Friday, 20 April 2018 - 08:38

Il segreto dei marò. Capuozzo: “Sono innocenti. Ce li hanno mandati due volte in permesso in Italia perché ce li tenessimo”!

Ott 17th, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Prima Pagina

toni capuozzo liberalSala del Teatro del Centro congressi “Giovanni 23mo” di Belluno al completo con 310 posti a sedere, più un’altra ottantina in Sala Muccin collegata in diretta per ascoltare “Il segreto dei marò” raccontato da Toni Capuozzo, questa sera (sabato 17 ottobre), ai Grandi incontri di Liberal Belluno.
Pubblico attento e sconcertato dalle incongruenze che Capuozzo mette in evidenza nel suo libro in difesa dei due fucilieri della Marina militare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora trattenuti dalle autorità in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati.
“Non ho mai usato il termine eroi – chiarisce subito Capuozzo – non l’ho usato nemmeno per i Caduti di Nassiriya. Qui siamo davanti a due persone normali che si sono trovate in una storia più grande di loro”.
Dal racconto di Capuozzo si capisce immediatamente che sono troppi i particolari che non quadrano.
toni capuozzo albino comelliQuel 15 febbraio 2012 nella scena del delitto, nelle acque di fronte alla costa del Kerala, in India sud-occidentale, dove sono uccisi Ajesh Pinky (25 anni) e Selestian Valentine (45 anni) membri dell’equipaggio del peschereccio indiano St. Antony, ci sono altre 3 navi oltre al peschereccio colpito e la petroliera italiana Enrica Lexie. C’è la Kamome Victoria, la Giovanni e la Ocean Breeze. E anche una quinta nave, la Olympic Flair, che batte bandiera greca e che riporta alle autorità indiane di aver subito un attacco pirata da due imbarcazioni. Si può ipotizzare che si trattasse del peschereccio, colpito da fuoco amico, ossia dall’imbarcazione della capitaneria di porto. Nella prima perizia autoptica il calibro identificato è il 7.62. Solo in un secondo momento viene confezionata una nuova perizia balistica dove il calibro diventa 5.56 corrispondente a quello del fucile mitragliatore Beretta Ar 70/90 in dotazione alle Forze armate italiane. Ma l’esame balistico effettuato sulle armi personali dei due fucilieri La Torre e Girone esclude che i proiettili ritrovati siano stati esplosi da quelle due armi. C’è di più. Se fossero stati i due marò a sparare sul peschereccio – spiega Capuozzo – i fori di entrata ed uscita sullo scafo avrebbero avuto una certa inclinazione visto che il ponte della petroliera è alto circa 25 metri dall’acqua. Se invece colpevole fosse stato il “fuoco amico” proveniente quindi da una piccola imbarcazione, la posizione dei fori sarebbe stata per lo più orizzontale. Perché allora il peschereccio è stato distrutto facendo così sparire per sempre una prova così importante del delitto?
A tutto questo, si aggiunga la trattativa maldestra e la debole difesa condotta dall’Italia. “L’india rinvia il processo per 26 volte, non fa scontare la prigionia ai marò nelle carceri comuni, ma in altre strutture, concede loro due volte il permesso di rientrare in patria, per il Natale e per il voto, nella speranza che ce li tenessimo – afferma Capuozzo – Ma che bisogno c’era di tornare in Italia per votare, lo potevano fare in India, all’ambasciata italiana”.

Ha condotto la serata Albino Comelli, scrittore e poeta. L’iniziativa è dell’Associazione Liberal Belluno presieduta da Rosalba Schenal.

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