Saturday, 21 April 2018 - 19:21

Decine di atleti al pronto soccorso senza pagare il ticket. Visite illecite a calciatori e pallavolisti all’ospedale di Belluno. Indagati tre medici, un infermiere e un massaggiatore della squadra di calcio

Ott 20th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Carabinieri Nas Tv magg Nicoletti procuratore PavoneCinque persone indagate, 4 delle quali dipendenti della Ulss n.1 di Belluno tutt’ora in servizio, tre medici e un infermiere, oltre a un massaggiatore sportivo che opera nel settore calcistico.
Si conclude così l’indagine “Triage” (dal nome del sistema sanitario che assegna il codice di accesso al pronto soccorso), diretta dalla Procura di Belluno (pm D’Orlando) e condotta dai carabinieri del N.A.S. di Treviso (Maggiore Nicoletti) a seguito delle perquisizioni del 21 ottobre 2014 al pronto soccorso dell’Ospedale “San Martino” di Belluno e del poliambulatorio privato “Bellmed – Belluno medica”, e di due società sportive una di calcio e l’altra di pallavolo quest’ultime due risultate estranee agli illeciti. I relativi avvisi di chiusura delle indagini preliminari (ex art.415 bis c.p.p.) sono già stati notificati ai 5 indagati.
Nicoletti Pavone“Dall’indagine – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Belluno, dottor Francesco Saverio Pavone – sono emerse le responsabilità a carico di un dirigente medico del pronto soccorso di Belluno che ha portato attraverso il pronto soccorso con codice verde esente i suoi clienti privati del poliambulatorio Bellmed, coadiuvato da un infermiere. Questa attività illecita era nota al responsabile del reparto che ha omesso di denunciare i fatti. Inoltre – ha proseguito il procuratore Pavone – c’è un altro medico che ha contravvenuto ai suoi doveri. In questo contesto di attività sportive – ha concluso il procuratore – c’è anche un massaggiatore che ha esercitato l’attività di fisioterapista in assenza di titolo professionale”.
I dettagli dell’operazione sono stati illustrati dal comandante dei Carabinieri N.A.S. di Treviso, maggiore Nicoletti.
“L’indagine è nata dall’attività investigativa partita dall’ambito sportivo calcistico di Belluno e poi nel settore sanitario. Abbiamo rilevato una condotta trasversale del dirigente medico che utilizzava il pronto soccorso ospedaliero quasi come una succursale del proprio studio privato, erogando le visite e gli esami strumentali specialistici, anche con l’utilizzo di apparecchiature del reparto, a favore degli atleti suoi clienti senza far pagare alcuna somma per prestazioni, che invece, per la loro tipologia e tempistica di cura prevedevano il pagamento di un ticket oscillante tra i 25 e i 61 euro circa. L’elusione del pagamento avveniva poiché il medico, al termine delle visite, classificava il referto con codice verde cosiddetto ‘triage’ che esentava il paziente dal pagamento. Inoltre, all’occorrenza, il medico rilasciava ai suoi pazienti privati, al di fuori del suo servizio istituzionale e anche al di fuori dell’ospedale, quindi in modo illecito, prescrizioni mediche per l’acquisto di farmaci e ulteriori esami utilizzando le ricette rosse con spesa a carico del Servizio sanitario nazionale. Un metodo che proseguiva da almeno un anno e mezzo e che configura l’ipotesi di reato di truffa aggravata e continuata ai danni della Ulss, oltre al falso ideologico nelle ricette. C’è poi l’omessa denuncia di questi illeciti da parte del responsabile del reparto che ne era a conoscenza. E la violazione dell’incarico di esclusività in essere con la Ulss per un altro medico, che rivestiva anche l’incarico retribuito di ‘medico sociale’ di una società sportiva. Infine il massaggiatore della squadra di calcio che senza alcuna abilitazione sanitaria esercitava una serie di attività fisioterapiche riabilitative con utilizzo di apparecchiature elettromedicale presso la propria residenza, dove è stato posto sotto sequestro oltre allo studio anche l’apparecchiatura e materiali e farmaci in confezione ospedaliera provenienti da reparti degli ospedali di Feltre e Belluno”.
“Non abbiamo alcun elemento per estendere ad altri l’indagine e non è in discussione l’efficienza della Ulss – ha concluso l’ufficiale dei carabinieri – il nostro obiettivo è quello di garantire il sistema sanitario”.
Spetterà alla Corte dei conti valutare l’entità del danno erariale causato, per gli omessi pagamenti dei ticket che ha coinvolto diverse decine di clienti, che peraltro non risultano indagati, come non risultano indagati i dirigenti delle due società sportive e altri soci del poliambulatorio Bellmed.

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