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Evviva, ancora un pochino e raggiungiamo l’economia

Ott 3rd, 2015 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

lettera 1Le poste italiane già da un po hanno rinunciato ad essere un servizio si sono trasformate in un supermercato così così e in una banca così così la corrispondenza ed i servizi sul territorio sono per loro impicci.

Si chiudono uffici, si fanno sportelli a singhiozzo tanto che il ricevere un avviso di deposito raccomandata diventa un incubo, ci può volere anche una settimana per sapere di cosa si tratta, altro che raccomandata uno.
La rappresentanza sul territorio del governo se ne va, la prefettura diventerà quella di Treviso quindi servizi decentrati, coordinamento delle emergenze a 100 km di distanza, svolti magari dagli stessi impiegati che dopo prenderanno la trasferta. Se ne andranno poi Questura, vigili del fuoco e speriamo anche agenzia delle entrate con l’auspicio che questa si porti via anche l’elenco dei codici fiscali.
Saremo a quel punto autonomi al 100%, liberi di essere poveri per nostro conto e non essere impoveriti dal governo italiano. Chiameremo a darci consigli La signora Eva Klotz (consigliere emerita della regione Trentino-Alto Adige) che alcuni anni fa in Val Passiria aveva tentato di spazzare via il verde dalla bandiera italiana tenendosi il bianco e rosso, noi, poi, avremo bisogno di spazzare anche il rosso cosi sulla bandiera bianca ci metteremo ciò che ci pare, sempre che
si riesca tra di noi, tra campanili e interessi vari, a trovare la giusta via di mezzo.
Se vi portate via gli uffici centrali per favore portate via anche qualche nostro politico o ex tale compresi oneri per vitalizi e pensioni dorate, se siamo qui a fare questi discorsi è proprio merito di quello che non hanno saputo fare loro, portatevi via anche qualche manager, i trombati, riciclati e sistemati, ne abbiamo di specialisti a produrre ampi buchi e danni di ogni genere, c’è anche qualche bellunese, che vi dovreste portare via prenditori d’avanguardia specialisti a lasciare famiglie sul lastrico e a portare l’osso in mano al padrone di oltre chiusa.
A nord chiudono i passi, troppe macchine , ma se i vicini trentini e sudtirolesi si sono sprecati in valanghe di iniziative pubblicitarie le auto di troppo sono forse conseguenza di questo, ma che importa i passi se non sono chiusi per legge lo sono un giorno si ed un giorno anche per manifestazioni e vaccate di ogni genere. Il valligiano che si sposta per lavoro ….zi suoi.
L’unificazione delle USL, la strada giusta dice qualcuno e i bellunesi sono tutti presi dal dove si farà la sede, Feltre o Belluno ? Dov’è l’attaccamento al territorio ? dov’è il veder lontano e il pensare a ciò che lasceremo in eredità alle generazioni future ? Interessi personali, giochi di piccolo potere e “careghe” da spartirei. Nelle riunioni ufficiali basta pronunziare una parola che, per l’accezione usata, non c’è nemmeno sul vocabolario e l’unico divertimento è il contare gli sputi che lascia sul tavolo chi la pronunzia “ SPECIFICITA’”.
Per l’indipendenza e la liberazione di questo stato che ci sta tradendo la provincia di Belluno nelle grandi guerre ha dato un contributo in vittime civili pesantissimo, qui venivano tedeschi ed arruolati Bolzanini e Trentini a combatterci e poi abbiamo lavorato per dare loro l’autonomia. Referendum per migrare verso Trento e Bolzano, spero sia inteso
come atto dimostrativo, una provocazione, altrimenti perderemo la nostra identità, se è così ci meritiamo proprio tutto questo.
Poi Trento difende i suoi confini anteponendo alle richieste dei comuni nostri di aggregarsi l’accordo di Parigi o accordo De Gasperi/Gruber. L’accordo prevedeva una speciale attenzione per i comuni BILINGUI della provincia di Bolzano e Trento, quindi tutti quelli di Bolzano ed alcuni della provincia di Trento, una quindicina questi, nel 1948 (legge costituzionale art. 3) sono stati staccati dal territorio di Trento e inglobati nella provincia di Bolzano, uno per tutti Ora. L’autonomia quindi non spettava agli altri comuni trentini sotto chiusa NON SONO BILINGUI eppure fu loro
data, ciò ha danneggiato il resto d’Italia ed in speciale modo noi confinanti. Di ciò dovremmo ora chiedere conto, al paese che l’ha permesso ed ai nostri piccoli politici che non ci hanno pensato in tutti questi anni di convivenza non sempre pacifica. Confini, Marmolada, Anas ecc.
CC

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