Friday, 20 April 2018 - 16:18

Riforma delle Ulss del Veneto

Ott 8th, 2015 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Sanità

lettera 1La discussione sulla riforma delle ULSS sembra un po’ raffreddata, forse perché le Istituzioni e le rappresentanze Locali sembrano non aver la forza di assumere una decisione quantomeno condivisa a maggioranza in grado di fare sintesi delle varie posizioni territoriali. Però l’impatto della riforma sul ruolo del territorio e degli Enti Locali è davvero notevole. Innanzitutto perché le attuali Conferenze dei Sindaci verranno derubricate in conferenza di distretto, prospettandosi a livello di ULSS soltanto un “Esecutivo dei Sindaci” composto dai Presidenti dei Distretti, considerando quindi marginale il ruolo degli Enti Locali nel funzionamento della ormai famosa Azienda Zero, che governerebbe quindi la Sanità Locale con una minor partecipazione dei Comuni. Verrebbero a non aver più significato i piani di zona che individuavano nel relativo territorio di competenza la dimensione ottimale per individuare esigenze e risorse necessarie per erogare i servizi. Diventerà quindi irrilevante la funzione della Conferenza dei Sindaci nelle dinamiche della gestione delle nuove ULSS, con un accentramento del potere decisionale in capo al Direttore dell’Azienda Zero (nominato dal Presidente della Giunta), dove avrà anche un ruolo rilevante il Collegio dei Sindaci (nominato dal Direttore Generale dell’Azienda stessa.
L’obiettivo dichiarato della riforma è quello di ricercare un miglioramento della spesa, assicurando ai cittadini Veneti una sanità di eccellenza… che non costi ai contribuenti un euro più del necessario. Chi non sarebbe d’accordo su questo principio ? Tutti lo siamo certamente. Ma sarà davvero così ?? L’Azienda zero sarebbe responsabile – oltre alla programmazione sanitaria e sociosanitaria, e alla governance delle ULSS, – anche di una gestione centralizzata per acquisti, personale, risorse tecnologiche e investimenti. Ma anche qui è utile ricordare che, come si evince dalla Relazione Socio Sanitaria del 2014 della Regione Veneto, i risultati dell’esperienza di accentramento per acquisti con l’esperienza delle aree vaste non sono così soddisfacenti, rilevandosi – è vero – dei miglioramenti su alcuni servizi acquistati dalle singole ULSS, ma registrandosi nel contempo sensibili aumenti nella spesa del riscaldamento e di altri servizi non sanitari.
Credo quindi permangano molti dubbi sull’opportunità di penalizzare l’attuale partecipazione dei territori e di una vasta concorrenza attraverso un accentramento di decisioni che il modello delle aree vaste non ha dimostrato essere determinante al fine di un reale miglioramento della spesa. L’ assenza di dibattito vero, finora svolto solo e parzialmente sulla stampa, ma senza coinvolgere realmente i cittadini (come piace sottolineare in altre occasioni a varie forze politiche), produrrà verosimilmente una riforma di incerti benefici perché poco partecipata nella sua elaborazione.
Feltre, 7 ottobre 2015 Primo Torresin

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