’incrocio: ritenere che la richiesta di un orario il linea con i tempi e con gli ingenti investimenti fatti porti a:”veti e giudizi sfavorevoli pregiudiziali che si ritorcono contro chi usa il treno come mezzo di trasporto” non riesco proprio a capirla, perché è l’esatto contrario che si ritorce contro chi usa il treno come mezzo di trasporto, Non molti anni fa partendo alle 5,50 da Belluno sono arrivato a Roma Termini alle ore 9,35 e ripartito il tardo pomeriggio per essere nuovamente a Belluno in giornata, ma tale possibilità è durata solo il corso di un anno poi questa possibilità è venuta a mancare nel disinteresse generale delle istituzioni. Recentemente ho letto che a Bolzano viene inserita in orario una nuova Freccia Argento per consentire di raggiungere la Capitale in quattro ore e trenta, quasi come il tempo che ci vorrà prossimamente per arrivare da Belluno a Padova se andiamo avanti così plaudendo le iniziative della Regione e di Trenitalia e lamentandoci che a Bolzano sono dei privilegiati.

  3. Trenibelluno prende atto che al sig. Quinto Piol non manca certo il senso dell’ironia nell’accusarci, con una battuta degna del TG4 di Emilio Fede, di esserci venduti a Trenitalia, accusa che ci scivola addosso come acqua sul marmo. Quello che gli manca invece è una minima dose di cultura ferroviaria, altrimenti saprebbe che i treni diretti con poche fermate si fanno e si sono sempre fatti in orari di morbida. In una linea come la la nostra, che dispone di un numero limitato di treni al giorno, non delle centinaia di treni che viaggiano sugli assi principali, è sempre stato impensabile fare treni diretti, con poche fermate, nelle ore di punta, perché in orario da pendolari i treni fermano in tutte le stazioni, basta guardare gli orari dal 1961 in poi, perché non esistono pendolari di serie A e pendolari di serie B, da lasciare a piedi solo per guadagnare una manciata di minuti, ma stazioni più grandi dove i treni fermano tutti e stazioni poco frequentate dove, guarda caso, fermano solo i treni dei pendolari.
    Inoltre l’aumento dei tempi di viaggio è dovuto al prolungarsi della sosta nella stazione di Montebelluna, perché i viaggiatori non sono stambecchi e hanno pur sempre bisogno di qualche minuto per saltare da un treno all’altro, non all’aumento delle percorrenze dei treni, che rimangono invariate. Al sig. L chiedo se ci può dire quanto tempo ci mettevano a percorrere l’intera tratta, o anche solo il tratto Belluno – Padova e viceversa, i primi Padova – Calalzo e Calalzo – Padova del mattino nel 1964 o il treno da Padova che arrivava a Calalzo alle 22.30.
    D’altra parte i tempi sono un po’ cambiati: nel 1964 venne inaugurata l’autostrada del sole, oltre 750 chilometri realizzati nel giro di otto anni, quanto tempo c’è voluto per una galleria di meno di due chilometri sotto il Col Cavalier?

  4. Al signor GZ: secondo l’orario invernale 1963-64 il primo treno da Belluno a Padova (treno AT105) partiva da Belluno alle ore 4,52 ed arrivava a Padova alle ore7,07 h2,15 ‘ oggi treno 11073 Belluno 4,48-Padova 7,01 ore 2,13 2 minuti in meno 52 anni dopo!
    Il treno 2228 partiva da Padova alle ore17,18- Belluno a. ore 2042 parte per Calalzo ore 2052 a Calalzo a. ore22,15 tempi Padova Belluno h 3,42, Padova Calalzo h 4,57’, però tale treno trasportava bagagli , merci e servizio postale; le operazioni di carico e scarico erano molto lunghe.
    Nel 2008 il treno 1109 partiva da Belluno alle ore 5,00 ed arrivava a Padova alle ore 6,40 (h1,40) è possibile che oggi ci impieghi 2ore e 13 minuti Belluno p 4,48 Padova a. 701?
    Mi scuso per tutti questi dettagli, ma servono per fare chiarezza e dimostrare che solo operando bene sugli orari si può avere qualcosa di meglio e faccio un ultimo esempio: un pendolare che parte da Belluno col primo treno nel 2008 impiegava 33 minuti meno di oggi, moltiplicati per 200 giorni lavorativi in un anno sono pari a 4 giorni interi e 14 ore rubati alla sua vita per la sola andata Belluno- Padova, aumentiamo di 10 minuti giornalieri per il cambio a Montebelluna? Sarebbero altri 2000 minuti ossia altre 33 ore abbondanti. Avanti così che la vita della gente non vale nulla rispetto le esigenzedi Sistemi Territoriali.

