Monday, 24 September 2018 - 09:24

Soppressione diretto Belluno-Padova. Quinto Piol: una soluzione che conviene solo a Trenitalia

Ott 4th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Quinto Piol

Quinto Piol

“Il vero problema è l’inadeguatezza delle locomotive vecchie e malconce che Trenitalia non riesce a sostituire o non vuole ovvero non ha interesse a sostituire!!!. Lo dice anche l’Associazione Trenibelluno. Questo è il nodo della questione”.

Lo afferma Quinto Piol – segretario Unione comunale PD Belluno.

“Quindi la rottura a Montebelluna si fa per questo – prosegue Piol –  non per avere un servizio migliore. Si cerca di fare alla meno peggio con quanto Trenitalia/Regione mette/mettono a disposizione (bontà loro) per il territorio bellunese. Si eliminano i diretti per Padova perché Trenitalia non avrebbe più, in Veneto, i treni adeguati a servire il territorio bellunese. O meglio i treni ci sono ma quelli che partono/arrivano da/a Calalzo, per Trenitalia, devono essere in grado di raccogliere anche tutti i passeggeri di tutte le fermate, che Trenitalia vuole fare, tra Cornuda e Padova. In altre parole i treni per portare direttamente i bellunesi a Padova ci sono, anche moderni, ma per motivi di entrate devono essere in grado di accogliere anche tutti i oasseggeri tra Cornuda e Padova. Quindi o si pretende giustizia e rispetto o ci si accontenta del servizio con quello che Trenitalia mette a disposizione per Belluno .
Sgombriamo quindi il campo che con la rottura a Montebelluna è meglio e che i treni saranno più in orario. Si saranno ,forse , anche più in orario, forse, ma con tempi totali di percorrenza per/da Padova di gran lunga superiori. Avremo Belluno centrale? Centrale per il territorio bellunese si ma scollegata, staccata dal mondo!
Se si continua ad accettare questa logica arriveremo ad accettare anche le corriere al posto del treno perché non ci saranno più treni da utilizzare per collegare il territorio bellunese. Avremo però le corriere in orario, si continuerà a dire, si ma con tempi di percorrenza molto più lunghi. Si ma in orario. C…aspita! ottimo risultato. Si potrebbe istituire la carrozza a cavalli diretta tra Belluno e Padova. Si arriverebbe in una giornata! Si, ma, con buoni cavalli, nell’orario previsto! In perfetto orario!
Ripeto – conclude il segretario dell’Unione comunale del Pd di Belluno –  il servizio ferroviario è un servizio pubblico, di questo passo il treno sparisce, non possiamo accettare supini, rassegnati, questa ennesima ingiustizia”!

 

Share

4 comments
Leave a comment »

  1. Perfettamente d’accordo con Piol, non si può continuare a tacere e fare finta che tutto vada bene. Il servizio ferroviario da e per Belluno/Calalzo è sempre peggio e la gente è costretta ad utilizzare i propri mezzi per potersi spostare in quanto i tempi di percorrenza ferroviari sono impossibili per l’utenza che ne deve usufruire. Ho l’impressione che più passa il tempo la Provincia di Belluno sia sempre più lontana dal resto del mondo, sempre più dimenticata e inascoltata…………..perchè???????????????

  2. Daccordo su tutto ma le proposte di lotta, per convincere Trenitalia e la Regione per risolvere i problemi che da sempre esistono, quali sono??? I olitici devono anche cercare di risolvere i problemi non solo discutterli…….

  3. Certo! Chi fa politica fa le proposte dice la sua, ricerca consensi, poi sono quelli che governano ai vari livelli ( provincia e Regione , in questo caso – ma anche stato centrale), che devono dire come la pensano e fare . Perché loro lo possono fare, anzi, devono fare, sono lì per quello. Intanto se la protesta/proposta sale non la possono ignorare. Certo è vero che chi è all’interno della politica, di un partito, può e deve lavorare battersi perché i propri rappresentanti si muovano.

  4. All’inizio degli anni ottanta prendendo a pretesto la caduta massi e vari eventi franosi, c’erano già stati dei tentativi per chiudere la tratta Ponte nelle Alpi- Calalzo, ma una radio locale e la mobilitazione della gente culminata con un treno spaciale, credo organizzato dalla CGIL, per portare a un’affollata manifestazione a Venezia davanti alla Regione ha bloccato gli insani propositi di chiusura e dato il via ad una serie di interventi per mettere in sicurezza la sede ferroviaria, fra questi interventi ottenuti, il fiore all’occhiello: la nuova galleria di Monte Zucco.
    Quanto sopra a dimostrazione che coinvolgendo la popolazione e mobilitandoci tutto è possibile, ma il silenzio sospetto della politica e delle istituzioni dà poca speranza.