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martedì, 31 Marzo, 2020
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ABC, Adesso basta centrali, Il comitato bellunese contro lo sfruttamento del territorio lancia una nuova campagna di mobilitazione permanente

adesso basta centraliABC, Adesso Basta Centrali! E’ l’acronimo della campagna lanciata dal Comitato bellunese Acqua bene comune, che si oppone allo sfruttamento esasperato del territorio. “La nostra pazienza ha un limite e la Regione Veneto l’ha ampiamente superato – recita una nota del Comitato – . Mentre nuove richieste per nuove concessioni idroelettriche si vanno a sommare alle oltre 150 già pendenti, la Regione Veneto ancora non ha preso in mano la questione per andare a bloccare una speculazione sui nostri fiumi che non ha nessuna utilità se non quella di arricchire i proponenti.

La questione è oramai ben nota. L’importo energetico complessivo di queste centrali è oggettivamente irrisorio rispetto all’attuale produzione energetica derivante dallo sfruttamento dei nostri fiumi. Di contro, l’effetto cumulativo derivante dalla loro realizzazione determinerebbe un enorme impatto ambientale su un’ecosistema fluviale già fortemente deficitario. Il bacino della Piave, con il suo pessimo primato di essere il più artificializzato d’Europa, ha già oltre il 90% delle sue acque sfruttate per scopi idroelettrici e irrigui. Sono pochi i torrenti e i tratti di fiume ancora integri. Torrenti e tratti di fiume di alto valore naturalistico che non sono mai stati presi in considerazione dai predatori del passato perché caratterizzati da portate d’acqua non sufficienti per impiantare centrali idroelettriche. Ma con gli attuali “incentivi verdi”, che finanziamo attraverso le nostre bollette energetiche e che hanno completamente drogato il mercato, si è dato il via ad una nuova corsa all’oro blu dove nuovi predatori sono pronti a artificalizzare gli ultimi tratti ancora liberi. Emblematica, in tal senso, la proposta di realizzare una centrale sotto il ponte della Vittoria a Belluno a pochi metri in linea d’aria dal centro storico del Capoluogo.

E’ un far west nel quale non vengono rispettate le normative europee e che i nostri territori stanno subendo a causa dell’immobilismo della Regione Veneto. I nostri fiumi, già ampiamente spremuti, sono la metafora di una provincia, quella bellunese, troppo spesso usata come terra di conquista. E mentre il processo di colonizzazione avanza, il nostro territorio viene progressivamente svuotato dei sui poteri e di importanti servizi per la cittadinanza. Troppo spesso a Palazzo Balbi si riempiono la bocca di concetti come autonomia e specificità, senza che seguano azioni concrete che vadano nella direzione di restituire dignità a questi luoghi unici al mondo, a partire dalla difesa delle sue acque.

Per questi motivi, abbiamo deciso di lanciare questa nuova campagna: “ABC, Adesso Basta Centrali”. Una campagna di “mobilitazione permanente” che andrà avanti fino a che la Regione non bloccherà la speculazione sui nostri fiumi e torrenti. Una mobilitazione che inizierà con un incontro pubblico a Santo Stefano di Cadore il 23 ottobre e proseguirà con un presidio a Limana il 29 ottobre. Per venerdì 6 novembre abbiamo previsto un altro incontro informativo a Belluno e il 12 novembre il secondo presidio davanti al demanio idrico.

E questo è solo l’inizio.

Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei nostri fiumi a mobilitarsi – coclude la nota del Comitato bellunese acqua bene comune – aderendo alla campagna attraverso i metodi e le iniziative che riterranno più opportuni, perché è ora di basta all’iper-sfruttamento idroelettrico nel bellunese”!

 

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