Sunday, 22 July 2018 - 12:25

Chi non è direttamente coinvolto in qualunque tragedia non può realmente capire fino in fondo che cosa si prova * intervento dei Cittadini per la memoria del Vajont

Ott 9th, 2015 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Società, Istituzioni

vajontI “Cittadini per la memoria del Vajont”, presenti oggi presso le scuole medie Ricci di Belluno alla deposizione della lapide in memoria degli studenti morti quel tragico 9 ottobre di 52 anni fa, voluta e finanziata da un gruppo di ex compagni di classe, ci tiene a far luce su quanto accaduto.

Siamo un semplice gruppo di persone, tra noi anche la cugina di uno di quei ragazzi, e ogni anno ci ritroviamo presso la diga, lontani dai riflettori e dalle autorità, per ricordare quella strage e trasmettere alle nuove generazioni la verità dei fatti, perché non si debbano mai più ripetere. Molti anni fa abbiamo lanciato una petizione, sottoscritta da migliaia di firmatari e chiedemmo, tra l’altro, l’istituzione della giornata Della Memoria delle Vittime dei disastri industriali.

Nel 2007, su iniziativa del Gruppo Parlamentare del PRC, fu presentata presentata dall’allora deputato Sperandio, una proposta di legge per l’istituzione della Giornata della memoria delle vittime dei disastri industriali da tenersi ogni anno il 9 ottobre. La proposta non fu approvata a causa dello scioglimento anticipato della legislatura. Nella scorsa legislatura tale proposta di legge è stata riproposta dall’onorevole Rossa che inserì la dizione disastri industriali “avvenuti per incuria dell’uomo” e con tale aggiunta è stata approvata. Da subito chiedemmo all’onorevole Rossa di recedere da tale inserimento o di modificarlo, inserendo la parola “Colpa” in sostituzione della parola “incuria” raccogliendo su questo oltre che l’assenso di tutti i sindaci dei comuni coinvolti dal disastro e di altre migliaia di cittadini. Anche il segretario nazionale di PRC, Paolo Ferrero, che partecipò lo scorso 3 ottobre nel Comune di Erto, alla nostra veglia, ribadì il suo sostegno alla proposta di modifica chiedendo al Parlamento di agire in questo senso.

Oggi, tra le varie autorità ed il promotore della lapide, Tomaso Pettazzi, anche il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, ha giustamente evidenziato che chi non è direttamente coinvolto in qualunque tragedia non può realmente capire fino in fondo che cosa si prova. Ed è per questo che non possiamo accettare la dichiarazione del signor Renato Migotti, un superstite che ha perso familiari e persone care, che ha vissuto la tragedia sulla propria pelle, si permetta di infangare la verità usando il termine “incuria” per una colpa commessa da uomini che l’hanno provocata!
I cittadini per la Memoria

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3 comments
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  1. Condivido il contenuto, in particolare sono contrario alla parola “incuria”, ma non condivido gli attacchi ad personam, in particolare proprio nella giornata dedicata alla memoria.
    Come diceva giustamente il poeta latino, … est modus in rebus …

  2. Se citare il nome di chi ha pronunciato la frase è un attacco personale…qui non si sta spettegolando, ma ognuno deve essere responsabile di ciò che dice, anche se può non piacere il metodo, Personalmente se pronuncio una frase in pubblico, non ho nessun problema che qualcuno la riporti, anzi…altrimenti l’avrei detta di nascosto in privato. Il fatto è che tra i superstiti e sopravvissuti ci sono sensibilità diverse e bisogna usare molta delicatezza prima di esporsi con argomenti così scottanti!

  3. Mi dispiace e irrita profondamente, come portavoce dei Cittadini per la memoria del Vajont, che ogni volta che Renato Migotti parli a nome della sua associazione alimenti la confusione e l’ambiguità e collabori alla rimozione della memoria. NON SI DEVE assolutamente riconoscere come un traguardo la legge IN MEMORIA DELLE VITTIME PER I DISASTRI INDUSTRIALI E NATURALI CAUSATI DALL’INCURIA DELL’UOMO. Noi Cittadini per la memoria che con enormi sforzi e sacrifici personali nel 2007 l’avevamo portata fino in Parlamento e fatta approvare alla Camera (grazie all’interessamento di Gino Sperandio e Paolo Cacciari), non avremmo mai pensato che per ignoranza (da parte delle due deputate PD che l’hanno riscritta) e furbizia (da parte di un altro deputato molto più politicamente motivato) venisse così stravolto il senso della nostra richiesta. Sono bastate quelle tre parole inserite come fossero poco importanti a rovinare anni di lotta: disastro naturale e incuria non sono che veri e propri sfregi alla memoria, una rimozione storica della realtà. Fu un eccidio premeditato, senza alcun dubbio, né processuale, né morale. Non ci sono scuse: un superstite come Migotti non può ignorare lo strazio che le sue parole hanno provocato in molti altri superstiti come lui, forse meno preoccupati di non dispiacere ai poteri. Ma ricordiamo: sono proprio quei poteri che hanno violentato una montagna e ucciso chi vi abitava ai suoi piedi. Un grazie a Cristina Muratore, anche lei una dei Cittadini per la memoria del Vajont. Fare i nomi non è un attacco personale. Dietro l’anonimato si nascondono i vigliacchi e se si denuncia qualcosa è legittimo prendersi le responsabilità di fare nomi e cognomi.