  5. Sig. BZ ( Bolzano?), mai vantato vasta cultura ferroviaria ho solo la presunzione di conoscere le esigenze e diritti dei cittadini bellunesi ed esperienza nei rapporti con i “potenti” ” veneziani” e ” romani” che hanno trattato il nostro territorio di risulta, (dopo il resto…). Le faccio solo presente che nel 2008 era già pronto l’orario per 4 coppie di corse di treni diretti Calalzo Padova (100 minuti BELLUNO-Padova, i primi del mattino e ultimi treni della sera) in accordo con Provincia, Regione e Trenitalia.Tra Cornuda e Padova fermava solo in due stazioni!. Funzionali alle esigenze di lavoratori e studenti ed alla coincidenza con i treni di lunga percorrenza ( Roma, Milano, ….). Non mi pare fascia di morbida. Comunque funzionali alle esigenze! Nella notte nella quale fu approvato il bilancio regionale i soldi vennero spostati , su richiesta di un consigliere bellunese, per realizzare il fallimentare minuetto che andava su e giù tra BELLUNO e Feltre nelle fasce di morbida.
    Ora , di quanto sto chiedendo e riproponendo da settimane, chi ha molta più cultura ferroviaria di me mi ha risposto che si dovrebbe rifare tutto l’orario! Come volevasi dimostrare! Prima si fanno i percorsi, gli orari e si stabilisce l’utilizzo dei mezzi nel resto del Veneto e con quel che rimane si fa per BELLUNO… D’altronde Trenitalia fa i suoi interessi e la Regione quella ” dei più ” ……fino a quando i bellunesi accettano buoni buoni o rassegnati….

  6. Comunque sia, le velocita’ sono diminuite rispetto al passato alla faccia delle nuove tecnologie , i treni sulla linea sono troppo lenti, potrebbero ben impiegare 15 minuti in meno tratto Padova Belluno !

  7. .

  8. Buonasera. Resto basita dai nuovi orari, anche se non mi pregio né del titolo di conoscitrice di orari, né di assidua frequentatrice di treni.
    Posso dire però di aver utilizzato, come tanti altri studenti universitari, la linea Belluno – Bologna per cinque anni, e per un anno la linea Belluno – Feltre.
    Al di là dei ritardi, sempre puntualmente (!) presenti nella tratta ferroviaria bellunese, della sporcizia delle carrozze e della vetustà delle stesse, oggi, aggingendomi a controllare i nuovi orari per potermi recare in treno da Belluno a Padova il 14 dicembre 2015, noto con stupore che sarò costretta a cambiare BEN TRE TRENI!!
    Addirittura, noto che da Conegliano potrei essere costretta a prendere una freccia bianca, esemplare di locomotiva mai apparsa nelle rotaie bellunesi (però, a quanto vedo, in prima linea su quelle trevigiane).
    Insomma, credo che questo semplice dato di fatto faccia constatare l’entità del problema e la necessità di urgente considerazione da parte delle Istituzioni. Del resto, la noncuranza porta noncuranza, dato che la Regione, a fronte dell’indifferenza bellunese, è nota per ripagare con la stessa moneta.

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