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martedì, Giugno 2, 2020
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Truffa aggravata, sostituzione di persona e vendita di prodotti con marchi contraffatti. La polizia identifica i responsabili della truffa di 1500 euro ad un anziano bellunese

poliziaL’episodio ha origine nel pomeriggio del 30 luglio scorso, quando un giovane avvicinava un anziano nei pressi del parcheggio di una ditta di cui quest’ultimo è legale rappresentante, iniziando una fitta conversazione, evidentemente finalizzata a porre l’anziano, un ottantaquattrenne bellunese, in uno stato confusionale e di soggezione.
Durante la conversazione il giovane si spacciava per il figlio di un ex dipendente dell’anziano, realmente esistente, per carpire la fiducia e proporgli quindi l’acquisto di tre capi d’abbigliamento descritti come d’alta moda, ma rivelatisi poi di infima qualità, abiti che il ragazzo diceva di vendere per conto di una ditta estera e quindi sottocosto.
Come controvalore degli abiti, il truffatore richiedeva la somma, che sarebbe stata “di favore” di millecinquecento euro, importo che l’anziano non aveva con sé ma che il soggetto riusciva a farsi ugualmente consegnare accompagnando la vittima ad uno sportello bancomat e convincendolo ad effettuare un prelievo. Subito dopo il truffatore saliva a bordo dell’auto di un complice, e si dileguava.
Resosi conto della truffa, l’anziano si recava in Questura per denunciare l’accaduto e, durante le operazioni di individuazione fotografica presso la Squadra Mobile, riconosceva l’autore del gesto in una foto di un noto pregiudicato napoletano, residente in quella città.
Nei giorni successivi il medesimo soggetto veniva controllato dalla Volante all’uscita dell’autostrada su una vettura insieme al padre e all’interno del veicolo, grazie ad un accurato controllo degli operatori, venivano rinvenuti dodici capi d’abbigliamento in tutto e per tutto analoghi a quelli ceduti qualche giorno prima all’anziano. Come poi accertato dagli investigatori, detti vestiti venivano acquistati usati presso un rivenditore di Afragola (NA) e all’interno di essi venivano apposte illegalmente delle etichette interne riportanti il logo “Alta Moda”, peraltro perfettamente corrispondenti a quelle applicate ai capi d’abbigliamento ceduti il 30 luglio all’anziano.
Grazie quindi al riconoscimento fotografico, e dopo aver visionato le videoriprese dello sportello bancomat in cui è avvenuto il prelievo, la Squadra Mobile, coadiuvata dalla Squadra Volante, ha accertato il coinvolgimento nella truffa del figlio. Inoltre, considerato che gli stessi erano stati più volte controllati su strada, padre e figlio sempre insieme, si è attribuita anche al padre la responsabilità nella vicenda, quale conducente del veicolo del truffatore, ed entrambi, rispettivamente di 51 e 26 anni, sono stati quindi denunciati in concorso per i reati di sostituzione di persona, truffa aggravata e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

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