Wednesday, 23 May 2018 - 08:54

Sergio Reolon risponde al consigliere regionale Maurizio Conte: “Non ci può essere futuro per le province montane senza il riconoscimento di un’autonomia speciale”

Ott 14th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Sergio Reolon

Sergio Reolon

“Ringrazio di cuore il consigliere regionale ed ex assessore Maurizio Conte per aver implicitamente riconosciuto nella sua interrogazione che il trasferimento alla Provincia di Belluno delle funzioni di governo del demanio idrico con l’introito del 100% dei relativi canoni si deve alla mia battaglia”.

Lo dichiara Sergio Reolon, già consigliere regionale e leader della sinistra bellunese, in risposta all’attacco dell’ex leghista, oggi tosiano Maurizio Conte.

“Egli mi accusa poi di continuare a sventolare la “bandierina della specificità” per la zona montana e di chiedere diritti per la Provincia bellunese – prosegue Reolon – . E’ una accusa che mi fa molto piacere perchè sono convinto che non ci possa essere futuro per le zone montane senza riconoscimento di un’autonomia speciale. Ma questa accusa dimostra anche, come ho sempre sostenuto, che Conte e la Giunta Zaia, della quale egli ha fatto parte fino a 5 mesi fa, sono sempre stati contro questo riconoscimento e hanno fatto di tutto per impedire che fossero approvati l’art. 15 dello statuto e la legge 25 del 2014 che allo statuto dà attuazione. Tutto questo è ulteriormente dimostrato dal recente disegno di legge approvato dalla giunta regionale che di fatto tende ad affossare la specificità bellunese.

Per quanto riguarda l’accusa di fare come le regioni del sud, – precisa Sergio Reolon –  ricordo a Conte che qui stiamo parlando di introiti dovuti allo sfruttamento di risorse del territorio bellunese e nulla si chiede o si sottrae agli altri territori della regione.
Infine, Conte chiede di saper cosa si è fatto con quei soldi. La richiesta non riguarda me – conclude Reolon – , visto che ho cessato la carica di presidente della Provincia nel 2009 e che fino ad allora, contravvenendo ad una sua legge, la Regione non ha versato alla Provincia un solo euro di quanto dovuto, accumulando così un debito verso la Provincia di circa 30 milioni di Euro. Per avere risposta quindi, Conte dovrebbe rivolgersi a qualche parente (politicamente s’intende) più stretto”.

 

Maurizio Conte

Maurizio Conte

Il consigliere tosiano ed ex assessore all’Ambiente Maurizio Conte ha depositato ieri un’interrogazione urgente, rifacendosi alla L. R. 25 del 2014 che abroga i commi 2 e 3 dell’art. 41 della Legge Regionale 11 del 2014, secondo cui la Provincia di Belluno richiede e introita tutti i canoni del demanio idrico, compreso il raddoppio dei canoni di derivazione disposto dall’art. 39 della LR 1/2008, per un complessivo, da quest’anno, di almeno 15 milioni di euro.

“Reolon – sostiene il consigliere – continua a sventolare la bandierina della specificità per la zona montana e chiedere diritti per la provincia bellunese, ma dove sono i doveri? Che fine hanno fatto i circa 15 milioni che Belluno richiede e introita per tutti i canoni del demanio idrico?” “Voglio sapere – aggiunge Conte – con l’introito legato al raddoppio dei canoni del demanio idrico quali opere sono state progettate, quali finanziate e quali realizzate per tutelare l’incolumità degli abitanti della provincia, e cioè quelli per la sicurezza idraulica?”

“Pare che Reolon stia prendendo il cattivo esempio di alcuni amministratori delle regioni del Sud – incalza Conte – che prima spendono tutto quello che hanno senza razionalizzazione e poi chiedono i finanziamenti al Nord. Sulla stessa scia la Provincia di Belluno: prima di chiedere nuovi “extra” come quelli previsti per la specificità, spiegatemi che fine hanno fatto i soldi per la sicurezza idraulica. Perché questo non è certo federalismo.”

 

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