Wednesday, 22 August 2018 - 09:21

“La mia Etiopia” di Andrea Gris al Museo delle Regole Mario Rimoldi di Cortina

Ott 7th, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Fino al 7 novembre al Museo delle Regole Mario Rimoldi di Cortina d’Ampezzo è allestita la mostra “La mia Etiopia, appunti disordinati di un volontario” di Andrea Gris, aperta tutti i giorni nell’orario 16.00-20.00 compresa la domenica 10.00-13.00 / 17.00-20.00. Con visite guidate il mattino riservate alle scuole del Polo Valboite.

andrea gris“Sono arrivato la prima volta nel Corno d’Africa nel dicembre del 2013 – racconta Andre Gris, giornalista documentarista – e da allora i miei viaggi in questa terra unica e piena d’amore sono frequentissimi grazie ad un progetto che ho ideato e si chiama “Sport è vita”.

Inserito nelle iniziative della Onlus Amici di Adamitullo, che da anni si occupa dei bambini etiopi, grazie alla squadra Cortina Basket Bosco Children con lo sport cerchiamo di aiutare coloro che vivono ai margini della società africana, sulle strade di Addis Abeba. La comunità salesiana di Bosco Chidren che si occupa dei ragazzi di strada e l’incontro con Don Angelo Regazzo, missionario da più di cinquant’anni nel mondo, mi hanno regalato questa splendida opportunità. Mi sento fortunato e baciato da un destino inaspettato che mi ha fatto capire quanto il nostro tempo dedicato agli altri è qualcosa di prezioso e speciale. La forza della fede mi ha aiutato a seguire il mio cuore, non è stato semplice vivere a stretto contatto con una realtà di sofferenze, fame, disagi,malattie, droga in un mondo storto, polveroso e ingiusto. Le visite al carcere minorile e le giornate trascorse sulle strade dei quartieri più a rischio insieme ai miei piccoli amici, ai ‘monelli buoni’ come gli chiama Don Angelo, hanno cambiato le mie priorità vitali. Sono conscio che quello che facciamo sono solo piccole gocce in un oceano d problemi ma se non ci fossero mancherebbero. Mi sono messo in gioco, spogliato da ogni pregiudizio, con la mia esperienza di documentarista e giornalista viaggiatore ho studiato vivendolo questo tremendo fenomeno di povertà assoluta e abbandono In passato questa atroce realtà l’avevo già conosciuta in Brasile, Madagascar, Sud Africa e Malesia ma mai ero riuscito a viverla intensamente e profondamente. Da qui la voglia di fare qualcosa per raccontare questa esperienza di volontariato e la storia di un bambino di nome Yonas. Ora è il mio piccolo eroe e gli voglio bene come a un figlio. Dopo un lavoro paziente e faticoso fatto di delusioni, amore, dipendenza e amicizia siamo risusciti a riportarlo a casa dalla mamma. Ha vissuto due anni e otto mesi sulla strada e poi il miracolo. L’immaginazione non potrebbe mai raccontare una storia così bella e di speranza. La mostra dopo la prima tappa cortinese si sposterà a Venezia e poi in tutta Italia. Sono contento di aprire il tour nella mia cittadina cha da sempre è sensibile alla solidarietà e spero che sopratutto gli allievi delle scuole del Polo Valboite vengano a visitarla. Stiamo cercando di coinvolgere in questo il Comune di Cortina che patrocina il progetto – conclude Andrea Gris – e le stesse Regole d’Ampezzo che hanno gentilmente e gratuitamente messo a disposizione la sala del Museo ampezzano”.

La mostra, patrocinata e con il contributo del Comune di Cortina d’Ampezzo in collaborazione con le Regole d’Ampezzo, realizzata con il supporto della agenzia ITAS Assicurazioni e la Cooperativa di Cortina, racconta la storia di uno dei tanti bambini poveri del mondo.

Fotografie, video, racconti e musica sono gli elementi che compongono la narrazione della storia.

L’autore del progetto è Andrea Gris, giornalista documentarista, che dopo una lunga esperienza di volontariato in Africa, sulle strade di Addis Abeba e nella comunità salesiana di Bosco Children, ha deciso di far conoscere questa storia unica e singolare.

Yonas e i suoi piccoli amici della capitale etiope, diventano inconsapevolmente autori della sua vita, in questo paese a sud del mondo.

L’amore e lo sport sono i due fili conduttori di una grande storia che scuote la coscienza e la compassione.
Il curatore della mostra è il fotografo Alberto Bregani.

 

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